La “Mafia” e “l’Ovile”

24th Aprile 2008 di Adduso

Nel sito di Daniele Martinelli è descritto con dovizia di particolari quanto ci costa quella che, a mio modesto avviso, è in buona parte “lamafiadellostato”.
Trascrivo quindi brevemente alcune spezzoni che mi sono sembrati i più eloquenti, cui alcuni già sintetizzati da un altro blog

< Lega Nord: € 35.329.331 un’impennata rispetto ai 21.500.000 del 2006.
PD: € 141.988.246,6 cent nell’arco dei 5 anni.
Udc-Rosa bianca: € 24.018.774, meno dei 32 milioni della tornata 2006.
IDV: € 18.427.608 rispetto ai 12 milioni delle elezioni 2006.
Gli esclusi dal Parlamento: la Sinistra Arcobaleno si consola con € 13.356.565, che rimane un’inezia rispetto all’importo sommato nel 2006 fra Prc Pdci e Verdi che totalizzarono € 51.561.413.
La Destra Storace Santanché si cucca € 9.629.998 grazie al 2,4% ottenuto alla Camera e il 2% al Senato.
Ricapitolando: noi cittadini elettori, entro il 2013 regaleremo 407 milioni ai partiti, che fino al 2011 ingurgiteranno altri 330 milioni di euro per i 3 anni della precedente legislatura prodiana.
Totale: 737 milioni di euro sottratti ai precari, alle famiglie, ai salari, alle infrastrutture e anche alla nostra salute>>.

Questo invece è direttamente ripreso proprio dal blog di Daniele Martinelli.

< Il deputato di An Roberto Ulivi, tra i più ferrei oppositori alla liberalizzazione del mercato dei farmaci nei supermercati, ha ricevuto 10 mila euro di regalo da Federfarma e altri 8 mila dalle associazioni territoriali di Firenze e Pistoia.
Alessandra Mussolini e il suo movimento “Azione sociale” nelle politiche del 2006 non avendo raggiunto l’1% era rimasta a bocca asciutta dai ricchi rimborsi elettorali. Si è dissolta con Silvio Berlusconi che l’ha ricompensata con 673 mila euro, nonostante Gian Franco Fini abbia bollato suo nonno Benito “il male assoluto del XX secolo”.
Tra i regali di Forza Italia ci sono 220 mila euro alla Dc di Gian Franco Rotondi, 130 mila alla Federazione dei Verdi Verdi per togliere voti ambientalisti al partito di Alfonso Pecoraro Scanio, 2 milioni al nuovo Psi dell’ex tangentaro e condannato “fondo di balera” Gianni De Michelis. 90 mila al Partito Repubblicano di Francesco Nucara, 450 mila ai Riformatori Liberali di Benedetto Della Vedova, 700 mila al partito degli Italiani nel mondo, oltre che un lauto contratto al senatore Sergio De Gregorio, che infatti non ha esitato dare un calcio negli stinchi all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.
Tra gli imprenditori ci sono Davide Cincotti da Battipaglia (SA) costruttore del porticciolo sardo della Maddalena amico di Paolo Berlusconi, del quale è stato ospite la scorsa estate nella villa in Costa Smeralda, ha regalato durante il 2007 a “Rinnovamento italiano” di Lamberto Dini 295 mila euro. Sarà solo una coincidenza se lo scorso autunno Dini iniziò i flirt con Berlusconi?
Il cremonese Giovanni Arvedi numero uno dell’acciaio, azionista di maggioranza delle emittenti “Tele Color” e “Primarete Lombardia” che appare anche nella lista dei 390 italiani correntisti scoperti di recente in Lussemburgo, pochi mesi fa ha donato 300 mila euro a Forza Italia e altrettanti al Partito democratico.
Il partito di Berlusconi ha ricevuto in regalo 50 mila e 75 mila euro rispettivamente dalla piemontese “Tubosider”e la ligure “Transider”. Il gruppo Riva che ha foraggiato Bersani tramite l’Ilva ha regalato 245 mila euro anche a Forza Italia. Sarà per questo che i telegiornali non danno mai troppo risalto ai morti sul lavoro nelle aziende che trattano metalli e acciaio, tanto meno evitano di fare inchieste sulle difficili condizioni di lavoro dei loro dipendenti?
La già citata Federacciai ha donato 30 mila euro ad Enrico Letta e 50 mila euro all’ex viceministro Adolfo Urso, cui vanno aggiunti i 5 mila che gli ha donato l’associazione produzione macchine utensili “Ucimu” e i 12 mila da parte del Comitato nazionale Caccia e Natura, il quale ha dato una mancia di 5 mila euro anche a Carlo Giovanardi. (alcune di queste notizie sono tratte da un servizio a firma di Primo di Nicola e Marco Lillo apparso su L’Espresso di qualche settimana fa)>>.

Se tutto quanto sopra è vero, allora è altrettanto ributtante che nelle blasonate trasmissioni televisive di cosiddetta opinione, dalla Rai a Mediaset, a La7, a Sky, per citare le emittenti più note, non si parla di queste cose o al massimo ne accennano e, cosa oltremodo più grave, ci propinano queste “persone” nei dibattiti che riguardano la soluzione dei problemi della nostra società. Come dire che il “diavolo” può questionare di come si deve fare per andare in “paradiso”. Mi spiace per noi tutti, ma siamo ridotti ormai come un grande “OVILE” che può e, forse oggi più di prima, sa solo belare. Come uscirne?

Io non Voto, quindi non Conto

8th Aprile 2008 di Adduso

Ci sono a volte risposte che in poche parole esprimono tutto il significato di interi discorsi. Questa del titolo mi è sembrata una di quelle.

Mi sono trovato a parlare con un’adolescente sui problemi generali della nostra società, dal cosiddetto bullismo, alla distinzione tra gruppo e branco, alla scarsa attenzione della conoscenza scientifica dei nostri ragazzi, all’inesistente preparazione alla vita reale che la scuola non insegna più, alla distrazione dei genitori troppo assillati dalla vita quotidiana e confusi dai loro terreni desideri consumistici e soprattutto al ruolo marginale ed effimero che, in generale, i mezzi d’informazione riservano ai giovani .

Il discorso, forse perché influenzati dall’imminente votazione elettorale è anche caduto sulla politica, che poi è quella che decide le norme e le regole della nostra vita civile giornaliera, anche se questo sembra che gli italiani non lo sappiano (o fanno finta per opportunismo o timore, di non saperlo).

Ma è qui che quella ragazza, liceale da qualche anno, mi ha detto la frase del titolo “Io non voto,.quindi non conto”.

In un attimo, sono passati nella mia mente ricordi d’immagini del passato, quando ancora fino alla fine degli anni 70 e qualche volta, ma più sporadicamente negli anni 80, i ragazzi si avvicinavano alle sedi dei partiti per cercare una propria identità politica, scendevano pure in piazza anche seavevano meno di 18 anni per gridare il loro futuro, per protestare, per manifestare le loro idee (seppure purtroppo a volte con aspetti estremi e tragici).

Poi accadde qualcosa. Il consumismo della nostra epoca si è impossessato dei loro desideri, delle loro aspettative, dei loro “ormoni”, in sostanza è entrato nella loro “intimità”. Da quel momento ogni azione o iniziativa giovanile aveva un significato o una rilevanza solo ed esclusivamente se aveva un fine o un ritorno economico individuale, poiché il messaggio era stato chiaro, come peraltro ho sentito dire ad un altro giovane tempo addietro, “se non si consuma, questa società non ama”.

Anche la Politica e le Istituzioni, nonché l’insegnamento, l’educazione, la “morale” stessa, si sono allineati a questa cultura, con il risultato che tutto è solo (“e deve essere”) frutto di un calcolo economico, di “ritorni”, di vantaggi personali e privilegi.

Non a caso, i ragazzi di oggi sono quasi considerati un “fastidio” da dovere pure crescere ed in qualche modo avviare, tanto che non a caso lo si fa per pochi, per chi “può”, per chi è di estrazione “acclarata”, altrimenti tutto il resto sembra solo una “perdita di tempo”, che toglie minuti preziosi ai propri “piaceri della vita”, quelli ovviamente che ci ha inculcato il “selvaggio consumismo” degli ultimi anni. Soldi, coca, sballo, bere, consumare, consumandoci. Persino il sesso è divenuto interessante solo se profumatamente pagato.

Era chiaro quindi il significato della frase della ragazza. I giovani al di sotto di 18 anni non interessano perché non votano. E d’altronde non a caso la scuola non ha alcuna attenzione dalla politica e dalle istituzioni, tanto che in queste settimane di campagna elettorale televisiva,non mi è sembrato mai di sentire un solo discorso rivolto ai nostri ragazzi, ma unicamente promesse ed illusioni dirette alle sole categorie tra i 18 e i 100 anni.

Quell’adolescente davanti a me, mi aveva dato una lezione di vita.

Come è bello avere torto!

3rd Aprile 2008 di Enrico Natoli

Questo articolo contraddice quasi in toto quello precedente. E che bello davvero sbagliarsi! Non stiamo scomparendo, anzi! L’audio che potete ascoltare qui è relativo alla giornata “PizzoFree” organizzata da Addiopizzo, Fai (Federazione Antiracket Italiana) e Antica Focacceria di S. Francesco, storico negozio di Palermo il cui proprietario, Vincenzo Conticello, ha denunciato i mafiosi che volevano da lui il pagamento del pizzo, mandandoli in galera.

Al di là di tutta la retorica che è possibile fare sulla cosiddetta “società civile”, mi è sembrata una giornata bellissima. Nella quale si poteva parlare, ascoltare, mangiare, criticare, andarsene. In assoluta libertà: almeno, quasi tutti potevano farlo.

Come raccontava Tano Grasso, infatti, mischiato tra la folla era anche “Il fu Nino Miceli” (la citazione è dal titolo del libro che narra la sua storia), un commerciante che ha dovuto cambiare completamente vita - a partire dall’identità - per aver denunciato i suoi estortori in un territorio - Gela - dove ancora evidentemente la tutela delle forze dell’ordine non è sufficiente per salvarsi la vita. Vi invito a cercare e comprare il suo libro. E a pensare anche a lui quando - se la vecchia-nuova DC ce lo permetterà - si andrà a votare.

Contenuti del file audio: Salvo Piparo, cantastorie e ferroviere palermitano - Intervista al gruppo musicale palermitano Al Madina - Intervista a una donna presente in piazza - Intervista a una donna che lavora per la Focacceria di S. Francesco - Intervista a Vincenzo Conticello, proprietario della Focacceria, attualmente sotto scorta per le denunce che hanno portato in galera quattro dei suoi estortori. La canzone di sottofondo è “Sunati sunatura” dei Mondorchestra, scaricabile gratuitamente dal loro sito.

 
icon for podpress  Giornata PizzoFree Roma 2008: Play Now | Play in Popup | Download

Siamo noi che non esistiamo

24th Marzo 2008 di Enrico Natoli

Nell’ “agenda politica”. E’ lì che dovrebbe stare, in cima a tutte le voci. Prima di tutto il resto. Eppure no. La “lotta alle mafie” non fa campagna elettorale.
Due anni fa il sito di Cuntrastamu pubblicò uno speciale su come i partiti promuovevano la lotta alle mafie nei loro programmi elettorali. Quest’anno, sinceramente, non ce la sentiamo. Perché sarebbe fatica sprecata. Perché aumenterebbe solo la sensazione che noi non esistiamo.

O che al meglio siamo qualunquisti, come dice il presidente della Repubblica Napolitano a proposito di quelli che forse non andranno a votare.

E già. Qualunquisti. Qualunquisti che non trovano parole per commentare l’atroce delitto consumatosi in Calabria ieri in cui muore un boss e la sua figlia di cinque anni si prende una pallottola in testa e finisce in coma irreversibile. Ora io mi chiedo: è possibile morire così a cinque anni senza che in un paese che non sia abitato da bestie si scateni una reazione decisa, determinante, trasversale, che sia voce unica di un popolo con la schiena dritta? Possibile che non si levi una voce?

Non è la mafia che non esiste, come diceva un trentennio fa una schiera di rappresentanti istituzionali ed ecclesiastici. La mafia esiste eccome. Siamo noi che ci addoloriamo per quella bimba che stiamo scomparendo. Lentamente, senza riuscire a dare nell’occhio. Non esistiamo, se non per noi stessi.

La “Tomba” delle Liberalizzazioni ed il “Moltiplicatore” della Pena

18th Marzo 2008 di Adduso

(Questo post doveva essere pubblicato il 23 febbraio. Mi scuso con tutti - a partire dall’autore - per il ritardo. Enrico Natoli)

Questo non è il titolo di un film, bensì la visione di un modesto cittadino come il sottoscritto appena sostenuto dalla sua piccola e a volte negativa esperienza in trincea (la vita quotidiana), che prova ad immaginare la fine che stiamo facendo economicamente noi Italiani (mi riferisco in quest’ultimo caso alle persone comuni) che continuiamo a subire questa preordinata “strada maestra” giornalmente indicataci dai nostri politici, istituzionali, economisti e loro “amici e consulenti”. Insomma, sto parlando delle “liberalizzazioni” che dovrebbe da alcuni anni e seguenti, salvare l’Italia, altrimenti (ci dicono) l’Italia “fallisce”.

Ora, sempre da profano, mi pare che si possano individuare due motivi sostanziali che promuovono la tesi di liberalizzare (parlo delle grandi aziende di servizi, degli enti e di certe istituzioni) .

La prima è che le aziende pubbliche, in generale, ma ci sono pure le eccezioni, non funzionano perché c’è un palese sperpero di danaro pubblico in quanto, queste “società”, sono solo dei visibili “parcheggi” istituzionali (e pure molto ben retribuiti) anche per politici (o ex tali trombati alle ultime elezioni) con tutto il loro “seguito” di (“affiliati”) professionisti (specialmente avvocati, ingegneri, medici, consulenti ecc.), figli, mogli, parenti, amici, compari, concubine e gigolò, poiché secondo l’ufficiosa cultura della nostra “politica” (pubblicamente si asserisce il contrario), tutto ciò che è pubblico serve solo per fini elettorali, per il controllo sociale del territorio e per vantaggi propri e di terzi privati. Leggi il seguito »

Un popolo di eroi

31st Gennaio 2008 di Enrico Natoli

Dalle sue parti, nel Ravennate, Raul Gardini è diventato un mito. Gli vengono intitolate strade e piazze, è diventato nella coscienza collettiva una vittima di Tangentopoli, nonostante sia ancora insoluta la vicenda del suicidio con la pistola trovata lontana dal corpo. Ma già in quegli anni si prospettava la possibilità che la Calcestruzzi Spa, società controllata dal gruppo Ferruzzi, fosse coinvolta con Cosa Nostra per la gestione di appalti edilizi a Palermo.

Ieri sono stati arrestati l’amministratore delegato della Calcestruzzi Spa Mario Colombini, Fausto Volante, direttore di zona per la Sicilia e la Campania di Calcestruzzi e due suoi ex predecessori, Francesco Librizzi e Giuseppe Laurino.

Imprenditoria del Nord insomma - come sostengono gli investigatori - in contatto diretto con la criminalità organizzata al Sud. Un esempio pratico di tutte le volte in cui si sente parlare di “contiguità tra mafia e mondo economico”.

Nel frattempo la solidarietà di Cuntrastamu, per quanto insiginificante essa sia, va al giornalista della televisione locale TeleJato Pino Maniaci, aggredito e preso a botte da due scagnozzi per le sue inchieste su alcuni terreni nei dintorni di Partinico. C’é, insomma, chi in Sicilia fa affari coi boss mafiosi e chi, pur rischiando quotidianamente, fa il suo dovere di giornalista.

I commenti bloccati

31st Gennaio 2008 di Enrico Natoli

Chiedo scusa a tutti quelli che commentano e non vedono apparire subito il commento. Il sistema di antispam del blog mette “in quarantena” alcuni articoli, ipotizzando che l’ip da dove provengono sia “sospetto”. Mi scuso ancora e vi invito a non smettere di commentare.

Intercettazioni… ultima frontiera

28th Gennaio 2008 di Adduso

A volte, ma ormai sempre più di rado, ci viene data la possibilità di sapere quello che realmente fanno i nostri politic-anti, cosa davvero “pensano”, cosa di fatto “architettano” (in nostro danno e a loro esclusivo tornaconto) e, soprattutto, qual è il grado morale e civile non solo delle loro concrete decisioni quotidiane e legislative, ma in particolare dell’idea che hanno di questa nazione, del suo popolo e come pure intendono “gestirlo”.

Una di queste ultime “frontiere”, perché sia nota la vera verità, è data dalle intercettazioni telefoniche, ovviamente quelle legali, compiute dalla Magistratura per indagini specifiche con finalità investigative e previa richiesta del PM e autorizzazione del GIP (mi pare che la procedura sia questa).

Solo che a volte (direi in certi casi PER FORTUNA, queste intercettazioni vengono alla luce, così improvvisamente si acclara quello che poi già sappiamo tutti, ovverosia che la politica italiana (SENZA GENERALIZZARE …) è un’associazione di “papponi”, “sfruttatori”, “approfittatori”, “cannati”, ecc. e che intorno a questa gira tutto un indotto di “prostituzione”, “arrivisti”, “delinquenti”, “piazzisti”, “pusher”, “capi mandamento”, ecc., insomma, checché ne dica la legge e chiunque altro, a mio modesto parere, questa politica sembra “un’associazione …”.

Però, per non passare per il solito modaiolo “zerbino dei magistrati”, che per opportunismo politico o gratificazione morale e sociale fa qualunquismo o “antipolitica” (come chiamano oggi quest’ultima i “picciotti” dei parlamentari), devo premettere, per chi magari non mi ha mai letto, che a me non piace in generale neanche questa nostra Magistratura che, come ha detto il Procuratore Generale della Cassazione nel suo discorso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario di qualche giorno addietro, dovrebbe autoregolamentarsi meglio.

Detto questo, personalmente e credo oggettivamente, devo tuttavia sostenere che i Magistrati non solo hanno ragione a chiedere a gran voce, se vogliamo continuare a cercare di limitare la delinquenza, la corruzione, la concussione, ecc. , che le intercettazioni non vengano confinate ai soli reati di mafia o camorra e similari (che poi saranno “tutti da dimostrare” prima ancora delle stesse intercettazioni, quindi campa cavallo …), MA ANCHE NOI, comuni cittadini, nel nostro interesse non dovremmo permettere che le intercettazioni vengano “abolite” (se ci rimane ancora un briciolo di cervello umano), perché se fino ad adesso siamo stati trattati dalla politica come delle “pecore affette da diossina”, figurarsi cosa potrebbe accadere se anche l’ultimo spauracchio per i nostri politici, costituito palesemente solo e unicamente dalle INTERCETTAZIONI TELEFONICHE, dovesse essere “circoscritto” con le solite “leggi mafiose all’italiana”, come quella attuale elettorale ed altre analoghe.

NON È MAFIA … È POLITICA (la legittimazione per diritto della politica mafiosa)

14th Gennaio 2008 di Adduso

Nella trasmissione Ballarò del 7 gennaio (sulla RaiTre), un Magistrato, il dott. Salvi, all’osservazione di altri ospiti che identificavano la mafia con la mala gestione della spazzatura in Campania, replicò di fare attenzione, perché quella non è mafia, bensì “politica”. Purtroppo nessuno, né tanto meno il conduttore, ha badato all’affermazione del Magistrato, che invece mi ha lasciato sùbito attonito, perché ci doveva essere, ovviamente, vista l’autorevole fonte, qualcosa di tanto reale quanto sconvolgente, dietro quella dichiarazione.

Infatti, a mio modesto avviso e ritengo a parere di molti altri comuni cittadini, soprattutto del Sud, dovrebbe OGGETTIVAMENTE RIENTRARE NEL CONCETTO DI MAFIA (3° comma dell’art. 416 bis del c.p.) anche CERTA GESTIONE POLITICA, come quella estesa IN QUASI TUTTO IL MERIDIONE, IN CUI LA MAGGIORANZA DEI CITTADIN,I NON “ALLINEATI” (tranne servi, zerbini, picciotti, ecc.) SONO PACIFICAMENTE E NOTORIAMENTE ASSOGGETTATI DALLA “FORZA DEL POTERE ASSOCIATIVO” DI CERTE CATEGORIE, QUALI CERTI POLITICI, CERTI MAGISTRATI, CERTI PROFESSIONISTI (AVVOCATI, INGEGNERI, CONSULENTI, MEDICI, GIORNALISTI ECC.), CERTE POLIZIE MUNICIPALI E COSÌ VIA, CHE PER FINI PERSONALI, CORPORATIVI, ELETTORALI E VANTAGGI DI TERZI “AMICI”, PARENTI E “COMPARI”, CONTROLLANO ATTRAVERSO LA “CULTURA DEL FAVORE RECIPROCO” I VARI DISTRETTI GIUDIZIARI, IL TERRITORIO, LA VITA SOCIALE, LE DECISIONI PUBBLICHE, I POSTI DI GOVERNO, GLI APPALTI, LE GARE PER CONCESSIONI E AUTORIZZAZIONI, GLI INCARICHI, LE IMPRESE, I CONCORSI, LE ASSUZIONI DEI LAVORATORI, LE PROMOZIONI, GLI ESAMI UNIVERSITARI E DI ABILITAZIONE, I RICOVERI, LE ASSOCIAZIONI, GLI ORDINI PROFESSIONALI, LE DISCARICHE, LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI, LE AUSL, ECC. … INSOMMA L’INTERA SOCIETÀ MERIDIONALE .

Vorrei anche aggiungere che, quando una CERTA CLASSE DI GIORNALISTI E CONDUTTORI (senza generalizzare), davanti a fatti come quelli campani, ma anche calabresi, siciliani e così via, “rimproverano” alle persone di non avere saputo farsi sentire per tempo, di essere stati indolenti ed opportunamente accondiscendenti ed altro, O NON HANNO CAPITO NULLA (cambino mestiere!) OPPURE, come invece mi pare più evidente, FANNO “OPPORTUNAMENTE” FINTA (per timore o per calcolo) di non comprendere (che poi è lo sport nazionale più diffuso) che LA GENTE COMUNE DEL MERIDIONE È STATA PREVALENTEMENTE RIDOTTA DALLA POLITICA E DALLE ISTITUZIONI (oltre che dalla criminalità) A CONTARE TALMENTE NULLA DA NON ESSERCI PALESEMENTE NEANCHE PIÙ OPPOSIZIONI COME ANCORA IN PASSATO, ma solo una “MELASSA” di “despota” di centrodestra e “conversos” di centrosinistra.

Tuttavia, la successiva e non semplice ricerca che ho cercato di effettuare (da modesta persona), mi avrebbe confermato che TECNICAMENTE AVEVA RAGIONE IL MAGISTRATO A BALLARÒ.

Invero, una SENTENZA A SEZIONI UNITE della SUPREMA CORTE, la n. 33748/2005, ha persino escluso la configurabilità del concorso esterno nel reato di associazione a delinquere di stampo mafioso nel caso di < <… un noto personaggio politico, il quale, secondo la tesi dell’accusa, avvalendosi delle sue qualità personali e del suo potere istituzionale “lato sensu inteso”, aveva agevolato l’attribuzione di appalti, concessioni, licenze, finanziamenti, posti di lavoro ed altre utilità in favore di membri di organizzazioni criminali. Segnatamente, la Suprema Corte ha ritenuto che le condotte dell’imputato, seppur non esenti da legami censurabili e rapporti non occasionali con esponenti di famiglie mafiose agrigentine e palermitane di Cosa nostra, fossero da interpretare “in chiave di vicinanza e disponibilità, secondo una causale di tipo elettorale — clientelare o anche corruttiva, e non quali contributi di favore destinati al consolidamento e/o rafforzamento dell’organizzazione mafiosa”. Ecco, quindi, che, per quanto riprovevoli, tali relazioni di contiguità criminale da un punto di vista etico e sociale sono risultate essere estranee all’area penalmente rilevante del concorso esterno in associazione mafiosa, la cui esistenza postula, in sede processuale, la rigorosa verifica probatoria degli elementi costitutivi del nesso di causalità e del dolo del concorrente" …>>.

E’ chiaro ed evidente che la CASSAZIONE, che si noti bene, FA GIURISPRUDENZA, si sarà pronunciata SULLA BASE DI NORMATIVE VIGENTI, tanto che, a questo punto e da comune cittadino, devo conseguentemente … non solo chiaramente DUBITARE DELLA “ONESTÀ MORALE” DELLE LEGGI ITALIANE, ma pure delle “DISSERTAZIONI” DI CERTE “COMMISSIONI”, COSÌ COME DEI CONTENUTI DI “CERTI ANNOSI DIBATTITI” IN ORDINE AI RAPPORTI TRA POLITICA E MAFIA.

Concludo con un emblematico esempio di quotidiana quanto diffusa “politica” (“mafiosa”).

In un paese, c’era un “personaggio” molto contestato dalla “sinistra (ma “quella di qualche anno addietro”), tanto che lo chiamavano il “sig. 100 mila euro”, perché “lui” sosteneva che la sua candidatura in politica valeva tanto, visto il “notevole “PACCHETTO DI VOTI” su cui poteva contare”. Non lo ha (ufficialmente) voluto nessuno in lista. Ma fatta l’Amministrazione , dopo poco tempo si è dimesso uno degli assessori della Giunta (chiaramente era solo un prestanome) e, guarda caso, è stato nominato al suo posto il “sig. 100 mila euro”. Subito tutti a “baciargli le mani” (tranne qualche voce talmente isolata che si è spenta o l’hanno fatta “spegnere”) senza che, nessuna delle forze politiche, da destra a sinistra, sollevasse quanto meno il DUBBIO CIVILE che era stato un palese atto di sostanziale presunzione, prepotenza e prevaricazione, nei confronti della cittadinanza elettrice, ovverosia un manifesto caso della consueta e solita “MAFIA POLITICA”.

Ma con le norme promulgate dai nostri parlamentari, la “mafia politica” può dormire sonni tranquilli e NOI DEL MERIDIONE, … SUDDITI ERAVAMO … E SCHIAVI RIMARREMO … PER SEMPRE ?

Loro non lo sanno… ma sono già morti

7th Gennaio 2008 di Adduso

Qualche anno addietro, ricordo bene, in una trasmissione televisiva, un oncologo disse che la presenza della spazzatura lasciata per le strade, soprattutto a bruciare, aumenta la percentuale di contrarre tumori del 400% e che ci vorranno diverse generazioni, prima che l’evoluzione elimini i geni alterati.

IL TUMORE, una mutazione che ti cresce dentro, a volte persino in maniera silente. Se sei fortunato, forse, per una qualsiasi motivo, te ne accorgi in tempo e forse, con l’intervento chirurgico, più la chemioterapia, riesci a curarlo, anche se devi stare sempre a fare controlli e sorbirti molti raggi x in continuazione, con tutte le complicanze che ne conseguono, per non parlare degli effetti collaterali della chemio, tutti esiti che si cumulano e che comunque te li porti dietro a vita.

QUAL È A QUESTO PUNTO LA DIFFERENZA TRA DEGLI ASSASSINI TANTO IGNOBILI QUANTO PSICOTICI, CHE SGOZZANO LE PROPRIE VITTIME compiacendosi nel vederle morire DISSANGUATE … RISPETTO AI POLITICI E agli ISTITUZIONALI che con la loro consapevole “gestione” hanno CONDANNATO AD UNA MORTE DI SOFFERENZA O QUANTO MENO AD UN CALVARIO SENZA TREGUA, LA GENTE CON I LORO FIGLI E NIPOTI, CHE VIVONO IN QUEI LUOGHI ?

Che la criminalità sia un cancro che si dovrebbe “operare” anche “bruciandola”, per tentare di eliminarla, è una cosa, a mio avviso, tanto naturale quanto razionale, ma il “GULAG”, per questi politici ed istituzionali che si sono alternati nel tempo e che hanno la primaria responsabilità del mortale disastro di quei luoghi, sarebbe, a mio avviso, una pena irrisoria a confronto del GRAVISSIMO quanto informato male che hanno fatto e continuano a fare, questo anche grazie a chiare e manifeste convivenze di una certa Magistratura allineata al potere politico-mafioso del nostro “regime democratico”.

Untitled Document