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18
e dintorni - marzo 2002 |
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a cura di Maria Mazzei e
Enrico Natoli
foto di Enrico Natoli
Voci da un corteo pacato, rispettoso per la morte di Marco
Biagi assassinato pochi giorni prima.
Peccato, davvero peccato che i politici e la stampa non
abbiano perso l'occasione per azzuffarsi anche su questo
evento: altro che abbassare i toni. Che prendano esempio,
se possono, da una giornata in cui la cittadinanza - a
prescindere dal colore politico, aggiungiamo noi - ha
dato prova di civiltà.
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| Francesco, 20
anni, da Molfetta |
Perchè sei qui oggi?
Per manifestare per l'estensione dell'articolo
18 a tutti i lavoratori, per una democrazia reale,
contro il terrorismo. Perchè il terrorismo
fa male a tutti, sia alla destra che alla sinistra.
Non sono parole fatte, queste. Il terrorismo è
come la mafia, per cui: chi cerca di colpevolizzare
l'una o l'altra parte alla fine fa il loro gioco.
E questo è sbagliato secondo me.
Le regole del mercato del lavoro andranno comunque
cambiate?
I cambiamenti devono essere fatti comunque nella
garanzia dei diritti dei lavoratori perchè
comunque ci sono un sacco di lavoratori che non
hanno diritti. Giù da noi c'è il
"caporalato", c'è il lavoro nero.
Nessuno ne parla: a causa del "caporalato",
due o tre anni fa sono morte due donne. Nessuno
ne parla, ma giù da noi è un fenomeno
abbastanza forte.
Perchè nessuno ne parla? "Caporalato"
sembra una parola di cinquant'anni fa...
Forse perchè non fa portar voti e questo
mi fa molta paura e ribrezzo, sinceramente. Io
faccio parte del Social Forum della mia città,
Molfetta. Abbiamo fatto proprio un'iniziativa
sul "caporalato", abbiamo cercato di
rafforzare i braccianti, le persone che lavorano,
per farle entrare nel mercato del lavoro legale.
Abbiamo cercato di parlare con gli immigrati,
sui manifesti che abbiamo fatto c'era un comunicato
in tre lingue: oltre all'italiano, l'arabo e l'albanese.
Però è molto difficile.
Perchè porti la bandiera della pace oggi?
Perchè in questo momento le guerre sono
nascoste. Non c'è solo l'Afghanistan, c'è
l'Angola che è sconvolta dalla guerra civile,
ci sono tanti stati africani, in america latina.
La guerra è legata comunque a un'economia
liberista, per cui secondo me bisogna ribadire
il concetto di pace.
| Massimo, segretario
del Sindacato nazionale degli Attori |
Sono qui per manifestare. Era nata questa occasione
come una grande festa per i diritti, ovviamente
è cambiato tono dopo la tragica uccisione
di Marco Biagi. Continueremo comunque nella nostra
iniziativa per la tutela dei lavoratori.
Voi dello spettacolo siete gli "atipici"
di più vecchia data. Come vi vanno le cose?
Le riforme vi toccano?
Relativamente all'articolo 18 non più di
tanto, perchè i lavoratori dello spettacolo
normalmente non hanno un rapporto di lavoro a
tempo indeterminato. Il loro lavoro nasce e muore
laddove nasce e muore una produzione di spettacolo.
Però noi sappiamo che laddove si toccano
dei diritti generali sul lavoro, poi ci sono generalmente
delle ricadute anche sulle condizioni di questi
lavoratori.
Abbiamo problemi di previdenza, abbiamo problemi
di protezione sociale, abbiamo problemi di accesso
al lavoro, di professionalità, di formazione...
quindi c'è un problema complessivo di riforma
di questo settore. Purtroppo il primo atto di
questo governo è stato un taglio sul finanziamento
pubblico sul fondo unico dello spettacolo, che
negli anni precedenti era sempre stato in aumento.
Con la finanziaria di quest'anno sono stati tagliati
quaranta miliardi che peseranno prima o poi sui
più deboli.
Pessimista o ottimista per il futuro?
Sempre ottimista.
| Marco, da Bolzano,
50 anni |
Sono qui contro le riforme dell'articolo 18, contro
le deleghe connesse all'articolo 18.
Non le sembra di essere qui contro suo figlio,
come ha spiegato il Presidente del Consiglio?
Assolutamente no, voglio che mio figlio abbia
le stesse tutele che ho avuto io, che mi sono
conquistato io.
Possibile che tutti i presenti non capiscano
che dietro alla manovra del governo ci sia l'intenzione
di aumentare i posti di lavoro? Perchè
non si capisce questo?
Secondo me non è questa la maniera di aumentare
i posti di lavoro. Nell'Occidente il lavoro si
aumenta accrescendo la qualità, non distruggendo
le tutele. Al contrario, così si mette
a rischio una pace sociale che in questi anni,
bene o male, ha funzionato. E anche la concertazione
di questi anni, anche del governo precedente,
nonostante tutto, si sono fatte cose che diversamente
non sarebbero riusciti a fare.
Il dialogo è una cosa, fare quello che
si vuole è un'altra...
L'assassinio di un uomo non è una forma
di dialogo. Non c'è qualcuno che deve capire
qualcosa.
Eh, ma da tutte e due le parti è così
però. Se da una parte c'è qualcuno
che vuole solo affermare la propria volontà,
quello non è un dialogo. Se si dice: "Non
tocchiamo le deleghe", allora non c'è
dialogo. non c'è nessun tipo di apertura
da parte di questo governo.
E' ottimista per il futuro?
Moderatamente. Tutte queste persone hanno fatto
dei sacrifici per venire qua oggi. Vuol dire che
c'è qualcosa che si muove. Io ci credo,
in questo senso sono ottimista.
Come mai con la bandiera di Emergency?
Perchè lavoro nel campo sanitario, condivido
le battaglie di Emergency e il loro impegno a
livello mondiale.
Non avete paura di una sorta di strumentalizzazione,
del tipo "Emergency si è schierata
politicamente accanto a Cofferati che ormai è
un politico"?
Io penso che i fatti parlano da soli. Chi conosce
l'attività di Emergency sa che non è
possibile una strumentalizzazione a livello nazionale.
L'impegno è a livello mondiale ed è
sotto gli occhi di tutti.
Perchè vi riesce difficile credere che
le manovre del governo tendano ad accrescere la
qualità del lavoro?
Perchè bisognerebbe vederlo nei fatti.
Perdere delle acquisizioni conquistate con tanta
fatica... prima di rinunciarci, uno vorrebbe una
sicurezza, no?
Ottimista per il futuro?
Sì.
| Un uomo da Milano,
55 anni, col figlio |
Non ne possiamo più delle leggi che vengono
fatte, in particolare sull'immigrazione, sul lavoro,
sulla sanità e sulla scuola. Sono leggi
ingiuste, contro l'umanità. C'è
anche mio figlio qua, che fa tutte le sue lotte
per la scuola.
Il figlio: Si sta distruggendo tutto il lavoro
che si è fatto per costruire una democrazia
vera.
Cos'è per te una "democrazia vera"?
Democrazia significa pari diritti per tutti, in
modo che tutti possano esprimere la propria opinione
e possano avere pari opportunità. Qualcosa
che con questo governo non ci sarà mai
purtroppo.
Insomma, non vi ha convinto Berlusconi quando
ha detto che questa manifestazione sarebbe stata
dei padri contro i figli?
(ride apertamente, ndr) Una falsità immensa,
come al solito.
Il padre: Pensavamo nel nostro gruppo a San Giuliano
di creare delle piccole strutture per togliere
il potere a questo signore. Ad esempio togliergli
i soldi spostandoli dalle banche in cui lui ha
interessi alla Banca Etica, così come stiamo
facendo. E poi spegnendo la televisione. Noi è
circa un anno che non guardiamo più la
televisione, seguiamo Radio popolare. Te la consiglio.
Questo è il nostro sistema di informazioni,
è un modo per togliere il potere. Perchè
la piazza non è fatta per buttare giù
un governo, è un modo che serve a noi di
organizzarci e per dare forza a chi ci dovrebbe
rappresentare.
Come hai vissuto l'assassinio di Marco Biagi?
il figlio: se, come dicono, è stato fatto
dalle BR, beh, non c'entrano niente con la sinistra
che io rappresento. E' un fastidio, anche questo
è un attentato alla democrazia perchè
non dipende dalla fazione politica cui si appartiene.
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