Che paese è quello dove
si ammazza per far sentire la propria voce? Che
paese è quello dove la violenza riesce
a farla da padrone e no non sembra essere mai
vinta. Quando potremo mai liberarci di queste
cose?
Ci risiamo, e ora anche chi ha la mia età,
ha già due morti per mano di chi non riesce
ad avere ragione con il dialogo, in un paese che
si dice civile. La primavera non porta solo fiori
ma anche proiettili, sempre gli stessi sempre
allo stesso modo. Quello di ieri sera sembra essere
una "gentile" richiesta per zittire
i milioni di persone che sabato dovevano partecipare
ad una festa ed invece saranno i testimoni di
un funerale.
Quello di un uomo libero, di idee diverse dalle
nostre, e per questo dobbiamo essere ancora più
arrabbiati. Ci hanno privato del confronto, del
dialogo ci hanno privato delle regole elementari
di un paese in democrazia. Il terrorismo sempre
e da qualunque parte ci riconsegna un paese immaturo
in molte sue forme, con una classe politica inferiore
nonostante il crescere degli anni della nostra
repubblica. E ci riporta indietro per troppe analogie
ad anni che nessun italiano vuole rivivere, più
di tutti, gli italiani di sinistra e chi ha vissuto
quegli anni sa di cosa parlo.
Sono sconvolto per quello che ieri sera la tv
il mio pc mi hanno consegnato. Sono sconvolto
e avvilito perché mi rendo conto che il
desolato panorama italiano ha un futuro malato,
e un presente bugiardo e sono avvilito perché
trovo che ci siano solo pochi uomini e poche forze
politiche capaci di contrastare un eventuale ritorno
ad una stagione di violenza. I Ds non sono il
Pci per uomini e controllo del territorio, e nemmeno
il sindacato qualunque cosa si dica ha quella
forza e quel respiro per contrastare chi corre
al buio, chi sguazza nei contrasti sociali e nelle
avvilenti storie che il lavoro ci consegna.
Se davvero ci fosse una nuova stagione di violenza,
di urlo a colpi di pistola si troverebbe di fronte
una debole democrazia, con uomini inferiori a
quelli che allora seppero contrastare quelle violenze.
La prova di quello che dico è da cercare
nell'immaturo comportamento dei politici del centrodestra,
che hanno colto l'occasione, non risparmiando
niente al dolore, per accusare le civili proteste
del popolo di sinistra. Subito si sono usate quelle
manifestazioni per incriminare e zittire la nostra
la mia parte politica.
Ma a chi giova? L'omicidio è arrivato con
una straordinaria puntualità e con troppe
coincidenze che la dicono lunga e che ci fanno
pensare ad altro dalle brigate rosse. E devo dire
che anche le dichiarazioni di Casarini e Agnoletto
non risultano felici ma bensì sono speculari
a quelle di Gasparri. Davvero se c'è una
nuova ondata di violenza, questa gente pensa che
con le bugie e gli slogan da elezioni se ne esce?
Berlusconi e la sua disparata ciurma mi fanno
paura, ma il terrorismo annulla le differenze
e confonde i colori e gli animi, favorendo il
potere.
Dopo la stagione terrorista lo stato fu legittimato
a chiudersi negando molte verità e molti
episodi alla democrazia. Se ci lasciamo prendere
la mano, se ci lasciamo ingannare rischiamo di
rispondere in modo sbagliato. Prima di parlare
c'è bisogno di conoscere, se parliamo a
vuoto rischiamo di non sapere mai o di alzare
la voce e coprire quella della verità.
Sabato a Roma si manifesterà per i diritti
dei lavoratori doppiamente attentati. Prima dal
terrorismo e poi dal liberismo. Compagni qua siamo
diceva Fortebraccio. Io dico che è il momento
di urlarlo.
MARCO CIRIELLO
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