Ulivo in piazza - marzo 2002
a cura di Enrico Natoli e Maria Mazzei (foto di Enrico Natoli)

Il 3 marzo a Roma una grande manifestazione dell'Ulivo per protestare contro le politiche governative in fatto di giustizia, immigrazione, sostegno all'Europa.
Siamo andati a intervistare i partecipanti intrecciando le domande più strettamente politiche con quelle sulla lotta alla mafia.
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(foto di Enrico Natoli)
 
Francesco Rutelli, leader del centro sinistra

Abbiamo avuto una campagna elettorale di sei mesi: sei mesi in cui non si è mai parlato di mafia ed antimafia, da parte di entrambi gli schieramenti. Come mai?

Questo a me non lo dica perchè le porto una pila di registrazioni in cui ho usato questa parola (chiederemo all'on. Rutelli questa pila di registrazioni, ndr). Questo comunque non è un buon argomento rispetto alla campagna elettorale, si deve lottare contro la mafia in tutto l'anno e non solo nel mese che precede il voto.

Questo come giustifica allora la grande sconfitta elettorale del centrosinistra in Sicilia?
Questo deve far riflettere con grande amarezza, con grande dolore. Ma anche senza paura perchè ci sono stati anche momenti più difficili, guardi, in cui chi parlava rischiava di incontrare una pallottola. Oggi c'é forse una situazione più sottile, più insidiosa, più pericolosa. Una situazione in cui parlare magari si può, ma il controllo del potere è molto, molto pervasivo. Qualche volta deve fare più paura il silenzio che l'aggressione. Quello che hanno detto alcuni giudici nelle ultime settimane è che c'è una spaventosa saldatura, un rinserrarsi tra le fila della gestione mafiosa del controllo del territorio. Questo deve far riflettere molto bene, dobbiamo analizzare bene gli appalti, analizzare bene i meccanismi che si stanno consolidando.
Non dobbiamo automaticamente associarli all'uno o all'altro, ma è anche la società che si deve riscattare, che deve riitrovare quello scatto e quella fiducia che si è persa.

Cosa risponde al procuratore Grasso (capo della Procura di Palermo, ndr) quando dice che più che la legge sul falso in bilancio ha fatto male a chi conduce le indagini la legge, varata dal centrosinistra, sul giusto processo? (uno degli effetti di questa legge è che un cittadino che denuncia un'estorsione andando in questura, deve poi ripetere le accuse in tribunale. A volte accade che tra la denuncia in questura e il processo il cittadino sia sottoposto a minacce e intimidazioni che lo fanno desistere dal testimoniare in aula, a tutto vantaggio - ovviamente - di chi estorce danaro, ndr)
E' chiaro che quella legge può colpire quei magistrati i quali si attendono conferme di testimonianze rese nella prima attività istruttoria, e che magari un'intimidazione può spingere a ritrattare o a defilarsi. Però noi non dobbiamo avere paura di una giustizia che abbia delle garanzie, dobbiamo avere una giustizia con delle garanzie e allo stesso tempo rafforzare la capacità investigativa e la cultura della legalità, che sono le due cose fondamentali. Non dobbiamo avere paura delle garanzie. Dobbiamo spiegare cosa si deve costruire perchè funzionino i processi e far ragionare gli Italiani su quanti prezzi si pagano quando si fanno rientrare capitali esportati illecitamente, quando si fa questa legge sul falso in bilancio e così via. E' un processo lungo, bisogna saperlo. Oggi l'Italia ha fatto una scelta che ci costa, che ci pesa, però... speriamo di tornare indietro.

Questa legge, prima di colpire i magistrati, ci sembra colpire le persone comuni che trovano il coraggio di denunciare gli estorsori. Ma cosa deve fare un imprenditore che vuole denunciare chi gli chiede il "pizzo", di fronte a un tipo di legge di questo genere? Possibile che in Italia sia richiesto l'eroismo ai cittadini comuni? Cuntrastamu proverà a chiedere queste domande all'on. Rutelli, metteremo a sua disposizione lo spazio per una sua risposta.

Walter Veltroni, sindaco di Roma

Cosa ci può dire a proposito dell'incarico conferito dal Comune di Roma a Tano Grasso?

Abbiamo deciso di chiedere a Tano Grasso di guidare l'iniziativa del Comune di Roma nella lotta contro l'usura e penso che questo darà ai cittadini di Roma la percezione dell'impegno dell'amministrazione nello stroncare questo fenomeno che a Roma non ha a che fare necessariamente con la criminalità organizzata, però che strangola la vita di molte persone.

Questo significa che il problema esiste ed è anche grave?

Sì. Poi Tano, col quale io ho lavorato per molti anni, lo abbiamo scelto perchè è la persona maggiormente competente in materia per cui è quello che può fare meglio.

In campagna elettorale i toni sulla mafia e l'antimafia sono stati piuttosto dimessi da parte degli schieramenti politici. Come mai?

Per quanto mi riguarda, in quei due anni in cui sono stato segretario dei DS ho cercato di sostenere con molta determinazione l'attività contro ogni fenomeno mafioso e proprio con Tano Grasso recuperammo un rapporto tra la sinistra e i comitati antiracket che si era un po' interrotto.

Cuntrastamu cerca di organizzare dei sit-in a Roma in ricordo delle vittime della mafia. Ci manca ancora il permesso del Gabinetto del Sindaco...
Purtroppo quello non dipende solo da noi, ma anche dalla Prefettura. Per quanto mi riguarda sono più che favorevole a qualunque iniziativa di lotta contro la mafia.

Un ragazzo americano che aspetta un amico alla fermata della metropolitana davanti al Colosseo, non fa parte del corteo.
 
Sai quali sono le ragioni di questo corteo?

Non ne so molto, so che è un corteo di sinistra e che è contro Berlusconi, ovviamente, perchè lui, giorno dopo giorno, realizza cose non molto rispettabili. Penso che questo tipo di eventi accadrà sempre più spesso.

Di dove sei?

Stati Uniti.

Cosa dicono di Berlusconi negli Stati Uniti?

Ora non molto, non prestano attenzione a ciò che succede qui. L'opinione pubblica è troppo occupata a seguire gli sviluppi della guerra. Ma stando qui in Italia posso dirti che... non mi piace Bush e Berlusconi penso sia addirittura peggiore, se possibile... sembra più intelligente di Bush e per questo più pericoloso.

Il 10 novembre abbiamo intervistato a Roma due donne americane sulla guerra. Dicevano che l'intervento militare in Afghanistan avrebbe risolto le cose lì. Che ne pensi?
Dipende da che cosa si prende in esame. Penso che questo intervento creerà più reazioni terroristiche, che il terrorismo non diminuirà affatto. Che prendano Bin Laden o meno, questo non diminuirà il pericolo di atti terroristici. Anzi, il pericolo aumenterà nel lungo periodo.

Questo significa che l'opzione militare è stata un fallimento?

Credo di sì. Ci mostrano le foto del popolo afghano più contento adesso, senza i talebani. E questo è un bene, magari. Ma credo che non fossimo pienamente in diritto di fare quello che abbiamo fatto. Non ci sono solo effetti collaterali del tutto negativi, questo è vero, ma ci sono state talmente tante vittime civili che se guardi alla visione d'insieme, penso che ci sarà un effetto negativo per tutto il mondo.
L'opzione militare dovrebbe finire, perchè crea un modo di risolvere le cose attraverso il solo uso della forza. Gli Stati Uniti pensano di essere gli unici autorizzati ad usare la forza... così, quando qualcun altro usa la forza arriviamo noi e diciamo: "No, voi non potete farlo". Questo crea tensione, squilibrio, destabilizzazione nel modo in cui le cose vengono fatte nel mondo.

Cosa dovremmo fare noi cittadini?
Cosa ti aspetti dai nostri governi?

Non so bene. Penso che qui in Italia l'opposizione di sinistra al governo conservatore sia viva, più viva rispetto agli Stati Uniti.
Negli Stati Uniti le organizzazioni dove puoi unirti e lottare ci sono, ma si tratta di una minoranza assoluta. Penso che in Italia ci sia più equlibrio. Cortei come questo aiutano, io personalmente vorrei scrivere da giornalista, vorrei combattere il "pensiero unico"!

Una donna comunista

Oggi ho letto la risposta del ministro Moratti a Libera, che mi ha molto interessato perchè lei lamentava il fatto che la documentazione di Libera non era completa. Quindi io mi auguro che Libera possa portare maggiore completezza alla propria documentazione, ma quello che ha fatto Libera è già sotto gli occhi di tutti.
In Italia la mafia c'è, e il ministero della Pubblica Istruzione si deve rendere conto che non c'è istruzione se non c'è l'educazione alla legalità. Noi tutti vogliamo la legalità, io sono stata al Palavobis per la legalità, quindi trovo disgustoso che si possa confondere il sentimento democratico di un cittadino con cose che non c'entrano niente, comprese le bombe. In Italia le bombe hanno ben altra storia. La considero come un'offesa personale che si possa mettere in dubbio la legalità, la legittimità di una manifestazione come quella del palavobis con cose che non c'entrano niente. Non ne possiamo più di bugie, menzogne e inganni.

Interviene un'amica:
Ogni giorno dimostrano di avere in spregio le regole, quindi il sistema deve cambiare... il sistema di espressione dei cittadini perchè ogni giorno, in nome di questa maggioranza, spregiano le regole del dibattito democratico. Non solo non abbiamo nessuna fiducia, ma siamo realmente allarmati da questa realtà che è assolutamente anti-regola.

Ma secondo voi c'è davvero il rischio di un regime in questo paese?
Io dico che non bisogna fare finta di niente, non si possono prendere sottogamba segnali ormai gravissimi di quello che sta succedendo. Non sono più sfumature, sono segnali che vanno tutti in una direzione, per cui bisogna contrapporsi quotidianamente militando: non parlo di partiti, ma proprio di militanza civica.

Se aveste davanti uno dei tanti Italiani che ha votato per Berlusconi, cosa gli direste per fargli cambiare idea?
Quello che ho detto a una signora l'altro giorno in palestra: a tutti quelli che dicono "Lasciamolo fare" rispondo va bene, lasciamolo fare, ma bisogna avere l'intelligenza di non dimenticare la storia d'Italia. Abbiamo solo un precedente di uno che ha fatto il Presidente e il Ministro degli Interni (la signora si riferisce a Mussolini; in realtà, Berlusconi è Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri ad interim, non degli Interni, ndr). Io dico che molti, in buona fede, non rendendosi neanche conto di cosa voglia dire il potere mediatico, hanno pensato che in Berlusconi ci fosse il cambiamento. Io non credo che un bravo imprenditore possa essere un bravo presidente del consiglio. Abbiamo invece avuto la conferma che le leggi fatte finora dal governo sono per pochi e non per tutti gli italiani. Quindi direi, proprio in buona fede perchè io non ho nostalgia di guerre civili: l'Italia è un paese democratico, forte della sua democrazia ma attenzione: anche la cultura comunista è una cultura lodevole. I comunisti Italiani, da sempre si sono distinti dall'Urss. Quindi quelle che sono state messe in giro sui comunisti, sulle toghe rosse... sono tutte fandonie. I comunisti Italiani non hanno nulla da rimproverarsi, i fascisti Italiani sì. Quindi nessuna confusione.

Noi ragionando sulla mafia abbiamo l'impressione che non ci sia un'enorme differenza nel comportamento politico dei due schieramenti. Cosa ne pensa?
Sicuramente i rapporti con la mafia li hanno avuti i grandi imprenditori, non i comunisti. I comunisti sono i lavoratori, in gran parte: quindi al di là di qualche errore di qualche dirigente, che ci può essere stato, le fandonie non aiutano nessuno. Quindi, la mafia è legata ai grandi appalti: in questo momento abbiamo fior fiore di pregiudicati e condannati al governo. Quindi non possiamo fare confusione.

Don Ciotti, nell'assemblea di Libera, denunciava il fatto che oggi la mafia ottiene il "pizzo" sullo stipendio degli operai. Cosa si aspetta dalla sinistra su questo argomento?
Io le parlo di me. Penso che dobbiamo recuperare tutti quanti in prima persona la voglia di esserci. Io ho sempre pagato le tasse, sono di cultura comunista e me ne vanto. Cultura comunista non vuol dire che io in Italia ho fatto i gulag (campi di prigionia nella Russia di Stalin, ndr), vuol dire che ho combattuto contro la mafia per i diritti dei lavoratori. Questa è la storia dei comunsiti Italiani. Oggi mi aspetto - ma non dalla sinistra, da tutti i cittadini, non importa che siano comunisti o non comunisti - la difesa della legalità. Non voglio un golpe, voglio semplicemente che torni la legalità.

Qual è il problema più grande in questo momento?

L'ignoranza, un problema di coscienza civile. Questa classe politica ha un'ignoranza spaventosa dei diritti e delle regole. Col concetto della maggioranza questi possono fare quello che vogliono...

Tre ragazze molto giovani che passano a fianco del corteo. Chiediamo loro cosa ne pensano.

Io in realtà non sono di Roma, non so per cosa stanno manifestando. C'è una ragione particolare?

Protestano contro le decisioni e le leggi del governo. Che ne pensate?
Mi auguro che la manifestazione abbia dei risvolti positivi. Non vorrei che una volta finita la manifestazione si torna a casa e tutto finisce lì. Dovrebbero essere altre le cose, più concrete, da fare.

Per esempio?
Non lo so, non ho un'idea ben precisa.

Di dove siete?
Spagna, risponde la prima. La seconda di Milano e la terza è molisana.

Secondo voi esiste il problema della mafia in Italia?

Sì, anche se ultimamente se ne parla sempre meno.

E' un problema principale che andrebbe risolto una volta per tutte, oppure è qualcosa che non si potrà risolvere mai?
Secondo me è giusto combatterla, ma noi non ne vedremo la fine, probabilmente neanche i nostri figli. Magari più a lungo termine...
Però ci sono troppi alti e bassi. Ci sono periodi in cui non viene proprio preso in considerazione l'argomento, poi ce ne sono altri in cui si scopre che tanti problemi derivano proprio dalla mafia.

Ricordate qualcosa, nonostante la vostra età giovanissima, delle stragi del '92?
Sì, io ricordo benissimo, anche se avevo undici anni. Ho capito che era successo qualcosa di molto grave, che erano persone che lottavano contro la mafia... ecco, secondo me di Falcone e Borsellino non si parla abbastanza nelle scuole, cioè si esaltano i calciatori e poi i nostri veri eroi non si ricordano assolutamente.
Secondo me la cosa è caduta un po' nel dimenticatoio. Solo adesso, nel decennale, si riprende il discorso, ma tre anni fa, cinque anni fa non se ne parlava...

Qual è il problema principale oggi in Italia?

Una grande confusione.

Stiamo ignorando una grossa fetta della popolazione del mondo. Stiamo continuando ad ignorare la cosa, e questo non giustifica l'11 settembre però in parte lo spiega. Siamo andati a bombardare e va bene, però vediamo perchè c'è stato l'11 settembre... penso che noi intendiamo ignorare che non si può più andare avanti così.
 
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