Stranieri in marcia - gennaio 2002
a cura di Enrico Natoli e Maria Mazzei

Il 19 gennaio a Roma si é svolta una manifestazione di cittadini Italiani e stranieri per protestare contro il disegno di legge sull'immigrazione firmato da Bossi e Fini. Siamo andati a vedere cosa é successo, a sentire le parole di chi ha partecipato.
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(foto di Enrico Natoli)
 
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Amadou, 32 anni

Da quanto sei in Italia?

15 anni.

Che significa per te questa manifestazione?

Significa difendere i passi fatti fino ad oggi in materia di immigrazione. Per arrivare qua hanno fatto tanto, ora vogliono tornare indietro, prima che nascesse l'immigrazione in Italia. Quando sono arrivato, nell'83, gli immigrati erano pochi, non c'erano leggi per noi. Adesso vogliono tornare indietro, ma per andare dove?

E' cambiata in meglio o in peggio in questi 15 anni la situazione degli stranieri in Italia?
In meglio, perché più siamo e meglio é. Se stavamo male, non saremmo rimasti qua. Non avremmo cercato di lottare per migliorare le cose.

Se un tuo parente ti chiamasse e ti dicesse di voler venire in Italia oggi, cosa gli diresti?
Bella domanda, questa... gli direi di scegliere un altro paese dove ci sono più occasioni, tipo la Francia o la Germania. Però in Italia non si sta male.

Sei ottimista per il futuro?

Mah, per la libertà tocca lottare...

Di dove sei tu?

Guinea.

Che situazione c'é oggi in Guinea?

Il nostro presidente era un militare. Oggi é il settimo uomo più ricco in Africa. Vuol dire che ha rubato. L'Occidente deve aprire gli occhi su queste cose, queste cose si sanno ma non vengono fuori. Ed é anche colpa dell'Occidente, non solo nostra. Non é questione di razzismo, io al razzismo non ci credo. E' il potere che porta queste cose. Se l'Occidente controllasse i nostri governi, staremmo tutti bene.

"Extracomunitari"=criminalità. Cosa si può dire alle persone che la pensano così?
Un Italiano deve sapere che quando esce dall'Italia... io, per esempio, sono andato dieci anni fa a Londra con un mio amico Italiano. A me non hanno fatto nessuna difficoltà, a lui lo hanno chiamato subito "Italiano mafioso"... gli Italiani devono sapere queste cose. Gli Italiani non sono tutti mafiosi, gli stranieri non sono tutti banditi. Se sei bandito, lo sei sempre: a casa tua o a casa degli altri.

Alcuni politici cercano di far passare questo messaggio?

Preferisco non rispondere.

Maria José, 40 anni, da Capo Verde (in Italia da 23 anni)

Qual é il significato di questa manifestazione?

E' una protesta contro la legge che vogliono fare Bossi e Fini sulla immigrazione. Per dire: "basta col razzismo".

In questi ventitre anni le cose sono cambiate in meglio o in peggio qui in Italia?

Per me penso che siano cambiate in peggio. Col nuovo governo credo che peggioreranno ancora di più.

Perché passa il messaggio "straniero=criminale"?

I ladri, i criminali ci sono dappertutto. Gli Italiani devono capire che immigrazione significa anche ricchezza. Guardiamo agli Stati Uniti, a tutti gli studiosi, gli scienziati che vivono lì e che sono immigrati. Noi siamo anche questo. Emigriamo perché abbiamo bisogno, così come hanno fatto gli Italiani che sono partiti per altri paesi. Bisogna ricordare la storia.

Se una cittadina di Capo Verde ti chiede oggi se é un buon momento per venire in Italia, cosa le rispondi?

Le direi di venire, poi si vede cosa succede. Il problema é anche quello di illudersi: io le direi di venire, ma le racconterei anche come stanno le cose qua in Italia. Non é quel paradiso che credevamo che fosse.

La situazione a Capo Verde com'é?

Non so... ne so di più dell'Italia che di Capo Verde. Penso che un cittadino che emigra abbia il dovere di conoscere quello che succede nel paese che lo ospita. Oggi so più cose sull'Italia che su Capo Verde.

Sei ottimista per il futuro?

Sono pessimista. Ho paura, tanta paura. E' importante essere ottimisti, ma guardando quello che accade nel mondo oggi non riesco ad esserlo.

Marito e moglie di Roma
(mi sono avvicinato cercando delle persone di passaggio, che fossero fuori dalla manifestazione. Avrei voluto chiedere a qualche romano cosa pensava di questo corteo. Vedo la signora con una pelliccia e lui molto elegante e vado a colpo sicuro: invece, fanno parte anche loro dei manifestanti...!)

Com'é per voi questa manifestazione? Che significato ha?

(lei) E' bella. E' bello essere qua.
(lui) E' contro il razzismo.

Negli ultimi mesi i telegiornali hanno parlato spesso di gruppi organizzati di criminali stranieri che entrano nelle ville del bresciano e del milanese, sequestrando persone e derubandole. Passa l'equazione "immigrati=criminalità"?

(lei) E' una bella domanda... passano messaggi di tutti i tipi, che non riusciamo a fermare.
(lui) C'é tanta delinquenza in Italia che proprio quella straniera diventa una goccia in confronto.
(lei) E poi tra l'altro questa é una delinquenza che nasce dalla disperazione, dalla fame, dal bisogno. E' molto più comprensibile di altre. Cosa possiamo fare noi non lo so.
(lui) Beh, diamogli il lavoro, no? Integriamoli.
(lei) Possiamo stare più uniti tra noi. Possiamo fare più manifestazioni come questa, far sentire la nostra voce, dire che non tutta l'Italia la pensa come quelli che dicono che tutti gli stranieri sono criminali.

Siete ottimisti per il futuro?

(entrambi) Preoccupati. Molto.
(lui) Abbiamo vissuto sotto il fascismo e quello che succede adesso odora proprio di fascismo.

Cos'é che odora di fascismo? Cosa non dovremmo mai dimenticare?
(lui) Ogni ora, ogni giorno, ogni mese, c'é una perdita di libertà continua.

Insomma, voi siete con Borrelli? Bisogna resistere come sulla linea del Piave?
(lei) Ha tutte le ragioni Borrelli...
(lui) ah, senz'altro!

Bila, 52 anni, in Italia da 10 anni. Vive a Pordenone.

Qual'é il significato di questa manifestazione?

La difesa dell'uomo-lavoratore. Non dico immigrato perché parliamo proprio del lavoratore, che sia italiano o immigrato. Siamo tutti lavoratori, siamo tutti uguali. Siamo qui per difendere l'articolo 18, che é fatto per difendere i più deboli.
Poi il governo non ha ancora deciso su una cosa: che quando un immigrato lavora qui per dieci anni, non ha i contributi per la pensione. Uno che é stato lavoratore per tanti anni, che é vecchio, tutto rotto, non può fare più niente, in fabbrica non lo vogliono più, nessuno lo vuole più, deve tornare a casa: lo mandano così, senza niente. Si può dire che lo mandano a morire.

Da dove vieni?

Dal Burkina Faso.

E com'é la situazione lì oggi?

E' stabile, però non abbiamo lavoro. Lì grazie a Dio non abbiamo la guerra, viviamo tranquilli tra di noi e anche con gli stranieri che sono lì. Però non abbiamo lavoro.

Sei ottimista per il futuro?

Diciamo che il governo mi fa un po' paura, perché tutte le decisioni del governo mettono proprio paura agli immigrati.

In televisione ultimamente hanno parlato molto della criminalità straniera organizzata in bande. Che ne pensi tu?

E' semplice: in tutti i paesi la persona più debole é l'immigrato, noi siamo i primi che vengono avvicinati dalla delinquenza. Quando succede, siamo i primi a dirlo. Ma qua in Italia ci sono la mafia, la camorra: queste non le portano gli immigrati. Mafia e camorra uccidono! Se una persona viene uccisa, devono cercare bene il colpevole. Anche gli immigrati non vogliono persone cattive!

Qual é il tuo rapporto con i cittadini di Pordenone?

Io mi trovo bene. Sto lavorando, sono a posto: allora non posso parlare male di queste persone. Sono venuto per lavorare e per lo stipendio, ce l'ho e sono contento.

Fatia, 42 anni e Asnia, 19 anni.
Vengono dal Marocco e vivono a Basiano, in provincia di Milan.

Qual é il significato di questa manifestazione?

(Fatia)Potrebbe essere un primo passo per ribellarsi, per avere più rispetto. Anche per far capire agli Italiani che senza l'articolo 18 noi siamo primi e loro vengono dopo, perché un Italiano non potrà più fare un mutuo per prendere una casa perché avrà sempre la paura di essere licenziato. Iniziano da noi ma alla fine tocca anche agli Italiani.

Altre cose che vi spaventano di questa proposta di legge?

(Asnia) Innanzitutto quei due anni del contratto di lavoro, e già siamo calpestati nei diritti.
Secondo me con questa legge l'Italia ritornerebbe molto indietro, renderebbe tutti gli stranieri schiavi.

Vladimir, dell'associazione Illiria (Lega Emigrati Albanesi), 40 anni

Che significa per te questa manifestazione?

E' sicuramente una manifestazione importante, per rendere più visibile il problema degli immigrati. Ma questo é l'inizio, non si deve finire qui. Poi bisogna stare attenti a non togliere l'identità degli immigrati: tra gli organizzatori ci sono i social forum, qualche partito politico, ma sono gli immigrati che devono farsi promotori, chiedere i diritti. Perché dall'esperienza di altre iniziative, quando i promotori sono stati gli immigrati, si é ottenuto di più. E' importante essere tanti, ma é importante anche quello che chiedi e come lo chiedi. Il numero é importante, ma é anche importante la qualità. A volte quello che ottieni con diecimila persone non lo ottieni con centomila perché magari prevale una divisione interna. Comunque oggi é stato buono, c'é stata compattezza, vediamo cosa succederà nei prossimi giorni, se ci saranno sviluppi pratici. Altrimenti bisognerà essere più decisi. Oggi é una grande festa, ma a volte per chiedere che vengano rispettati diritti che non hai da anni devi essere deciso. Perché sennò oggi questi si svegliano, domani cominciano a dormire di nuovo.

Quali sono i pericoli di questo progetto di legge?

Guarda, per la comunità nostra questa legge non é nuova, esiste almeno dal '91. Oggi si parla di rimpatri immediati: noi li abbiamo avuti sempre i rimpatri immediati, ricordiamo i 20.000 di Bari rimpatriati subito, mica hanno avuto il tempo di chiedere i diritti d'asilo.
Sugli altri diritti, come il rinnovo... bisogna essere realisti tante volte. Si dovrebbe lavorare sul requisito del lavoro, magari imponendolo per i primi cinque anni, ma dopo cinque anni non é più necessario. Per me bisogna puntare a combattere il lavoro nero. Per la mia comunità non ho paura in questo senso, perché noi lavoriamo nell'edilizia, nell'agricoltura, ce ne sono pochi che stanno per strada. E' il lavoro che bisogna difendere, perché il lavoro ti dà dignità. Se tu chiedi senza condizioni, quasi dichiari che non stai in regola con il lavoro.

Arrivano dei giovani: Marianna, 24 anni, viene dall'Albania, é da 8 anni in Italia. E' stata 2 anni clandestina, poi si é messa in regola.

Sono in piazza oggi per i diritti di tutti. Tutti hanno il diritto di avere la sanità, un lavoro, una casa e vivere in pace, non subìre razzismo che i padroni di oggi vogliono. Sono orgogliosissima di essere albanese e di lavorare onestamente in Italia da 8 anni.

Se una tua amica ti dicesse che vuole venire in Italia, cosa le diresti?
Al momento il governo fa schifo, é un governo di merda, bisogna dirlo chiaramente. Fascisti, razzisti e.. alla fin fine sono pure mafiosi. Dunque gli direi di no.

Qual é il tuo rapporto con i cittadini Italiani?

E' buonissimo. Loro mi trattano bene e io li tratto bene, io rispetto loro e loro rispettano me.

Straniero=criminale. Cosa puoi dire a proposito?

Se andiamo a vedere le statistiche, ci sono molti più criminali Italiani che stranieri. Poi se uno vuole dire qualcosa tanto per dirla, dice che lo straniero porta delinquenza. Però la deliquenza é già qui, é impossibile che la importo io.

Sei ottimista per il futuro?

Con la lotta giusta si può ottenere tutto.

Arrivano altri 2 ragazzi albanesi. Hanno voglia di parlare, ovviamente li lascio fare.

Vorrei dire "Forza Albania, Forza Italia!". Però l'Italia non ha fatto bene a votare Berlusconi. Lui ha 40.000 miliardi, e uno come fa a fare tanti soldi. Qualcosa di storto avrà fatto. Però adesso va pure in tribunale, speriamo che...

Com'é oggi la situazione in Albania?

Ci sono stato otto mesi fa. Non c'é lavoro. Io sono qui da sei anni, a Roma. Mi piace, qua si vive, si mangia, si lavora. Chi lavora mangia, chi non lavora vaffanculo! scusa eh!

Inizia a parlare il secondo ragazzo:

Volevo dire una cosa sui carcerati. Se gli stranieri entrano in carcere é sempre colpa degli Italiani. Quando sono arrivato qua io non parlavo Italiano, quindi non riuscivo a trovare lavoro. Quindi mi prendeva qualcuno e mi portava a rubare o a spacciare qualche cosa e quindi a me m'hanno messo in galera. Ci sono molti ragazzi albanesi in carcere per colpa degli altri. Il governo qua mi sembra che ancora non sappia fare il governo. La legge qua é molto morbida; in Albania ora ci stanno quelli di sinistra e va sempre peggio, non hanno manco la luce.
Io sono qui da quattro anni, senza i documenti. Il principale che avevo mi ha mandato in Albania e mi ha detto "Ti mando il contratto di lavoro col fax, all'ambasciata Italiana a Tirana". Io sono andato e il contratto non c'era.
Poi sono dovuto tornare col gommone, col gommone! Lo voglio dire due volte... quelli dell'ambasciata quando stavo in Albania erano quelli di sinistra, no di Berlusconi! Erano tutti corrotti! Mi hanno chiesto duemila dollari per prendere un visto turistico per trenta giorni!

Vorresti tornare in Albania un giorno?

Il discorso é che come gli Italiani sono andati in America, in Australia, in Belgio, dappertutto... si sono sentiti meglio là e sono rimasti là.

L'Albania mi sembra un paese con molte possibilità, ma senza nessuna organizzazione. Che ne pensi del turismo, dell'agricoltura che potrebbe svilupparsi?

Io penso che l'Albania ha bisogno di un governatore che può fare tutto. Deve sfruttare solo il turismo e le altre cose le deve lasciare per gli anni prossimi. In ogni paese si cresce, non é che muore un paese. Pure nel nostro paese ci sono i bastardi, quelli che fregano, quelli che stanno al governo hanno i miliardi. Invece il popolo rimane sempre povero: quella é colpa dei governanti.

Che speranze hai per il futuro?

Ognuno ha le sue speranze... io spero tanto, non solo per il mio paese, ma per tutto il mondo.

Pino, 56 e Aurelia, 48

Qual é il significato di questa manifestazione?

(entrambi) eh, ci sarebbero troppe cose da dire!

Va bene, riproviamo: quali sono i pericoli della legge proposta da Bossi e Fini?
(Pino) Prima di tutto uno scontro sociale anche molto, molto aspro; secondariamente, vedo anche un grosso problema economico se dovesse essere approvata. E' una legge sbagliata da un punto di vista economico, non solo da quello umano.

In che modo?

(Pino) E' contraddittoria, perché da una parte la gente vuole questi lavoratori e dall'altra gli mettono i bastoni tra le ruote: é da cretini.
(Aurelia) Perfettamente d'accordo.

Dai telegiornali ci raccontano episodi di criminalità organizzata gestita da stranieri. C'é il rischio che passi il messaggio immigrazione=criminalità?

(Aurelia) Mi sembra che questa é una cosa che stanno facendo anche su altri fronti: arabo=terrorista... mi sembra una pubblicità in negativo che si sta facendo anche perché la gente é abbastanza disinformata, non c'é memoria dei fatti storici né cultura, né volontà da parte di molti di approfondire, di documentarsi almeno.

E noi che possiamo fare a questo proposito?

(Pino) L'unica cosa é quella di cercare di parlare e di confrontarsi con gli altri... cercare di convincere gli altri.
(Aurelia) Soprattutto in vista del fatto che tra un po' anche per quel che riguarda l'informazione televisiva non avremo più molte alternative.

Siete ottimisti per il futuro?

(Aurelia) Tutto sommato io sono ottimista.
(Pino, rivolto a lei)... sei ottimista?!
(Aurelia) Ci provo! A conclusione di una giornata come quella di oggi, mi sento ottimista.
(Pino) Speriamo! Più che ottimismo é una speranza!
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