Interviste a Piazza del Popolo a conclusione della manifestazione
Ascolto e racconto delle voci incontrate: Piazza del Popolo
di Maria Mazzei


6 aprile 2002

Arrivo a Piazza del Popolo forse con un po' di ritardo, perchè l'atmosfera è decisamente rilassata, se così si può dire di queste facce. Vado incontro ad un gruppetto di persone per intervistarle e molti mi respingono. "Non ce la facciamo, siamo troppo incazzati, angosciati per questa pace che si allontana sempre più. ... non sappiamo che fare."
Poi qualcuno cede. Quelle che seguono sono le trascrizioni delle poche interviste registrate. Mai, in queste settimane fatte di tante manifestazioni, vivaci pure quando dentro c'era l'orrore per l'assassinio di Biagi perchè in ogni caso si doveva reagire, mai ho avuto davanti una piazza così spenta, così scoraggiata.



Francesco, 27 anni.

Perché sei qui?
Per quello che sta succedendo in Palestina, per manifestare solidarietà alla società civile palestinese. Ma anche per quegli israeliani che sono più neutrali, che vedono le cose in maniera più obiettiva e protestano contro l'occupazione.

Come vedi la situazione adesso?
Drammatica, soprattutto per il pericolo che ne può derivare dal mondo arabo. Il conflitto potrebbe estendersi ancora di più.

Hai fiducia nel ruolo dell'Onu, della comunità internazionale?
No, assolutamente.

Allora che cosa bisogna fare?
Bisognerebbe andare lì, coinvolgere più gente possibile per far diventare ancora più urgente la questione.

Lì, ma dove?
Nei Territori occupati, Betlemme, Gerusalemme.

Non in Israele?
Certo, anche lì; se ci fosse bisogno di sangue, di cibo, medicine e acqua certamente anche in Israele, ma siccome non ce n'è bisogno…

Quindi andare lì per te significa portare un aiuto concreto, non avere un ruolo "politico", facendo cioè interposizione tra civili e militari?
Uno fa tutto quello che è in suo potere.

Comunque ti sembra più urgente un intervento in Palestina piuttosto che in Israele?
Sì.

Non credi che si dovrebbe manifestare solidarietà, come dicevi tu prima, ai pochi israeliani neutrali, sostenerli, incoraggiarli.

Certo, purchè siano contro l'occupazione. Qui alla nostra manifestazione c'era uno striscione di ebrei contro l'occupazione.

Lo striscione dietro di noi (sotto la terrazza del Pincio un grande striscione arancione, ndr) recita: "Sharon genocida". Lo condividi?
In pieno.

Ti ricordi di altri personaggi che si sono macchiati come tu dici di Sharon di questa colpa gravissima?

Basta pensare a quello che è successo agli ebrei cinquat'anni fa, o ai Balcani con Milosevic, o al Ruanda, all'Angola. Purtroppo sono molti.

Ti chiedo se sei ottimista per il futuro e che cosa possiamo fare noi concretamente da qui.
Non sono ottimista, però penso che potremmo fare maggiore pressione perché l'attenzione su questi temi non scompaia.


Pasqualino, 38 anni


Come mai sei qui?
Per manifestare contro le barbarie, contro la guerra degli israeliani contro la Palestina, per il dolore che provo a vedere un popolo massacrato da più di cinquant'anni.

Sei qui per esprimere solidarietà alle vittime palestinesi, alla società civile palestinese che in questo momento sta soffrendo per la guerra in corso, se ho capito bene. E gli isreaeliani dove li mettiamo, dalla parte dei carnefici, tutti?

Assolutamente no, però gli israeliani devono capire che mandare l'esercito contro i civili per arrestare i famosi kamikaze non ha senso, non si può continuare a sparare colpo su colpo. Il disocorso è lungo; io penso che ci sia una responsabilità storica di Israele che dopo la Shoah ha avuto dagli Usa e dall'Europa la possibilità di avere questa terra a discapito della popolazione che già viveva su quella terra. Per cinquant'anni non sono riusciti a trovare una soluzione politica e quindi adesso io penso che chi ha subìito quello che ha subìito e adesso è diventato grande rivuole quelle stesse cose che gli sono state tolte. Ovviamente questo lo dico in senso provocatorio. Quello che voglio dire è che abbiamo l'ulteriore dimostrazione che siamo tutti uguali, l'essere umano è sempre lo stesso: riuscire ad intervenire in favore dell'altro è sempre la cosa più difficile. La guerra, la violenza, la disperazione, il fascismo, il terrorismo, il nazionalismo sono le cose più facile da utilizzare per risolvere i problemi. Siamo in una situazione di guerra perpetua negli ultimi dieci anni. Io sono comunista; e penso che la soluzione sia una società comunista, socialista contro la barbarie. Credo che siamo in un momento in cui o si ha il coraggio di riportare un nuovo umanesimo e di capire che la guerra, il capitalismo eccetera sono cose poco importanti o credo che per mia figlia ci sia poco futuro.

Cosa possiamo fare adesso e concretamente per fermare la guerra e realizzare la pace, lasciando da parte adesso la realizzazione di una società socialista?
Vediamo quello che è successo in questi giorni in Palestina, dove la società civile (disobbedienti, sindacalisti, no-global, comunisti, anti-imperialisti, credo anche cattolici) si è interposta tra i civili e i militari. Questa credo che sia una risposta importante. E' un risultato storico. Ma adesso ci vuole il coraggio dell'utopia. Io ho bisogno di cominciare a ragionare su un altro mondo possibile. Per esempio quello che ha fatto il movimento no-global da Seattle in poi o a quello che ha fatto Peppino Impastato.

Noi abbiamo proposto agli organizzatori della Marcia della Pace (ed. staordinaria il 12 Maggio prossimo, ndr) di invitare i partecipanti a filare sotto la bandiera universale della pace, senza quelle dei singoli partiti, e di aprire il corteo con le due bandiere di Israele e Palestina legate, cucita insieme, comunque presenti entrambe.

Si questo va bene.

Oggi c'erano bandiere israeliane a questa manifestazione?
No, oggi no. Io personalmente non mi sento di portare la bandiera israeliana, come invece mi sento di portare quella palestinese. Se uno accanto a me porta la bandiera israeliana io sono felice. Se questo significa che una parte della popolazione israeliana rifiuta la guerra va benissimo. Oggi succede che i cosiddetti intellettuali, i Ferrara, i Lerner gli editorialisti del Corriere ci definiscono "pacifisti a senso unico". Dall'altra parte gli ebrei di Roma - una parte di loro, ovviamente - hanno accusato nei giorni scorsi Luisa Morgantini di essere un prostituta. Questa è la violenza che è diffusa: a tutta questa gente non gliene frega niente di nessuno. E se la prendono con chi cerca di percorrere altre strade, quelle della non violenza. Io faccio parte di un gruppo di comunisti che già prima della prima guerra mondiale votò per la pace. Non sono un pacifista integrale, perché credo che ci sia una violenza che è giusto usare, quella contro il fascismo e il nazifascismo. Se questo significa essere estremisti….

Condivi lo striscione, "Sharon genocida"?

No, non lo condivido. Per fortuna i numeri non sono affatto quelli di un genocidio. I fatti sono che Israele ha una responsabilità nell'occupazione della Palestina e a questo bisogna porre termine. Se un domani saranno gli israeliani minacciati dai paesi arabi o dallo stesso - futuro - stato di Palestina io sarò a Gerusalemme ad interpormi per difendere gli israeliani, io e non solo io. Solo chi è in malafede può credere il contrario.

Pasquale, 24

Perché sei qui?
Per la Palestina, perché sono incazzato, perché il PDS …, perché c'è la guerra, perché ci hanno chiuso lo spazio, dai lo sai perché sto qui. E sto qui anche per gli israeliani ammazzati, per forza.

Cosa possiamo fare noi cittadini? Se siamo qui significa che vogliamo manifestare un pensiero ma anche partecipare attivamente.
Guarda, noi gestiamo uno spazio e facciamo attività culturale, lui scrive poesie, lui suona e tutti noi parliamo anche di guerra. questo possiamo fare.

Sono andata al quartiere ebraico: lì la situazione è molto tranquilla, anche se loro dicono che c'è un problema di informazione.
Senti, loro si sono comprati le terre dei palestinesi con due lire… c'è un grosso problema relativo all'antisemitismo ed è un problema non risolto, ormai. Ma adesso c'è da risolvere il problema palestinese. Dire a noi che siamo contro Sharon e la sua politica che siamo antisemiti è una bestemmia, così come hanno fatto alcuni ebrei italiani offendendo anche Luisa Morgantini.

Si avvicina un amico, che ascolta l'intervista.

Se c'è un fascista è Sharon.

Condividete lo striscione?
Sì.

Ti ricordi altri uomini responsabili di genocidio?
… in questo momento non mi ricordo.

Simona, 23

Perché manifesti oggi?
Per questa situazione, per la feroce occupazione militare di Israele in Palestina. La situazione è sempre più terribile e mi sembra assurdo che ce ne accorgiamo noi e non quelli che stanno a capo di governi, dei servizi. Mi sembra che si debba arrivare ad una situazione di parità. Non capisco: le risoluzioni dell'Onu sono carta straccia, nessuno le fa applicare eppure il potere ce l'hanno.

La situazione, paradossalmente, mi sembra migliore rispetto a qualche mese fa. Mi riferisco al voto degli Usa in favore del ritiro israeliano dai territori occupati e a quello storico della Lega Araba che accetta per la prima volta lo stato di Israele.
Ma non è accetta né la risoluzione Onu né il voto storico della Lega Araba; subito dopo quell'incontro Israele ha rioccupato i Territori, massiciamente

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