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| L'intervento di Gino
Strada |
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| Il presidente di Emergency al Forum
Sociale Europeo 2002 |
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Marzo 2003 - a cura
di Maria Mazzei e Enrico Natoli.
Collaborazione di Simona Magazzù - Fotografie di Enrico
Natoli |
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Ho
limpressione che dipenda da noi di rimettere a posto
le cose, di riprendere in mano la situazione. |
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Vorrei cominciare così come ho cominciato ieri in unaltra
occasione: grazie perché siete qui e grazie per quello
che fate. Io ho questa netta impressione che siamo in un momento
molto importante della storia del nostro paese dellEuropa
e anche di questo pianeta che è piccola cosa ma è
tutto quello che abbiamo. Ho limpressione che dipenda
da noi di rimettere a posto le cose, di riprendere in mano la
situazione. Io non sono molto esperto di traffico e commercio
darmi; cioè so che cè poi non ne conoscono
molto i dettagli però vedo le conseguenze.
Cioè vedo la guerra strana parola e oggi bisogna stare
attenti con le parole perché stanno cercando di imbrogliarci
cambiando il significato alle parole. (applauso).
Vi devo dire che ho visto la guerra negli ultimi 15 anni facendo
il chirurgo che è lunica cosa che so fare. Quello
che uno vede tutti i santi giorni è che non importa chi
ha dichiarato guerra a chi e non importa per quale motivo si
è detto di voler fare la guerra: quello che si vede è
sempre ugualmente tragico cioè sono donne, bambini soprattutto
loro perché sono gruppi sociali deboli che pagano: che
vengono uccisi, che vengono mutilati che vengono fatti a pezzi;
quando dico che vengono fatti a pezzi non intendo usare una
metafora: vuol dire esattamente che vengono fatti a pezzi: e
allora credo che a me ha insegnato una cosa questo lavoro, che
lunica verità che conosco della guerra sono le
sue vittime: il resto, quale dittatore (applausi, ndr)
sostituirà quello precedente, chi sarà il prossimo
mostro che di solito è lamico di prima, tutto questo
si è effetto collaterale, le vittime sono lunica
cosa che non è effetto collaterale della guerra, perché
sono lunico effetto della guerra (applausi, ndr).
E siccome noi siamo gente per bene, perché non importa
se siamo di destra di sinistra pacifisti o cosaltro, quello
che importa è che siamo gente per bene gente a cui sta
a cuore la vita e noi non possiamo continuare ad andare avanti
in un mondo in cui cè la guerra e cè
la morte continua. Una cosa si rifiutano di dire quelli che
giocano con le parole: che tutte le volte che stanno pianificando
una nuova guerra, ci saranno almeno per il 90% vittime civili.
(applausi, ndr) allora contro chi? contro chi stanno
facendo la guerra? Stanno facendo la guerra contro il terrorismo?
Stan facendo la guerra contro il dittatore? Stan facendo la
guerra contro chi cazzo vogliono, ma moriranno i civili, sempre!
(applausi, ndr).
Tanto per essere chiari, non credo che la vita di un civile
valga di più di quella di un militare, perché
credo che la vita umana sia una cosa sacra, però credo
anche che è un dato di fatto che non si può ignorarla:
non si può chiamare effetto collaterale una
guerra quando la guerra colpisce popolazioni inermi. Nessuno
di noi e probabilmente nessuno di quelli che sono per
la guerra sarebbe così cretino da prendere una
medicina che 9 volte su 10 lo ammazza. Ma chi è quel
cretino? Eppure no, la stessa cosa ce la propongono per la guerra,
inventando e cambiando il senso delle parole.
Terrorismo. Io conosco una definizione di terrorismo, una definizione
pratica: per quando tutte le volte che cè una guerra
ci sono civili, bambini, donne e anziani, che non riescono più
neanche ad essere curati perché non cè più
neanche uno straccio di ospedale, che gli si impedisce addirittura
che arrivino le medicine per curare le leucemie nel paese, che
si bombardano fabbriche di medicinali. Ma che idea si faranno?
Si faranno lidea di essere vittime del terrorismo. Io
credo che il terrorismo sia la forma moderna della guerra, cioè
la guerra che uccide i civili, quello è il terrorismo.
(applauso, ndr).
Tanto per essere chiaro sennò viene il solito
cretino che viene a dire: ah, gli amici dei terroristi!
nel terrorismo cè dentro Al Quaeda, Osama Bin Laden,
certo che sì, lo sappiamo benissimo, ma non è
solo quello, non è solo quello. Io credo che siano morte
a New York persone, esseri umani, per un atto di terrorismo.
Credo però anche che il bombardamento sullAfghanistan
con bombe da 7 tonnellate sia stato un altro atto di terrorismo.
(applausi, ndr). sapete, anche qui si gioca sempre con
le parole: facile antiamericanismo! A parte che
non cè una legge che dice che è vietato
essere antiamericano (applauso, ndr.), no, no io non
lo sono, non lo sono per ragioni politiche antiamericano; non
ho nulla contro il popolo americano (sarò tra laltro
per delle conferenze negli Stati Uniti nei prossimi giorni)
ma credo che non ci si possa continuare a prendere in giro.
Oggi nel mondo, i cittadini di questo mondo hanno il dovere
morale, morale di essere contro la politica degli Stati Uniti
dAmerica! (applausi, ndr.). ho parlato di dovere
morale non a caso. Prima ancora che un dovere politico è
un dovere morale. Perché noi questa situazione dobbiamo
cambiarla. E io credo che voi qui vedo tanti giovanissimi
voi avete un compito che purtroppo dovete svolgere da
giovanissimi, non è un compito per cui potete aspettare
di diventare adulti perché sennò sarà troppo
tardi, e il compito è esattamente questo: bisogna sradicare
la guerra da questo pianeta, bisogna farla finita con la guerra
da questo pianeta. (applausi, ndr.). Già qui si
scatenano altri giochi di parole: utopia, utopia!.
Sì, utopia un bel cazzo, facciamo dei progetti seri!
Allora, facciamo una cosa: (applausi, ndr.) diamoci unagenda.
In Italia secondo me noi possiamo farcela a tenere lItalia
fuori dalla guerra. LItalia fuori dalla guerra. Mentre
si svolgeranno le alchimie della politica in Italia cosa diciamo?
che posizione prendiamo? come votiamo?
Forse gli
alpini ... è una posizione un po eccessiva!
dobbiamo tenere il nostro paese fuori perché se non teniamo
il nostro paese fuori dalla guerra noi non riusciamo nemmeno
a tenere la guerra fuori dal nostro paese. E le famiglie italiane
non la vogliono. (applausi, ndr.). Guardate, alcune organizzazioni,
mica perché sono più belle di altre ma perché
insomma bisogna pur far qualcosa, occorre che ciascuno faccia
il pezzettino suo, allora alcune organizzazione come Tavola
della Pace, rete Lilliput; Libera, Emergency hanno lanciato
questa campagna lItalia fuori dalla guerra
proponiamo a tutti di impegnarci; dipende esattamente da noi,
perché abbiamo uno strumento straordinario per vincere
questa guerra, che è la non violenza e il parlare con
la gente. Parlare con la gente (applausi, ndr.). Noi
dobbiamo dire cose semplici, semplici. Io personalmente non
voglio la guerra nellorizzonte di mia figlia, non la voglio.
(applausi, ndr.).
Cerchiamo di parlare con i nostri concittadini; abbiamo unoccasione
straordinaria che è lAnniversario della Dichiarazione
Universale dei Diritti dellUomo. Ci piacerebbe che il
10 dicembre in tutte le città, in tutti i Comuni italiani,
non si tratta solo di far le cose a Milano, a Roma o a Firenze,
bisogna raggiungere tutti i Comuni italiani, che le famiglie
vengano in piazza non cè bisogno neanche
di far cortei perché poi le persone anziane si stancano
quindi vengano in piazza con uno straccio di pace, con
una bandiera di pace a dire noi siamo contro la guerra
(applausi, ndr.).
Guardate che se riusciamo a farlo, se riusciamo a fare questa
cosa, se riusciamo a portare in piazza tante persone a dimostrare
pacificamente non di essere di una parte politica o dellaltra
ma di essere contro la guerra, la guerra non è questione
di destra o di sinistra (applausi, ndr.). Allora abbiamo delle
possibilità. Abbiamo delle belle possibilità e
poi dobbiamo cominciare a dire, aihmè che la politica
sia andata da una parte e letica sia andata da unaltra.
(applausi, ndr.). Noi siamo gente che ha etica e vuole
continuare ad avere unetica. E allora la battaglia che
dobbiamo fare non è una battaglia che deve cercare diu
convincere qualcuno che la pensa diversamente da noi. Purtroppo
sempre di più la politica e gli interessi economici di
cui le armi sono uno degli aspetti fondamentali, sono in mano
sempre più frequentemente a bande criminali non a gente
politicamente di destra o di sinistra: a bande criminali.
Ed è per questo che dobbiamo spiegare alla gente, alle
famiglie che bisogna stare fuori dalla guerra, che bisogna stare
fuori da questo macello. Sia perché non vogliamo esserne
corresponsabili, che perché non volgiamo che succeda
ai nostri figli. Allora vi proponiamo di mobilitarci tutti,
in modo capillare, non violento, calmo, bisogna riuscire a parlare
con le persone, non possiamo continuare a parlare tra di noi
che siamo già daccordo, dobbiamo parlare alle persone
per dire che non cè alternativa (applausi, ndr.).
Bisogna tenere fori lItalia dalla guerra. Poi bisogna
fare unaltra battaglia, e la dobbiamo fare subito dopo.
Vedete qui si sta cercando di modificare la Legge 185 (la legge
che disciplina severamente il commercio di armi del nostro paese).
Io credo che noi non possiamo limitarci a dire non toccate la
185. credo che lunica battaglia che possa essere vincente
rispetto alla coscienza delle famiglie italiane è di
convincerli ad avere perché ci piace il nostro
paese, perché vogliamo avere del nostro paese una bella
immagine e noi vogliamo che lItalia non esporti
più una arma! (applausi, ndr.) con o senza il
permesso diellOnu o di quellaltro. Basta, basta!
Perché questo mondo pieno di violenza è un mondo
che la violenza la pratica spesso con le armi di cui parlava
Brian prima (un esponente di Amnesty International, ndr.).
I membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dellOnu,
che ormai non è più visto come un organismo che
nasce per mantenere la pace mondiale, ma è visto come
un organismo che deve autorizzare i bombardamenti. Ci troviamo
con questo fatto: che i membri del Consiglio di Sicurezza dei
cinque stati, sono quelli che esportano nel mondo l80%
delle armi che ci sono in giro. E con cosa si ammazza a gente?
Con quelle armi lì! E allora sta cosa va risolta,
va risolta. Crediamo che sia importante ci sia una campagna
per tenere quel paese fuori dalla guerra. Allora forse riusciamo
a tener fuori lEuropa dalla guerra. Se non si riesce per
il momento a tenere fuori la macchina bellica americana che
intende rifare unaltra guerra per il petrolio probabilmente
lobiettivo di tenere fuori lEuropa dalla guerra
è raggiungibile.
E allora è importante che ci si confronti con i nostri
amici inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli, gli abitanti dei
paesi europei devono volere che la nuova Europa se ci
sarà sia unEuropa che ripudia la guerra.
(applausi, ndr.). Io vorrei chiudere invitandovi ad avere
un impegno personale: se ciascuno di noi si fa propagatore di
pace, si fa propagatore dei diritti umani, allora ce la possiamo
fare: dobbiamo organizzare questa strana, straordinaria catena
nonostante non ci sia concesso di dire queste cose in molti
dei mezzi di comunicazione. Nonostante viviamo in un paese in
cui chi possiede linformazione è lo stesso che
poi possiede il Ministero degli Esteri. Insomma, se ciascuno
di noi che poi possiede diventa un militante della pace noi
ce la possiamo fare. Se siamo ottimisti. Ciao, grazie a tutti.
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