Arrivo a Piazza del Popolo forse con un po'
di ritardo, perchè l'atmosfera è
decisamente rilassata, se così si può
dire di queste facce. Vado incontro ad un gruppetto
di persone per intervistarle e molti mi respingono.
"Non ce la facciamo, siamo troppo incazzati,
angosciati per questa pace che si allontana sempre
più. ... non sappiamo che fare."
Poi qualcuno cede. Quelle che seguono sono le
trascrizioni delle poche interviste registrate.
Mai, in queste settimane fatte di tante manifestazioni,
vivaci pure quando dentro c'era l'orrore per l'assassinio
di Biagi perchè in ogni caso si doveva
reagire, mai ho avuto davanti una piazza così
spenta, così scoraggiata.
Francesco, 27 anni.
Perché sei qui?
Per quello che sta succedendo in Palestina, per
manifestare solidarietà alla società
civile palestinese. Ma anche per quegli israeliani
che sono più neutrali, che vedono le cose
in maniera più obiettiva e protestano contro
l'occupazione.
Come vedi la situazione adesso?
Drammatica, soprattutto per il pericolo che
ne può derivare dal mondo arabo. Il conflitto
potrebbe estendersi ancora di più.
Hai fiducia nel ruolo dell'Onu, della comunità
internazionale?
No, assolutamente.
Allora che cosa bisogna fare?
Bisognerebbe andare lì, coinvolgere più
gente possibile per far diventare ancora più
urgente la questione.
Lì, ma dove?
Nei Territori occupati, Betlemme, Gerusalemme.
Non in Israele?
Certo, anche lì; se ci fosse bisogno
di sangue, di cibo, medicine e acqua certamente
anche in Israele, ma siccome non ce n'è
bisogno
Quindi andare lì per te significa
portare un aiuto concreto, non avere un ruolo
"politico", facendo cioè interposizione
tra civili e militari?
Uno fa tutto quello che è in suo potere.
Comunque ti sembra più urgente un
intervento in Palestina piuttosto che in Israele?
Sì.
Non credi che si dovrebbe manifestare solidarietà,
come dicevi tu prima, ai pochi israeliani neutrali,
sostenerli, incoraggiarli.
Certo, purchè siano contro l'occupazione.
Qui alla nostra manifestazione c'era uno striscione
di ebrei contro l'occupazione.
Lo striscione dietro di noi (sotto la terrazza
del Pincio un grande striscione arancione, ndr)
recita: "Sharon genocida". Lo condividi?
In pieno.
Ti ricordi di altri personaggi che si sono macchiati
come tu dici di Sharon di questa colpa gravissima?
Basta pensare a quello che è successo
agli ebrei cinquat'anni fa, o ai Balcani con
Milosevic, o al Ruanda, all'Angola. Purtroppo
sono molti.
Ti chiedo se sei ottimista per il futuro
e che cosa possiamo fare noi concretamente da
qui.
Non sono ottimista, però penso che potremmo
fare maggiore pressione perché l'attenzione
su questi temi non scompaia.
Pasqualino, 38 anni
Come mai sei qui?
Per manifestare contro le barbarie, contro la
guerra degli israeliani contro la Palestina,
per il dolore che provo a vedere un popolo massacrato
da più di cinquant'anni.
Sei qui per esprimere solidarietà alle
vittime palestinesi, alla società civile
palestinese che in questo momento sta soffrendo
per la guerra in corso, se ho capito bene. E
gli isreaeliani dove li mettiamo, dalla parte
dei carnefici, tutti?
Assolutamente no, però gli israeliani
devono capire che mandare l'esercito contro
i civili per arrestare i famosi kamikaze non
ha senso, non si può continuare a sparare
colpo su colpo. Il disocorso è lungo;
io penso che ci sia una responsabilità
storica di Israele che dopo la Shoah ha avuto
dagli Usa e dall'Europa la possibilità
di avere questa terra a discapito della popolazione
che già viveva su quella terra. Per cinquant'anni
non sono riusciti a trovare una soluzione politica
e quindi adesso io penso che chi ha subìito
quello che ha subìito e adesso è
diventato grande rivuole quelle stesse cose
che gli sono state tolte. Ovviamente questo
lo dico in senso provocatorio. Quello che voglio
dire è che abbiamo l'ulteriore dimostrazione
che siamo tutti uguali, l'essere umano è
sempre lo stesso: riuscire ad intervenire in
favore dell'altro è sempre la cosa più
difficile. La guerra, la violenza, la disperazione,
il fascismo, il terrorismo, il nazionalismo
sono le cose più facile da utilizzare
per risolvere i problemi. Siamo in una situazione
di guerra perpetua negli ultimi dieci anni.
Io sono comunista; e penso che la soluzione
sia una società comunista, socialista
contro la barbarie. Credo che siamo in un momento
in cui o si ha il coraggio di riportare un nuovo
umanesimo e di capire che la guerra, il capitalismo
eccetera sono cose poco importanti o credo che
per mia figlia ci sia poco futuro.
Cosa possiamo fare adesso e concretamente
per fermare la guerra e realizzare la pace,
lasciando da parte adesso la realizzazione di
una società socialista?
Vediamo quello che è successo in questi
giorni in Palestina, dove la società
civile (disobbedienti, sindacalisti, no-global,
comunisti, anti-imperialisti, credo anche cattolici)
si è interposta tra i civili e i militari.
Questa credo che sia una risposta importante.
E' un risultato storico. Ma adesso ci vuole
il coraggio dell'utopia. Io ho bisogno di cominciare
a ragionare su un altro mondo possibile. Per
esempio quello che ha fatto il movimento no-global
da Seattle in poi o a quello che ha fatto Peppino
Impastato.
Noi abbiamo proposto agli organizzatori della
Marcia della Pace (ed. staordinaria il 12 Maggio
prossimo, ndr) di invitare i partecipanti a
filare sotto la bandiera universale della pace,
senza quelle dei singoli partiti, e di aprire
il corteo con le due bandiere di Israele e Palestina
legate, cucita insieme, comunque presenti entrambe.
Si questo va bene.
Oggi c'erano bandiere israeliane a questa
manifestazione?
No, oggi no. Io personalmente non mi sento di
portare la bandiera israeliana, come invece
mi sento di portare quella palestinese. Se uno
accanto a me porta la bandiera israeliana io
sono felice. Se questo significa che una parte
della popolazione israeliana rifiuta la guerra
va benissimo. Oggi succede che i cosiddetti
intellettuali, i Ferrara, i Lerner gli editorialisti
del Corriere ci definiscono "pacifisti
a senso unico". Dall'altra parte gli ebrei
di Roma - una parte di loro, ovviamente - hanno
accusato nei giorni scorsi Luisa Morgantini
di essere un prostituta. Questa è la
violenza che è diffusa: a tutta questa
gente non gliene frega niente di nessuno. E
se la prendono con chi cerca di percorrere altre
strade, quelle della non violenza. Io faccio
parte di un gruppo di comunisti che già
prima della prima guerra mondiale votò
per la pace. Non sono un pacifista integrale,
perché credo che ci sia una violenza
che è giusto usare, quella contro il
fascismo e il nazifascismo. Se questo significa
essere estremisti
.
Condivi lo striscione, "Sharon genocida"?
No, non lo condivido. Per fortuna i numeri non
sono affatto quelli di un genocidio. I fatti
sono che Israele ha una responsabilità
nell'occupazione della Palestina e a questo
bisogna porre termine. Se un domani saranno
gli israeliani minacciati dai paesi arabi o
dallo stesso - futuro - stato di Palestina io
sarò a Gerusalemme ad interpormi per
difendere gli israeliani, io e non solo io.
Solo chi è in malafede può credere
il contrario.
Pasquale, 24
Perché sei qui?
Per la Palestina, perché sono incazzato,
perché il PDS
, perché c'è
la guerra, perché ci hanno chiuso lo
spazio, dai lo sai perché sto qui. E
sto qui anche per gli israeliani ammazzati,
per forza.
Cosa possiamo fare noi cittadini? Se siamo
qui significa che vogliamo manifestare un pensiero
ma anche partecipare attivamente.
Guarda, noi gestiamo uno spazio e facciamo attività
culturale, lui scrive poesie, lui suona e tutti
noi parliamo anche di guerra. questo possiamo
fare.
Sono andata al quartiere ebraico: lì
la situazione è molto tranquilla, anche
se loro dicono che c'è un problema di
informazione.
Senti, loro si sono comprati le terre dei palestinesi
con due lire
c'è un grosso problema
relativo all'antisemitismo ed è un problema
non risolto, ormai. Ma adesso c'è da
risolvere il problema palestinese. Dire a noi
che siamo contro Sharon e la sua politica che
siamo antisemiti è una bestemmia, così
come hanno fatto alcuni ebrei italiani offendendo
anche Luisa Morgantini.
Si avvicina un amico, che ascolta l'intervista.
Se c'è un fascista è Sharon.
Condividete lo striscione?
Sì.
Ti ricordi altri uomini responsabili di genocidio?
in questo momento non mi ricordo.
Simona, 23
Perché manifesti oggi?
Per questa situazione, per la feroce occupazione
militare di Israele in Palestina. La situazione
è sempre più terribile e mi sembra
assurdo che ce ne accorgiamo noi e non quelli
che stanno a capo di governi, dei servizi. Mi
sembra che si debba arrivare ad una situazione
di parità. Non capisco: le risoluzioni
dell'Onu sono carta straccia, nessuno le fa
applicare eppure il potere ce l'hanno.
La situazione, paradossalmente, mi sembra
migliore rispetto a qualche mese fa. Mi riferisco
al voto degli Usa in favore del ritiro israeliano
dai territori occupati e a quello storico della
Lega Araba che accetta per la prima volta lo
stato di Israele.
Ma non è accetta né la risoluzione
Onu né il voto storico della Lega Araba;
subito dopo quell'incontro Israele ha rioccupato
i Territori, massiciamente
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