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Amato incontra Sodano

Il Ministro dell'Interno a casa dell’ex prefetto: «Chiarezza sul suo trasferimento»

Pubblicato il 31 maggio 2007

la sicilia, 29 aprile 2007


Le indagini su «mafia e appalti» hanno messo in luce come i mafiosi «tifavano» per il suo trasferimento, cosa che poi è accaduta nel luglio del 2003, e Fulvio Sodano, parlando al solito a gesti, come è costretto fare a causa di una grave malattia, esprimendo contentezza per il lavoro di magistrati e squadra Mobile a Trapani, non ha mai celato amarezza perchè dal ministero dell’Interno, la sua amministrazione, nessuno si era mai fatto sentire, da quando erano cominciate a uscire fuori tutta una serie di vicende che raccontavano di come l’«antistato» si era fatto con lui minacciosamente avanti negli anni in cui era prefetto a Trapani, e si batteva, per esempio, perchè i mafiosi la finissero di mantenere il possesso dei beni confiscati. Un paio di imprenditori gli si presentarono pure dinanzi, con fare da gentiluomini, proponendogli di agevolare la vendita della Calcestruzzi Ericina, l’azienda confiscata al boss Vincenzo Virga: lui rifiutò e divenne ancora di più «tinto» agli occhi dei boss assoldati al reggente Ciccio Pace. Uno di questi imprenditori era Vincenzo Mannina, arrestato qualche settimana addietro.
Ieri il ministro dell’Interno Giuliano Amato è andato a trovare l’ex prefetto di Trapani nella sua casa a Palermo, e con lui c’erano il vice ministro Minniti, il sottosegretario Pajno. Sodano ha parlato al ministro con una lettera che ha scritto al computer che fa funzionare con il movimento degli occhi. «Un giorno di festa che mi ha restituito credibilità e onorabilità». Al ministro Amato, Sodano ha chiesto due cose. La prima, che si faccia chiarezza sulle vere ragioni del suo trasferimento da Trapani: «Signor ministro – ha scritto – non lasci che sia solo compito della magistratura ad accertare le ragioni perchè i tempi della giustizia non sono forse compatibili con la mia malattia, lei può guardare nei fascicoli del ministero». E poi: «Se ritiene posso rendermi utile alla mia amministrazione, occupandomi di scioglimento dei Comuni e beni confiscati, mi basterebbe poco, un’autista e un funzionario di supporto». La richiesta è quella di continuare a «servire lo Stato», e Amato era lì proprio per chiedergli questo: il decreto di nomina a suo consigliere è pronto, «ma non potevo firmarlo se non sapevo prima della sua disponibilità».
Il prossimo 17 maggio Sodano intanto deve comparire dinanzi al giudice civile di Roma, citato, per danni, dall’ex sottosegretario all’Interno Antonio D’Alì, a proposito del reportage di «Anno Zero», dove Sodano lo ha indicato come responsabile del trasferimento: l’ex prefetto si è costituito in giudizio, ed ha chiesto lui il risarcimento dei danni, la malattia si aggravò per quel trasferimento.
R. G.

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