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| Intervista a Gino
Strada |
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| Un breve scambio di battute con
uno dei fondatori di Emergency. |
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Marzo 2003 - a cura
di Maria Mazzei e Enrico Natoli.
Collaborazione di Simona Magazzù - Fotografie di Enrico
Natoli |
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Oggi hai parlato di militanza di pace..
- E' un punto fondamentale perché è nelle nostre
mani di fare la pace perché se ciascuno di noi diventa
un militante di pace noi riusciamo a fermare la guerra. Riusciamo.
Perché non è una balla, l'80% per cento di noi
cittadini è contro la guerra, Come mai l'80% non riesce
a fermare questi 4 pirla che ci vogliono portare da una guerra
allaltra.
Giuliano Ferrara afferma che leconomia non è governata
da filantropi..
- Va bene, questo qui non cera bisogno che cè
lo dicesse Ferrara, lo sapevamo anche noi che leconomia
è regolata da delinquenti, e sappiamo che dobbiamo farci
i conti, far qualcosa. Fare i conti ma in un altro senso: quando
lui dice fare i conti intende accettare questa situazione e
invece per noi fare i conti vuol dire cambiare.
Questo messaggio come diventa un messaggio per tutta la società
e non solo per una parte?
- Secondo me lo è gia, io credo che lopposizione
alla guerra stia crescendo in questo paese e negli altri, proprio
da parte dei cittadini, non è una questione di destra
o sinistra. Se questo governo pensa di portarci unaltra
volta in guerra si troverà con tutte le piazze piene
di famiglia, non dei militanti della sinistra.
I prossimi progetti di Emergency?
- La priorità in questo momento è impiantare un
centro chirurgico a Bagdad il prima possibile, perché
ci saranno tantissime vittime, come sempre civili che non sono
effetti collaterali ma le prime vittime della guerra.
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