Stranieri in marcia - gennaio 2002
a cura di Enrico Natoli e Maria Mazzei

Il 19 gennaio a Roma si é svolta una manifestazione di cittadini Italiani e stranieri per protestare contro il disegno di legge sull'immigrazione firmato da Bossi e Fini. Siamo andati a vedere cosa é successo, a sentire le parole di chi ha partecipato.
Clicca sulle foto che corredano il testo per ingrandirle.


(foto di Enrico Natoli)
 
L'appuntamento del 19 gennaio é passato quasi inosservato. I media ne hanno parlato poco, forse perché "distratti" dalla guerra istituzionale tra governo e magistratura.
Eppure il tema non ci sembra di poco conto: parlare di immigrazione significa affrontare implicitamente molti temi. Ci sembra che le interviste che abbiamo raccolto e che riportiamo trascritte integralmente in questa pagina possano offrire dei buoni spunti.


Domenico, 22 anni

Come mai sei venuto qui oggi?

Perché in un paese come sta diventando l'Italia ci sentiamo un po' stranieri anche noi, non riconosciamo più il paese che é nostro. Perché é nostro anche con le persone che vengono da fuori. Visto che questa legge sta andando avanti e passerà, anche se noi speriamo di no, come stanno andando avanti tante altre cose che stanno succedendo senza che noi possiamo fare niente, il minimo che possiamo fare almeno é venire qua, stare qua.

Quali sono i limiti di questa proposta di legge?

Un limite é che qualsiasi persona che non sia italiana in questo paese, a meno che non abbia un lavoro, a meno che non produca denaro, diventerà un ospite solamente scomodo, non tenterà di costruirsi una vita in un altro paese, ma diventerà un criminale.

Se questa legge l'avesse proposta il governo D'Alema pensi che ci sarebbe stata questa manifestazione?

Mah, per quanti sbagli abbia potuto fare il governo D'Alema, non penso che avrebbe mai potuto approvare una legge simile. Forse avrebbe potuto evitare di far arrivare a questo punto, ma ormai sono cose che sono successe.

Che argomento si può opporre alla proposta di Bossi e Fini?

Alla fine, basta che le persone si rendano conto di cosa significa creare una nazione così chiusa. Pensare che solo le persone nate qua possano sentirsi libere, in realtà toglie libertà a tutti.

Adou, 38 anni

Da quanti anni sei in Italia?

12 anni.

Che significato ha questa manifestazione?

Il significato é manifestare contro questa legge razzista di Bossi e Fini, che é una legge che finirà col mettere in carcere tutti gli immigrati. Ma l'immigrato é una persona che é venuta per la mancanza di qualcosa nel suo paese, per guadagnare qualcosa, per trovare una vita migliore. Con questa legge finiranno col mandare tutti a casa, una cosa così non c'é mai stata in Italia.
Già c'era una legge precaria, figuriamoci con questa che é peggiore!

In questi 12 anni come ti sei trovato con i cittadini?

Con i cittadini mi sono trovato benissimo, come oggi ad esempio. La maggior parte delle persone qui é di cittadinanza italiana, noi ci siamo trovati sempre bene.

Se una persona del tuo paese ti dicesse oggi "Vengo in Italia a lavorare", cosa gli risponderesti?

Gli direi di non venire. Quando sono venuto io in Italia ho trovato tante difficoltà prima di avere il permesso di soggiorno, voglio dire che non ero libero.

Sei ottimista per il tuo futuro?

Nella vita io sono sempre ottimista!

Lalla, 54 anni, con il padre

Che messaggio porta questa manifestazione di oggi?

(Lalla)Mah, io spero di grande vitalità e grande forza: dire solo "no" mi pare poco. Spero che significhi anche battere un disegno che é molto pesante.

Quali sono i limiti di questo disegno di legge?

(Lalla)Di ritornare indietro anche rispetto alla legislazione vigente, che certo già era una legge di compromesso e comunque significa cancellare i diritti di decine e decine di persone, farli diventare dei fantasmi, persone invisibili. Questo per quanto riguarda gli stranieri che sono già fra noi. Poi significa respingere al loro destino le persone che vorrebbero entrare; significa proprio creare delle barriere non solo ideali ma molto concrete, qualcosa di più del razzismo. Perché il razzismo può essere un comportamento, una mentalità: questa mi sembra proprio una sopraffazione.

In un mondo che tende a non considerare più gli individui come tali, ma come "risorse umane", c'é il pericolo che le persone vengano ammesse solo in funzione della ricchezza che possono produrre?
(Lalla)Mah sì, la globalizzazione porta a questo: se una persona conviene, ben venga.

Un governo di centro-sinistra avrebbe potuto fare un disegno simile?
(il padre) No, sarebbe stato più attento alle possibili reazioni... per quanto ne abbiano fatte... non dico di peggio, ma quasi!
(Lalla)Sono d'accordo, non l'avrebbero fatto più per una questione di opportunità politica che per un discorso di affermazione dei diritti.

Forse un limite di questo disegno può essere questo: che la burocrazia é talmente inceppata che, anche se approvata, questa legge sarà comunque non in grado di contenere il flusso di immigrazione. Che ne pensate?
(Lalla)Secondo me c'é anche un disegno di nascondersi dietro la burocrazia, perché sia Bossi che An si rendono conto che ci sono delle realtà che non si possono scavalcare. C'é anche l'utilizzo di questa burocrazia per nascondere la realtà delle cose.
(il padre) Bisogna andare all'origine della concezione dello straniero. Il problema é che lo straniero non viene considerato come una risorsa culturale, come soggetto che crea una dinamica sociale, ma una persona che si deve controllare. Questa é una cosa davvero spaventosa.
(Lalla)Lo Stato diventa controllore e vuole esserlo. Dunque la burocrazia é funzionale a questo discorso.
(il padre) Culturalmente bisogna avere l'idea in testa che lo straniero porta ricchezza. La ricchezza non si misura solo in termini di soldi. Sono idee, fantasia, musica... questa é una cosa che non si riesce a far circolare in modo generale... solo le persone che sono qui alla manifestazione lo sanno.

Cosa si può dire a quelle persone cui sono state saccheggiate le ville, che sono state sequestrate dalle bande di criminali stranieri?

(il padre) Io direi che bisogna evitare questa identificazione tra criminalità e stranieri. Che l'immigrato sia più sensibile a una spinta delinquenziale generica, può essere che sia vero, ma allora bisogna capire le cause di questa spinta.
(Lalla)Io direi anche che la diffusione della malavita non la blocchi e non la controlli con le leggi speciali. Lo sappiamo benissimo che quelli che organizzano la malavita in Italia non sono quelli che si muovono con i gommoni o sotto le vesti di un povero Cristo che viene con figli, mogli, vecchi e malati. Quindi é una stupidaggine pensare di risolvere la criminalità con una legge speciale.

Quindi la figura degli stranieri diventa facilmente strumentalizzabile?
(Lalla)La povertà é uno dei problemi che porta alla criminalità. Ma insisto sul concetto che il problema non si risolve con i lager, mettendo tutti gli stranieri in un campo di confino. Poi faccio notare che sui giornali di queste ville saccheggiate non si parla più: sembrava un problema da emergenza e ora sembra sparito. Quindi credo che ci sia stata una strumentalizzazione di questo problema, un tentativo di gonfiare la reale entità dei fatti per arrivare alle leggi speciali.

Anche sul diritto d'asilo ci sembra che esista un problema irrisolto. Durante la guerra nei Balcani, ad esempio, potevano arrivare persone nella condizione di richiederlo, eppure oggi - se passa questa legge - queste persone verrebbero ricacciate indietro?
(il padre) Ma non c'é mai stato il diritto d'asilo!

Siete ottimisti o pessimisti per il futuro?

(il padre) Io vedo oggi tanti giovani e questa é una grossa speranza!

Samba, 46 anni

Da quanto tempo sei in Italia?

12 anni

Perché sei qua oggi?

Per dare solidarietà a chi sta cercando di mettersi in regola con le leggi italiane e cerca una convivenza migliore e più pacifica per tutti.

In questi 12 anni cosa é cambiato per te, qual é stato il rapporto con gli italiani?

I rapporti sono sempre stati ottimi.

Cosa si può dire a chi vede lo straniero come un pericolo?

Di cercare di confrontarci in modo più civile e più diretto. Cerchiamo di sapere chi siamo prima di giudicare.

Sei ottimista per il futuro?

Sì.

Annamaria, 56 anni, da Varese

Che significato ha per lei essere qui oggi?

Per me un grandissimo significato. Si tratta di far emergere dal sommerso tutti gli immigrati clandestini che sono qui in Italia e che hanno il diritto di esserci - visto che hanno un posto di lavoro, una casa, un alloggio - . Gli hanno fatto fare delle file lunghissime e poi son stati rimandati a casa. Abbiamo una legge in vigore che dice che ogni anno si devono legalizzare una parte dei clandestini che sono in Italia; oggi la legge Bossi-Fini vorrebbe eliminare questo tipo di legge per farne una molto più restrittiva, che condanna i clandestini a rimanere nel nero. In pratica siamo contro questa legge e vogliamo che i clandestini abbiano un posto nella società, visto che lavorano e hanno anche loro dei diritti.

Microcriminalità=immigrazione. Questo sembra essere il messaggio che emerge dai racconti delle famiglie del Nord che vengono sequestrate in casea e derubate. Che ne pensa?
Secondo me esiste questo problema, ma la generalizzazione di questo fatto mi sembra azzardata perché noi abbiamo visto anche oggi molti lavoratori immigrati che vogliono lavorare onestamente, che si vogliono giustamente integrare in una società come la nostra, che dovrebbe essere molto aperta riguardo a questo problema. Non dobbiamo dimenticare che ci sono cinque milioni di Italiani all'estero.
Stiamo vivendo adesso il problema dell'Argentina, un problema così grosso: non dimentichiamo che il 22% della popolazione argentina é composto da italiani, da figli di italiani andati all'estero per cui dovrebbe essere un problema che ci trova sensibili.
Che poi ci sia il problema della criminalità, credo che fintanto che terremo qui dei clandestini e non facciamo uscire il sommerso, questa equazione sarà sempre più valida.
Questa legge che vuole Fini, anche se si presenta con l'intento di combattere questa criminalità, in pratica la sostiene.

E' ottimista per il futuro nel nostro paese, per la convivenza pacifica tra persone?
Potrei essere pessimista oggi, perché purtroppo le forze della destra sono al governo, possono mandare avanti il progetto di dividere sempre di più e non creare solidarietà. Però io penso che per il futuro, soprattutto nel vedere tanti giovani oggi, si possa ben sperare. Vado a casa questa sera con una speranza che non avevo stamattina!


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