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Una coppia con un bambino in carrozzina
Da dove venite?
Roma
Qual è la proposta di questa manifestazione?
Lei: Di evitare a tutti i costi la guerra, perché con
la guerra non si risolve niente. Mi sembra doverosa quindi
questa manifestazione contro la guerra.
Lui: Quando è nato (indica il bambino, ndr), il 2 maggio,
gli ho dedicato una poesia, che all'ultimo diceva che quando
io morirò, gli avrò lasciato un mondo migliore,
e questo non èil mondo che gli voglio lasciare.
Come si costruisce questo mondo migliore, a parte le giornate
particolari come questa?
Lui: cercando di far capire alla gente che non è con
l'intimidazione degli altri popoli che siamo più forti,
non è dicendo agli altri che devono stare attenti a
quello che fanno altrimenti andiamo lì e li bombardiamo.
Cercando di dare una mano a chi ne ha bisogno, cosa che non
stiamo facendo completamente, né in Palestina, né
in Iraq, né in Kurdistan, né in tanti altri
paesi dove purtroppo il petrolio non c'è.
Lei: Io penso che ci vorrebbe un pochino più di solidarietà,
anche tra di noi, perché comunque non c'è neanche
tra di noi che viviamo fortunatamente in un paese senza guerra.
Abbandonare i soldi, queste cose che non servono a nulla.
La felicità non sono i soldi, non è il petrolio.
Di chi è la responsabilità maggiore in questa
situazione?
Insieme: E' nostra, è la nostra indifferenza. Ce ne
siamo fregati di tutto, bastava avere una casa e lo stipendio
per la macchina e per noi andava tutto bene.

Due donne, cinquanta e settanta anni
Qual è la proposta di questa manifestazione?
Innanzitutto evitare la guerra, se è possibile, perché
non è mai un rimedio. Aggrava sempre le situazioni,
è sempre una rovina, uno sfacelo.
Io ho vissuto anche la seconda guerra mondiale e non voglio
la terza, perché so che tutto quello che si fa è
sempre a danno degli esseri umani. Per una manciata di mascalzoni
che si arricchiscono.
Come si può traformare la protesta di oggi in vita
quotidiana?
Non saprei, però, io parlo sempre per le mie esperienze,
di quando ero bambina, e dalla guerra sono uscita adolescente.
Questo è quello che posso fare io, non sono un condottiero,
quel poco che posso fare, lo divulgo.
Per me informarsi, riflettere e pensarci su quando si va a
votare.
Ci sono dei referenti politici che si schierano chiaramente
contro la guerra?
Non le saprei rispondere.
Le cose vanno valutate minuto per minuto, perché ci
siamo trovati coinvolti in questa situazione, ed è
normale che ascoltiamo e al momento opportuno trarremo le
nostre conclusioni.

Un uomo
Qual è la proposta di questa manifestazione?
C'è una voglia popolare, a prescindere da organizzazioni
politiche, contro la guerra. L'impressione è che gente
di tutti i ceti, di tutte le culture, c'è una volontà
senza un'organizzazione. A differenza della manifestazione
della Cgil che pure fu spontanea, ma comunque, di fatto, era
di partito. Qua c'è una volontà diversa, lo
vedi dalle famiglie, dalle persone che vengono qui con i figli.
C'è un "no" che trova voce.
Queste persone oggi sono la maggioranza nel nostro paese?
Se sì, sono ben rappresentate?
Non sono rappresentate, e questo avviene in tutto il mondo.
Oggi tra l'''altro è una manifestazione mondiale, è
la prima manifestazione mondiale "new global" sul
"no" alla guerra e penso anche sul nuovo modo di
sviluppo complessivo perché mi sembra che questa è
la domanda che viene poi da parte della gente che lavora,
che vive nei vari posti del mondo.
Questo "no" alla guerra è definitivo?
Penso proprio di sì. E' chiaro che ti ci possono portare
lo stesso e poi staremo a discutere dei morti, però
più di questo che possiamo fare? Ci dobbiamo armare?
Non lo si può fare, non c'è altra strada.
Le facevo questa domanda perché ho letto un articolo
di Giuliano Ferrara apparso sul Corriere della Sera, in cui
lui sostiene che Israele e Stati Uniti hanno il diritto di
difendersi, e che questo diritto noi europei non possiamo
capirlo a fondo perché non siamo stati attaccati.
C'era anche un bell'articolo sull'acqua, su Repubblica...
mi sembra che il problema sia quello della distribuzione delle
risorse sulla faccia della terra. Il resto sono tutte discussioni
di principio, come a dire che l'Iraq ci avrà anche
le armi nascoste, ma allora parliamo anche di quello che l'America
ha fatto con Noriega, di quello che ha fatto in Cile, non
scherziamo.
Il problema è un altro: secondo me, è un discorso
di individuare dove stiamo andando e dove ci vogliono portare.
Ottimista per il futuro?
Oggi sì, perché non ho visto solo i soliti "impegnati".
C'è proprio una volontà generale di dire seriamente
di no alla guerra.

Un ragazzo di Messina
Qual è la proposta di questa manifestazione?
Dire di no alla guerra, a tutte le guerre. La guerra non è
la soluzione a tutti i problemi del mondo. E soprattutto,
non fare la guerra del petrolio.
Se avessi la possibilità di parlare all'Onu, cosa vorresti
dire?
Di guardare al benessere di tutti i popoli, non di uno o di
pochi. Poi di guardare all'aspetto umano... alla gente vista
come una fratellanza e non agli interessi economici.
Coloro che appoggiano l'intervento dicono che Israele e Stati
Uniti, attaccati, hanno il diritto di difendersi. Tu che ne
pensi?
Sicuramente l'11 settembre è stato grave, però
dobbiamo guardare le cause di questi morti. Non basta dire
"ci hanno attaccato". Vediamo perché ci hanno
attaccato, cosa abbiamo fatto noi per essere attaccati? Anche
per Israele è così. Non credo che un ragazzo
si faccia saltare in aria tanto per fare qualcosa.
Ottimista per il futuro?
Non tanto.

Una coppia di mezza età
Qual è la proposta di questa manifestazione?
Lui: E' semplice: "no" alla guerra, soprattutto
a quella preventiva. Se poi l'Onu dovesse decidere per un
intervento, ciò è da prendere in considerazione,
ma nessuno ha eletto Bush sceriffo del mondo. C'è l'Onu,
che rappresenta più nazioni, perciò si segua
l'Onu.
Lei: Trovare della alternative pacifiche, che con un po' di
buona volontà si potrebbero trovare.
Lui: poi io mi chiedo perché nessuno si occupa di far
applicare le risoluzioni dell''Onu che riguardano Palestina
e Israele? Anche lì, io non sono né per l'uno
né per l'altro, però chiedo che si applichino
le risoluzioni Onu. Bush ha i missili della Corea a un passo
da casa eppure va in Iraq a tutti i costi e il resto non conta.
In Afghanistan abbiamo visto che non è che si sia risolto
il problema del terrorismo. Se si porta il lavoro, l'acqua,
la sanità, forse così si combatte il terrorismo.
Giuliano Ferrara, in un articolo sul Corriere della Sera,
sostiene che Israele e Stati Uniti hanno il diritto di difendersi,
e che questo diritto noi europei non possiamo capirlo a fondo
perché non siamo stati attaccati.
Lui: Questo è evidente, ma pure l'Italia ha conosciuto
la guerra, l'ha avuta in casa. Israele ce l'ha in casa. Gli
Stati Uniti, per loro fortuna, hanno avuto solo le torri,
per carità un evento gravissimo, ma si preoccupano
principalmente di portare la guerra fuori da casa loro. Mi
sembra che sia giusto che anche noi ci preoccupiamo di non
farla entrare nel nostro.
Lei: E' un dovere anche capire i diritti dei paesi del terzo
mondo. Fondamentalmente c'è il problema della giustizia.
Questi sono paesi che soffrono una grossa ingiustizia, che
porta a queste conseguenze. Quindi cominciamo a capire quali
sono i problemi di questi paesi, poi capisco i problemi dell'America.
Lui: è la violenza che non è accettabile da
nessuna parte.
Siete ottimisti per il futuro?
Lei: bisogna essere ottimisti.
Lui: vorrei esserlo, però...

Una donna americana
Qual è la proposta di questa manifestazione?
Mandare via i capi di governo che rappresentano dei partiti
ammalati. Parlo di tutti. Bush, Sharon, Blair, Hussein, tutti.
E chi ci va al posto di queste persone?
Non ho una risposta per questo.
Negli Stati Uniti che situazione c'è adesso?
C'è un clima molto particolare adesso, un clima spaventoso
perché non esiste più il diritto al dissenso.
Nonostante questo, la gente prova ancora ad esercitare il
diritto democratico di dire di no.
Sei ottimista per il futuro?
No.

Una donna con la figlia quindicenne
Qual è il messaggio di questa manifestazione?
Lei: è quasi scontato: contro la guerra in ogni caso.
C'è chi accusa questo movimento di idealismo, che gli
stati aggrediti hanno il diritto di difendersi.
Lei: Che ci siano rischi a livello generale è chiaro,
ci sono violenze ovunque. Ma che questa guerra riesca a sconfiggere
la violenza non ci convince affatto. In questa manifestazione
si trovano tante persone con tante idee anche diverse. Come
Italiani siamo passati attraverso la guerra e la ricerca della
pace è un insegnamento che ci è venuto dalla
storia. La guerra non ha mai risolto i problemi "grandi",
ed ha causato troppo dolore inutile.
Cosa ti aspetti dal tuo governo?
La figlia: questa manifestazione mi fa sperare, perché
vedo che molte persone pensano come me che non è l''unica
via la guerra per risolvere i problemi.
Nella vita di tutti i giorni è possibile vivere la
pace?
Lei: sì, rispettando la vita si porta la pace nei rapporti
quotidiani. In famiglia, al lavoro, con gli amici, con tutti.
Nel tuo gruppo di amicizie ti capita di affrontare questi
temi?
La figlia: ultimamente sì, perché la situazione
è abbastanza grave.
Sei contenta di questo confronto?
La figlia: beh, siamo pochi, però è opinione
comune che questo governo non riesce a risolvere questo problema
così grave in un'altra maniera.
Ci sono delle differenze tra questa guerra che sta per iniziare
e l'intervento in Kosovo? Se sì, quali?
Lei: Secondo me c'è una avversione per la guerra in
generale. Per contrastare una violenza forse non c'è
un altro modo di risolvere la questione in tempi brevi. Voglio
sperare che l'intervento in Kosovo sia stato fatto in buona
fede, anche se ha causato tanto dolore lo stesso. Non ci sono
risposte facili.
Oggi come oggi quante altre guerre ci sono nel mondo? Purtroppo
non siamo sicuri che la politica in genere abbia un'attenzione
a tutte le guerre allo stesso modo. E questo non è
giusto, ci sono dei valori umani prima che politici da difendere.

Una coppia di giovani
Qualè il messaggio di questa manifestazione?
Lui: Il messaggio è abbastanza chiaro, non siamo d'accordo
con una guerra ingiusta, le cui cause sono da rivedere, perché
probabilmente risiedono in errori storici e culturali dell'occidente.
Le cose non sono così ovvie come vogliono farle sembrare
certi uomini che hanno il potere e che governano i media.
Lei: E' una guerra per il petrolio, non va bene.
Durante la guerra in Kosovo, voi dove eravate? Appoggiavate
l'intervento armato perché c'era D'alema al governo?
Lei: No, assolutamente.
Lui: No, neanche allora eravamo d'accordo.
Lei: Certo, non furono fatte manifestazioni, ma eravamo contro
attacchi armati, di destra o di sinistra che siano.
C'è chi dice che noi europei non capiamo le ragioni
per cui Israele e Stati Uniti hanno il diritto di difendersi
perché sono stati attaccati.
Lei: Loro hanno attaccato per prima. Hanno creato tutto il
subbuglio che si sta vivendo in alcuni paesi, è stata
la politica di potere che ha creato un sistema di scontri
intestini tra quei popoli. Sappiamo tutti che Bin Laden a
suo tempo fu pagato dagli Stati Uniti.
Lui: Se tutti i giorni aspetti un uomo ad un angolo e lo bastoni
ogni volta che passa... non giustifichi se quello ti ammazza,
ma non si può neanche giustificare che tu ogni volta
lo prendi a bastonate.
Lei: la pace è comunque sinonimo di un'alternativa
che comunque dovrà essere forte e decisiva: non le
armi, ma un porre fine non solo al terrorismo, ma anche agli
squilibri economici tra paesi. Ma la guerra non è una
soluzione per questo.
Nella vita quotidiana come si costruisce un'alternativa di
pace?
Lui: per me uno dei fatti importanti è che dopo cinquant'anni
abbiamo finalmente la possibilità di dire la nostra,
con questa manifestazione e nelle azioni di ogni giorno. E'
importante farlo oggi senza bandiere, finalmente, e senza
farci manovrare come purtroppo accadde negli anni '60 ai nostri
genitori. Io non voglio vedere bandiere se non questa (mostra
la bandiera della pace, ndr).
Siete ottimisti per il futuro?
Lui: sì, perché come dicevo prima oggi c'è
la possibilità di agire da individui, quindi di non
aderire acriticamente a un gruppo o a un partito politico.
Io quando sento parlare persone come Rutelli sinceramente
mi rattristo...
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