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18
e dintorni - marzo 2002 |
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a cura di Maria Mazzei e
Enrico Natoli
foto di Enrico Natoli
Voci da un corteo pacato, rispettoso per la morte di Marco
Biagi assassinato pochi giorni prima.
Peccato, davvero peccato che i politici e la stampa non
abbiano perso l'occasione per azzuffarsi anche su questo
evento: altro che abbassare i toni. Che prendano esempio,
se possono, da una giornata in cui la cittadinanza - a
prescindere dal colore politico, aggiungiamo noi - ha
dato prova di civiltà.
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| Una coppia della
CGIL Campania |
Per cosa siete qui oggi?
Lui: Per dimostrare il nostro disappunto
al govenro Berlusconi. Logicamente, qui c'è
in ballo l'art. 18, la violenza che naturalmente
non deve esistere per qualunque colore politico
e un poco anche la salvaguardia e l'unità
della sinistra.
Lei: per risvegliare un poco la coscienza
collettiva.
Nel nostro sito cerchiamo di parlare delle
mafie. Un mese fa è stato ucciso un sindacalista
in Campania. Ci chiediamo come sia possibile che
le parti politiche si scannano sull'articolo 18
e nessuno, a parte un'associazione come Libera
di Don Ciotti, cita quest'omicidio.
Lui: Questo succede, penso, perchè
nella camorra ci stanno in tanti. Persone che
contano, come nella mafia. Oggi qui a Roma invece
c'è il popolo che si muove contro un'oppressione,
una tentata oppressione, perchè per adesso
siamo ancora in tempo per recuperare. Purtroppo
anche in queste cose ci sono le vittime, quelle
che pagano. Spesso sono persone comuni, non come
Biagi, sono anonimi. Però hanno lo stesso
valore e la stessa forza, perchè ognuno
nel suo piccolo può portare avanti tante
piccole cose. Ma spesso queste persone non vengono
minimante considerate.
Cosa possiamo fare noi cittadini, nella vita
di tutti i giorni, oltre a manifestare?
Lui: Prima di tutto, quando si andrà
a votare, votare in un modo diverso. Poi essere
più altruisti, più comunisti. Ma
non comunista nel senso in cui si usa oggi: comunisti
nel senso di formare una comunità, essere
un po' uno per l'altro, non solo vedere il Dio
denaro, le imprese, senza pensare che dietro queste
cose ci sono sempre e comunque esseri umani.
Lei: La nostra opposizione si deve svegliare
un poco...
Cosa direste a un elettore di destra per spiegare
la vostra partecipazione a questo corteo oggi?
Lui: Che noi stiamo civilmente venendo
a dimostrare le nostre idee e che come sempre,
in un paese civile, le idee si devono rispettare.
Nè più e nè meno. Perchè
colui che ha votato destra non è un nemico
mio, o una persona che odio. E' una persona che
ha idee diverse dalle mie: che io rispetto e da
cui voglio che siano rispettate le mie idee.
Ma chi la sveglia quest'opposizione?
Lei: Noi!
E quali sono i vostri referenti politici?
Lei: In questo momento forse Fassino...
se non si rimette insieme a Rutelli, perchè
no?
Lui: Mah, Fassino... (non è molto
convinto, ndr)
Su Diario.it era riportato un intervento di
D'Alema sull'omicidio di Biagi, in cui viene detto
che quest'episodio è il risultato dei girotondi,
della gente che grida al regime e che offre un
buon pretesto ai terroristi per uccidere e alla
destra per strumentalizzare le proteste. Che ne
pensate?
Lei: Io non credo che D'Alema possa aver
detto queste cose, dunque non posso commentare.
Se leggo la notizia, ti farò sapere nel
tuo sito!
Lui: Spero che sia una cattiva interpretazione,
perchè sennò D'Alema si metterebbe
sullo stesso piano di Vespa e D'Amato che in televisione
hanno detto delle cazzate enormi, cose veramente
assurde.
Siete ottimisti per il futuro?
Lui: Certo, sempre! Guai a non esserlo!
Lei: Sì, abbiamo due figli e il
nostro ottimismo sta in loro.
Due ragazzi e
una ragazza di Caltagirone.
Prende la parola uno dei due ragazzi. |
Il significato di questa manifestazione è
una mobilitazione straordinaria, capillare in
tutto il paese. A quanto pare più di due
milioni di Italiani che vogliono difendere il
valore della democrazia, che credono nei valori
democratici di questo paese e quindi vengono qui
anche dal profondo sud, in pullman, per manifestare
contro il terrorismo, ma anche contro il governo.
Il peggiore dei governi che questo paese abbia
mai avuto.
Lei: Io provo solo molta felicità
per quello che vedo oggi.
Si può dire che i terroristi abbiano
ucciso Marco Biagi "uno di noi", come
si diceva per l'uccisione di Carlo Giuliani a
Genova, per uno spirito di difesa dei princìpi
democratici?
Lui: Non lo so, hanno ucciso un uomo. L'uccisione
di un uomo è un atto violento che va sempre
e comunque condannato. Hanno ucciso un uomo che
si occupava di un argomento spinoso e scottante
che negli ultimi mesi è sulla bocca di
molti Italiani, e quindi noi abbiamo il dovere
di condannare l'uccisione di Biagi come di qualunque
altro uomo appartenente anche a uno schieramento
diverso dal nostro perchè noi siamo un
popolo civile e democratico e condanniamo la violenza
verso chiunque.
Ma è possibile che intorno all'articolo
18 ci sia questa battaglia politica così
aspra? Non è che le forze politiche fanno
di questo articolo un pretesto?
Lui: No, secondo me l'articolo 18 non è
un pretesto. Lo statuto dei lavoratori e l'articolo
18 sono una conquista dei lavoratori, dei sindacati,
della sinistra Italiana. E' giusto che l'articolo
18 venga difeso con forza, perchè è
un simbolo. Se si mettesse mano anche all'articolo
18 io credo che i provvedimenti successivi sarebbero
di gran lunga più nefasti di quelli che
il governo Berlusconi ha sin qui realizzato.
Un mese fa è stato ucciso un sindacalista
campano, non ne ha parlato nessuno se non Don
Ciotti di Libera e i giornali locali. Perchè
questo silenzio, questa disparità di trattamento
messa in atto dai quotidiani nazionali su notizie
di questo genere?
Lui: Credo che questa domanda andrebbe
fatta al sistema dell'informazione Italiana, che
è un sistema distorto, condizionato e spesso
usato strumentalmente. Però io credo che
la morte di questo sindacalista campano si inquadri
purtroppo in una storia del sindacato che ha visto
molti morti. Noi siamo siciliani e abbiamo conosciuto
molti sindacalisti siciliani che sono morti in
nome della libertà perchè lottavano
contro la mafia e contro i padroni.
La scorsa settimana Cuntrastamu ha organizzato
un sit-in a Roma, in ricordo di tutte le vittime
di tutte le mafie. Pensate che queste iniziative
possano servire a qualcosa?
Lui: Secondo me ha senso qualunque iniziativa
che tenga viva la coscienza degli italiani, anche
di una sparuta minoranza.
Come cittadini cosa si può fare contro
mafie e usura?
Lui: Non ho i titoli per offrire ricette.
Credo che il problema delle mafie vada innanzituttoi
affrontato su un piano culturale, quindi attraverso
la riacquisizione, a partire dal mondo scolastico,
di una idea nuova di società e di una visione
nuova della società che vorremmo ci fosse.
Siete ottimisti per il futuro?
Decisamente sì, rispondono tutti e tre...
| Un uomo che viene
dalla provincia di Bergamo. |
Che significato ha per te essere qui oggi?
Prima di tutto, mi sembra che questa sia una battaglia
di civiltà contro l'inciviltà di
questo governo. A cominciare dai rappresentanti
del Nord: Bossi che chiama "orde" gli
immigrati che tentao di trovare rifugio sulle
coste Italiane, o l'inciviltà di Berlusconi
che accusa Cofferati e il sindacato di aver dato
spazio ai terroristi che hanno ammazzato Biagi.
In secondo luogo, provo un senso di gioia nel
vedere che ci sono un paio di milioni di persone
disposte a mobilitarsi contro questo governo.
Perchè non mi sembra che questa sia una
manifestazione solo in difesa dell'articolo 18,
ma anche contro questo governo.
In difesa dei princìpi democratici, si
può dire da questo corteo oggi che i terroristi
hanno ucciso Marco Biagi "uno di noi",
come si disse per Carlo Giuliani ucciso a Genova
lo scorso anno?
Sì, bisogna dire di sì comunque.
E' sintomatico che in Italia quando ci sono fasi
di cambiamento, di scontro sociale forte, viene
sempre un atto terroristico. E' per questa ragione
che sono convinto che quelli che hanno ammazzato
Biagi non siano comunque un gruppo di esaltati
che si muove per conto loro. Secondo me c'è
ancora un "Grande Vecchio", o qualcosa
del genere, che comqunue li muove. Allora in questo
senso Biagi è uno di noi, nel senso che
ammazzando biagi hanno dato un colpo al nostro
movimento. perchè si è visto da
subito il tipo di reazione che ha avuto il governo.
Ma l'articolo 18 è veramente oggetto
di dispute serie oppure è un pretesto per
"darsi legnate" tra governo e opposizione?
Come dicevo prima, contro questa riforma dell'articolo
18 era necessario che in particolare i lavoratori
si mobilitassero, però certamente questa
è stata l'occasione per mobilitare tanta
gente contro il governo. Molti sono qui per protestare
contro la politica di Berlusconi in generale.
Ieri sul sito di Diario è uscita una
dichiarazione di D'Alema che affermava che l'omicidio
di biagi è il prodotto di chi grida al
regime e organizza i girotondi. Che ne pensi?
Non ci credo. Verificherò sul sito, mi
sembra impossibile che D'Alema possa aver detto
una cosa simile.
Oggi lei cosa direbbe a un elettore di destra?
In pratica io vengo da una zona dove il 70% degli
elettori ha votato Berlusconi, quindi tutti i
giorni mi scontro con queste persone. Comunque
almeno su da noi c'era una voglia di cambiamento
che la sinistra nei cinque anni di governo non
è riuscita a soddisfare. Non so neanche
che tipo di cambiamento chiedessero quelli che
hanno votato per la destra dalle mie parti. In
questo momento a loro dico di aprire gli occhi,
che le cose peggiori che noi gli avevamo prospettato
si stanno avverando puntualmente. Spero che cambino
idea.
Sei ottimista per il futuro?
Quando vedo due milioni di persone come oggi sono
ottimista. Un anno fa c'era proprio un periodo
di depressione, invece. Sono ottimista nonostante
gli eventi come l'omicidio di Biagi.
| Una coppia di
mezz'età di Roma. |
Lei: Siamo qui per la difesa di certi diritti.
Ed anche per dimostrare unità rispetto
al tragico omicidio di Biagi.
Sì possono anche rivedere le cose, modificare
leggi ma per migliorare.
Lo scontro sull'articolo 18 è strumentale?
Lui: No, non credo. L'atteggiamento del
Presidente del Consiglio è provocatorio,
questa è la verità.
Lei: Io mi chiedo: ma se non è importante
quest'articolo 18, perchè tanto accanimento?
Io credo che poi l'articolo 18 sia molto importante.
Stamattina hanno parlato persone licenziate senza
giusta causa a cui il tribunale ha riconosciuto
che fossero reintegrate nel posto di lavoro, quindi...
se poi ci sono problemi tra datori di lavoro e
dipendenti, ci possono essere altre soluzioni.
Ma devono essere concordate, non è che
si può lasciare senza lavoro, senza sostentamento
un lavoratore.
La definizione della "giusta causa"
è una conquista dei lavoratori. Certo,
il lavoratore deve garantire serietà, produttività,
affidabilità. Alla fine è sempre
il datore di lavoro che ha il ruolo più
forte, non vi pare?
Un lavoratore vuole solo portare a casa il necessario
per vivere, se non per sopravvivere.
Lui: Io dico che il lavoro è un
binomio: se va bene all'imprenditore, va bene
anche al lavoratore. Ora, se questo è vero,
perchè non sentirsi associati? Perchè
non accordarsi bene tra datore di lavoro e lavoratore?
Ci dev'essere uno scambio reciproco.
Lei: In questo senso non capisco i disaccordi
tra i sindacati, che dovrebbero essere uniti.
| Un ragazzo e
una ragazza sui vent'anni. |
Che ne pensate della manifestazione di oggi?
Lei: sicuramente è stata importante
anche perchè mobilitare tre milioni di
Italiani non credo sia uno scherzo. Non so quale
effetto possa avere politicamente.
Lui: Concordo, perchè il problema
delle manifestazioni è sempre quello: il
risvolto che hanno sul futuro, sulle decisioni
del governo.
E' così fondamentale, quest'articolo
18, da provocare mesi di scontri tra governo,
sindacati e opposizione?
Lei: Decisamente sì, è preoccupante
la modifica che vuole fare il governo Berlusconi.
Perchè tutti i diritti che sono stati conquistati
in anni e anni di lotte vengono vanificati, stiamo
tornando indietro di secoli.
Lui: l'articolo 18 consiste nell'unica
tutela che forse ha un lavoratore, quindi modificarlo
come vuole il governo Berlusconi vuol dire togliere
ogni diritto e veramente ogni certezza dei lavoratori.
Perchè chiunque potrebbe essere licenziato,
in qualunque momento e per qualunque motivo.
Molte persone hanno paura di un regime in Italia.
Noi, col nostro sito, nel nostro piccolo, questo
regime dell'informazione non lo avvertiamo.
Lei: E' proprio questo il pericolo del
regime: che non si sente. Se torniamo indietro
nella storia neanche Giolitti si rese conto che
Mussolini stava per instaurare un regime, così
come noi adesso non ci rendiamo conto che stiamo
per entrare in un nuovo regime.
Lui: Su questo non sono d'accordo. Io ho
paura, paura in generale della possibilità
di un regime, ma non penso che adesso ci siano
i connotati per un regime. Perchè è
diverso il periodo storico, è diversa la
mentalità, sono diverse le persone. Gli
Italiani sono anche troppo fissati con quello
che è stato il fascismo, quindi difficilmente
potremo tornare a quello. Senza dubbio si può
arrivare a un governo che ci tolga delle libertà,
o comunque che ci limiti. Definirlo regime è
un po' fare del moralismo fine a se stesso. Bisogna
sempre stare attenti a non definire Berlusconi
un fascista tanto perchè è Berlusconi.
Lei: Ma il regime non è solo il
fascismo: il fascismo è stato un regime.
Io non definisco Berlusconi un fascista, ma ho
paura che il popolo Italiano non abbia memoria
storica e non si ricorda quello che è successo.
Lui: no, non è così.
Forse i cittadini delegano troppo le proprie responsabilità
ad altri. Sull'informazione, ad esempio: non ci
piace la tv? E allora spegniamola, le informazioni
ce le prendiamo in altri modi. E' possibile questo?
Lei: No, non è possibile. Prendiamo
come esempio il discorso di Berlusconi di ieri
sera: ha fatto propaganda politica prendendo a
pretesto l'omicidio di Biagi. E' stata veramente
una cosa squallida secondo me.
Lui: Questa in parte è colpa anche
della sinistra perchè il governo di centro
sinistra ha portato le persone ad adagiarsi. Ci
siamo scrollati di dosso i problemi, solo adesso
stiamo riprendendo a occuparci di cose che ci
riguardano.
Cosa direste ad un elettore di destra oggi?
Lei: Il problema è trovarlo l'elettore
di destra, perchè pare che nessuno abbia
votato Berlusconi!
Non so se proverei a convincerlo, perchè
forse si parte da ideali e princìpi troppo
diversi, forse sarebbe una polemica fine a se
stessa.
Lui: Io non saprei che dirgli perchè
secondo me è lampante il fatto degli sbagli
e degli ideali sbagliati che va a votare. Non
capisco come lui possa vedere qualcosa di buono
nel voto al centro destra. Un elettore di Berlusconi
lo vota certamente per sperare in un progresso
dell'industria, per fare del commercio in Italia
qualcosa al pari delle altre nazioni, questo non
è neanche sbagliato. Ma è il modo
di cercare questa cosa, e i precedenti che abbiamo
avuto... danno tutto a vedere ciò che accade!
Si può dire, in difesa dei princìpi
democratici, che uccidendo Biagi hanno ucciso
"uno di noi"?
Lei: Hanno ucciso un uomo, questo si può
dire. Io che sono sempre e comunque contro la
pena di morte, dico che hanno ucciso un uomo.
Come la pensasse, in che maniera si ponesse sinceramente
non mi interessa. Hanno semplicemente ucciso un
uomo.
Lui: Concordo. Hanno ucciso una persona
che stava facendo qualcosa in cui lui credeva.
Non mi sento di dire che hanno ucciso "uno
di noi", quello no.
Stasera sentiremo in televisione che queste manifestazioni
sostengono il terrorismo. Cosa potete dire per
smentire questa teoria?
Lei: Dipende da che si intende per terrorismo
perchè l'assassinio di Biagi... a chi è
servito? Mi sembrano troppe coincidenze.
Insomma, tornando indietro con la memoria... le
Brigate Rosse sono state pilotate, anche dietro
D'Antona c'è una manovra.
Da parte di chi?
Lei: da parte del potere.
Quando fu ucciso D'Antona era al governo il centro
sinistra...
Lei: sicuramente c'entra pure la sinistra,
anche se non condivido la frase detta a suo tempo
da Berlusconi ("E' stato un regolamento di
conti interno alla sinistra", ndr). Vedo
troppe coincidenze, però: c'è un
movimento di massa ed ecco un assassinio, dopo
il palavobis ci fu il motorino esploso a Roma...
mi fa pensare che ci sia qualcosa sotto.
Insomma una responsabilità della politica
è che non si riesce mai a scoprire chi
c'è dietro a questi episodi?
Lei: Non si riesce o non si vuole. Se dovessero
saltar fuori tutti gli "altarini", qua
non so quanti si salverebbero...
Lui: Il Governo saprà come sfruttare
questa situazione a proprio vantaggio.
Come risolvere il problema dei brigatisti proprio
non lo so, è un problema che va avanti
da anni e loro comunque (le BR, ndr) non hanno
mai risolto nulla con i loro modi. E noi non sapremo
mai cosa c'è dietro.
Siete ottimisti per il futuro?
Lei: Sì, nonostante tutto sì.
Continuo a credere nel genere umano.
Lui: Io sono ottimista perchè continuo
a credere nelle persone. Finchè delle idee
giuste vengono condivise da tante persone, quelle
tante persone possono fare molto.
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