Radicali e proposte di legge - marzo 2002
a cura di Enrico Natoli

Davanti alla Rai di Viale Mazzini a Roma, contemporaneamente al "girotondo", c'era un banco dei radicali che raccoglievano firme per far discutere in Parlamento venticinque proposte di legge. Abbiamo parlato con uno di loro, chiedendo tra l'altro - come ormai è nostra abitudine - come vedono la criminalità organizzata e i problemi sociali ad essa collegati.

(foto di Enrico Natoli)
 
Cosa pensi di questa iniziativa (del girotondo, ndr)?

Mah, mi sembra un po' fuori fuoco, nel senso che dopo cinque anni di governo - anzi qualcosa di più perchè comprendiamo un periodo del governo Dini - in cui hanno lottizzato la Rai come e peggio degli altri, esattamente come stanno facendo questi qui... - a proposito, ci auguriamo che l'ex presidente emerito della Corte Costituzionale, oggi presidente della Rai, Baldassarre, che ha dimostrato veramente in questi anni grandissima attenzione sia al mondo dell'informazione che ai problemi di diritto di questo paese, a cominciare da un comportamento della Corte Costituzionale politico e anti-giuridico e in questo senso anticostituzionale, insomma: non è detto che non possa essere un ottimo presidente della Rai, lo vedremo.

Certo è curioso questo girotondo da parte di chi ha lottizzato come e più degli altri la Rai per tanti anni, di chi non ha voluto fare la legge sul conflitto d'interessi appena ha capito che avrebbe perso le elezioni per avere cinicamente una carta da giocare dopo; non ha riformato la Rai perchè in fondo ci campano e quindi in questo sistema che gli garantisce comunque il "giardinetto privato"...

Il problema è che la Rai non è un servizio pubblico di informazione, ma un servizio privato, dei partiti, del partito unico della partitocrazia e delle sue sottosezioni che possono essere Forza Italia o i Ds... e, sottolineo, purtroppo è così.

Queste persone che oggi fanno il girotondo sono state definite dal nostro Presidente del Consiglio come un "possibile richiamo" agli anni di piombo. A me non sembrano così pericolose.
Piuttosto, esiste il rischio che questo tipo di movimento possa essere strumentalizzato?


Intanto ti rispondo che dire stronzate è un diritto civile, e quindi anche Berlusconi ha questo diritto civile. Ciò che ha detto mi pare comunque una cosa fuori dal mondo, queste sono persone che sono venute qui a manifestare liberamente. Credo che siano qui così numerose e riunite sotto queste bandiere e questi slogan perchè sono vittime anche loro dell'informazione della Rai TV e di Mediaset. Siamo a "Raiset", più che altro, l'unica differenza è che la Rai dovrebbe essere un servizio pubblico e invece garantisce disservizio pubblico e servizio privato di disinformazione.

Noi stiamo raccogliendo le firme su queste venticinque proposte di legge: sono tutti temi all'ordine del giorno, eppure non se ne deve dibattere. Addirittura sul Concordato, che sembra una cosa anacronistica... noi abbiamo una proposta di legge sull'abolizione del Concordato, che è passata sotto silenzio grazie a questa Rai, grazie anche all'Ulivo che non ha detto molto a proposito: compreso Bordon, che sul tema della Radio Vaticana aveva fatto campagna elettorale anche in maniera mirabile, ma poi non ha detto nulla quando è stato chiuso il processo sulle antenne della Radio "per difetto di giurisdizione", richiamando l'art. 11 del Concordato, parte del trattato che non fu modificato nella nuova versione stipulata da Craxi a metà degli anni '80. Per cui i giudici hanno riconosciuto l'extraterritorialità alle antenne! Ma stiamo scherzando? Anche su questo nessuno ha detto nulla.

L'unico invito che posso fare ai cittadini è quello di firmare in questi pochi giorni di campagna perchè se non ci sono i radicali a cercare di cambiare il paese, purtroppo... - e sottolineo ancora purtroppo... sarebbe bello sentirsi uniti alle persone che sono qui oggi. Lo siamo nel momento in cui vogliamo dialogare con loro, sicuramente siamo molto più uniti a loro di quanto loro stessi pensino.

A questo proposito, mi sembra un po' un'arma a doppio taglio il vostro continuo lamentare l'assenza di spazi di informazione per voi. In fondo avete una radio, chi vuole può ascoltare i vostri programmi, che spesso sono molto interessanti. In giro si percepisce un fastidio anche forte per questo atteggiamento...

Mah, vedi, noi non lamentiamo l'assenza d'informazione. Noi la denunciamo. Non solo per difendere il nostro diritto di esprimerci, ma soprattutto il diritto di 57 milioni di Italiani a conoscere le nostre posizioni. E' questo il punto, il conoscere per deliberare. Tu puoi essere contro di me, lottare contro di me se però sai quali sono le mie posizioni, se ci possiamo confrontare e poi magari io convincerò te, tu convincerai oppure ognuno rimarrà sulle sue posizioni. E' il dialogo che è ricchezza, il "Conoscere per deliberare" di Einaudi. E' quello il punto. Dopo aver conosciuto, puoi essere d'accordo o meno: ma a questo punto diventa una scelta.
In questo modo attuale, invece, non si sa che succede.

Radio radicale è l'unico servizio pubblico in questo paese. Rifletteteci un attimo: Camera e Senato in diretta, la Convenzione col Parlamento Italiano riguarda soltanto questo aspetto, ma noi facciamo molto di più, fuori convenzione e assolutamente a nostre spese. Le dirette di tutti i Congressi di tutti i partiti dalla Fiamma Tricolore a Rifondazione Comunista, i servizi di Radio Radicale sul G8 di Genova credo siano stati una grande e nobile pagina di giornalismo, abbiamo mandato in onda la scorsa settimana tutta la manifestazione al Palavobis, qualche ora prima avevamo mandato in diretta tutto il Consiglio Nazionale di Forza Italia, ieri c'era il Ppi... insomma, tutti i partiti, i leader, i sindacati, ma anche i personaggi un po' più oscuri, meno noti, possono farsi conoscere attraverso Radio Radicale. Da questa Radio parlano per il 95% gli altri e per il 5% noi.

Davvero autofinanziata questa radio?

Facciamo chiarezza anche su questo, c'è molta confusione a riguardo. Di cosa vive radio radicale? Per quel che riguarda le dirette da Camera e Senato, c'è una convenzione col Parlamento Italiano, ma non è un finanziamento che Radio Radicale prende. Giuridicamente e politicamente è il corrispettivo di una prestazione. La Rai chiedeva decine di miliardi di lire l'anno per questo servizio, noi lo assicuriamo con - credo - anche meno di dieci miliardi l'anno. Costi dieci volte inferiori dunque a quelli di chiunque altro abbia chiesto di fare questo servizio. Quindi noi in realtà assicuriamo un servizio ai cittadini italiani con una professionalità che non ha eguali, a costi assolutamente irrisori rispetto a quelli di qualunque altra testata.

Poi ci sono i finanziamenti per l'editoria perchè è anche organo di partito. Ma anche qui, mentre i giornali e le radio di partito usano questo finanziamento pubblico per fare informazione solo di partito, noi restituiamo ai cittadini Italiani. Nell'editoria, ad esempio, diamo voce ai partiti di tutti quanti gli altri, dando voce ai cittadini. Lo restituiamo dunque ai cittadini sotto forma di servizio pubblico, ben oltre quanto prevede la convenzione.
Quanto informa Radio Radicale i DS sui DS, o i Forzitalioti su Forza Italia? E quanto invece informa Berlusconi sui radicali? Quanto l'Unità informa sui radicali? Chiunque può verificare se sto dicendo la verità o sto dicendo una cosa strumentale.

Nel nostro sito parliamo di mafia. Secondo te che succede su questo versante?

Io credo che prima della mafia in sè, ci sia il problema della giustizia e del funzionamento della giustizia. Di processi giusti e rapidi. Di una legge sui pentiti che non sia più quella che abbiamo oggi, ma che sia una cosa molto all'americana, cioè: dici tutto e subito - e questa sarebbe già una rivoluzione per il sistema giuridico Italiano - entro un certo termine. Se poi dopo la deposizione esce fuori che il pentito non ha detto volutamente la verità anche riguardo a una sola cosa tra mille, allora scatta la galera rigorosa, dura. Nessun beneficio, perdi tutto.

Processi rapidi e giusti: ricordiamo l'impegno dei radicali sul caso Tortora. Lì c'erano pentiti che dicevano: "Abbiamo visto Tortora dare la droga ai ragazzini fuori dalla scuola"... e io dico: il presentatore più famoso d'Italia in quegli anni va davanti a una scuola per vendere la droga??
Primo: è un po' strano che i bimbi degli elementari comprino l'eroina, che abbiano i soldi per comprarla. Poi: nessuno lo riconosceva? Se questa è la giustizia in Italia...

I magistrati in prima linea lamentano spesso, ci pare di capire, due cose: la prima è che i pentiti - oggi delegittimati fino all'eccesso - sono stata l'unica arma davvero efficace a loro disposizione in questi anni; la seconda riguarda gli effetti della legge fatta dal centrosinistra sul "giusto processo": un imprenditore che denuncia un estortore in questura deve poi ripetere le accuse al processo, altrimenti la deposizione in questura non è valida. Capita dunque che tra la questura e il tribunale ci siano intimidazioni e minacce pesantissime nei confronti di questo imprenditore e che questo rinunci infine alla testimonianza in aula. Ma insomma, un cittadino che viene taglieggiato dev'essere per forza un eroe?

Ma non solo sulla giustizia e sulla mafia... le norme che disciplinano il lavoro, la capacità di intraprendere e lavorare richiedono quest'eroismo. In un mondo del lavoro così ingessato, dove si consegnano le nuove generazioni al lavoro nero, soprattutto al sud. Senza le "garanzie" sindacali sulle quali ci sarebbe comunque da discutere. Non c'è ad esempio la garanzia di rimanere senza lavoro se lo perdi, non di entrare nel lavoro nero. Chi è costretto a rimanere nel lavoro nero di garanzie non ne ha proprio nessuna, è ostaggio della mafia: e qui torniamo al punto iniziale.

Tra le nostre proposte di legge c'è l'abolizione dell'articolo 18. Ci dicono: siete affamatori. Ma secondo noi i veri affamatori dei lavoratori sono questi sindacati, che di fatto sono sindacati dei pensionati. Sono per gli ultracinquantenni, per i lavoratori ipergarantiti della grande industria, che hanno cassa integrazione, mobilità e prepensionamenti mentre quelli delle piccole imprese non hanno assolutamente nulla. E' chiaro però che se i cittadini nn firmano le proposte di legge, se non si iscrivono, se non ci danno forza ma soprattutto se non si fanno forti loro delle loro idee, se non riescono a conoscere le nostre idee... è un problema, è dura e non ce la facciamo di sicuro.

Sei ottimista per il futuro?


Io ho voglia di lottare. Credo che non bisogna arrendersi, rassegnarsi. Credo che se si è convinti, lo si è soprattutto di sè, per sè. Credo che le idee che ciascuno ha sono qualcosa che vengono concepite da noi, che non sono calate dall'alto o dall'esterno. Forse se avessimo tutti questo approccio, saremmo tutti quanti meno delusi, più efficaci e anche più felici.
 
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