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Gli eventi di Aprile

 

Pubblicato il 31 marzo 2008

di Maria Mazzei


1. Tu6 va a scuola
Incontro degli studenti elementari di Roma con “Tu6”,un libro di pizzini di mafia raccontato ai bambini. Oltre 200 piccoli lettori di Tu6 hanno intervistato gli autori, gli operatori dell’associazione e Piero Grasso.
Nato dalle illustrazioni di Lorenzo Terranera e dalle parole di Giovanni Floris (con la prefazione di Grasso), Tu6 racconta la storia di un pizzino che percorre accidentalmente un percorso diverso dal previsto. Finisce nelle mani di un bambino che lo libera nell’aria trasformato in aeroplanino.



«Pensate al “cucchiaio” di Totti – dice Floris agli alunni dell’istituto romano Virgilio incontrati il 18 febbraio scorso -. Ha fatto uno scherzo, in un momento decisivo, nella partita decisiva del campionato europeo. Ecco – rivela Floris – Totti ha reso leggera una cosa pesante e ne ha fatto uno scherzo. Come il nostro protagonista bambino che - “maleducato” rispetto ai codici omertosi – sceglie per il pizzino un futuro leggero e libero e lo fa volare».
Anche i bambini sono perciò protagonisti nella difesa della libertà e della democrazia e partecipano al desiderio di vedere sconfitti i mafiosi. «Appuntato all’Albero di Falcone a Palermo – ha raccontato il procuratore Grasso agli alunni -, abbiamo ritrovato il biglietto scritto da una bambina: “Vorrei poter pensare ai giochi e alle cose della mia età; invece c’è sempre la mafia intorno”. Io e tanti altri come me – ha concluso Grasso - lavoriamo per questo e ciascuno deve fare la propria parte».
«Cittadini non si diventa improvvisamente a 18 anni» - ha detto Giuseppe Lobefaro, presidente del I Municipio di Roma -. L’amministrazione ha dunque il compito di formare i piccoli cittadini alla libertà e ai diritti, anche attraverso incontri come questo».
«Si tratta – ha precisato Sabrina Alfonsi, assessore alle Politiche Scolastiche e promotrice del progetto – della prima tappa di un percorso più lungo di educazione alla legalità e alla cittadinanza che vogliamo svolgere con insegnati e alunni. Perché un problema di legalità esiste anche a Roma».

Cuntrastamu ringrazia Pietro Durante, che ha ripreso e montato immagini e suoni del video.
La musica è scritta e suonata da Giovanni Di Salvo, compositore, poeta e “cuntastorie” siciliano.

2. Onorificenza del Presidente della Repubblica ad Anna Puglisi (Centro Impastato)

L' 8 marzo 2008, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, dedicata alle Donne per la Democrazia, a 60 anni dalla Costituzione della Repubblica Italiana e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito ad Anna Puglisi l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, con la seguente motivazione:
«Con i suoi studi e la sua attività di raccolta di testimonianze di vita, svolta soprattutto attraverso il Centro Siciliano di Documentazione, intitolato a Giuseppe Impastato, ha valorizzato il contributo delle donne nella mobilitazione antimafia».
Cuntrastamu vuole ringraziare Anna Puglisi e tutto il Centro Impastato, divenuto in oltre trent'anni di attività un punto di riferimento per tutti coloro che svolgono attività contro la mafia.
www.centroimpastato.it

3. “Coraggio! Informazione e narrazione al tempo della mafia”.
Appuntamento Adocchiaperti

Adocchiaperti per guardare e ascoltare il Coraggio! Quello di libri nuovi e di giovani autori. Appuntamento sabato 19 aprile con “Coraggio! Informazioni e narrazioni al tempo della mafia”, notizie e racconti ignorati, coperti, rimossi del nostro Sud.

Due libri illumineranno la scena: “Io, per fortuna c’ho la camorra” di Sergio Nazzaro e “La penna uccide” di Valerio Martorana.

La conversazione con gli autori sarà moderata da Marino Sinibaldi (radio 3).

I libri proporranno idee e punti di vista sull’Italia al tempo della mafia, sul coraggio che la resistenza al crimine richiede. Anche solo come forma di testiomonianza scritta.
“Io, per fortuna c’ho la camorra” – scritto da Sergio Nazzaro e edito da Fazi- è un libro dentro la camorra, con storie di persone comuni alle prese con l'emergenza quotidiana della camorra. Con il pericolo di vivere in una terra dove «24 ore al giorno sono 24 ore di camorra. Ogni ora, ogni giorno». Sono le ore di Teresa – cucitrice di pigiami al nero – freddata con un proiettile alla nuca per rubarle la vincita al Bingo: perché i rapaci camorristi non tralasciano nessuna fonte di guadagno. Sono le ore di Mario, muratore al nero e padre di famiglia, troppo vecchio per i cantieri della camorra: e infatti vola dall’impalcatura. Le ore di Shaum, napoletano della legione straniera, che dopo l’assassinio del fratello da parte dei camorristi lo vendica e ripara in Australia. E anche le ore del poliziotto del commissariato «più strategico d’Italia per quanto riguarda il trafifco di eroina», da sempre sotto-dimensionato ma «attenzionato» calorosamente dal Ministero dell’Interno.
Tutte storie vere, dialoghi serrati con persone normali di cui Nazzaro ci descrive contorni e suoni (fatte anche di un obbligato dialetto) e ci ricorda una realtà affatto normale, piuttosto “normalizzata”.
Lo sguardo sociale di Nazzaro risulta originale e alleggerito da retorica fuorviante e ci restituisce un Sud piegato e abbandonato e da cui sembriamo voler prendere le distanze: emigrando o rimuovendo.

“La penna uccide. L’informazione in terra di mafia” – scritto dal giovane Valerio Martorana – esplora il mondo dell’informazione nell’entroterra siciliano e individua il coraggio come elemento essenziale per fare il giornalista. Per i mafiosi il giornalista è sempre dalla parte della procura, è pericoloso perché scrive, annota, conosce e fa conoscere. I giornali sono letti e osservati con cura dai mafiosi, che distinguono giornalisti “buoni” e giornalisti “cattivi”.
Costruito su interviste e testimonianze, “La penna uccide” è un libro interessantissimo per chiunque voglia capire la pervasività del fenomeno mafioso in alcune aree del paese e per chi intende il giornalismo come esercizio libero al servizio della società.
Alla serata saranno presenti anche Andrea Pugliese e Marco Boccia, autori dell’esilarante “100 Pizzini di Bernardo P. prima di andare a letto” (Bcd), una raccolta di pizzini immaginari, un’antologia di cultura e comportamenti mafiosi che è ormai divenuto un “genere letterario” nuovo.
«Grandissimi cornutazzi di lettori, voiattri che fate la bedda vita alla luce del sole e macari vi bronzate alla facciazza mia, voi tutti che vi riempite la bocca di questa cosa che si chiama mafia, che credete a quello che dice la televisione e parrate di pizzo e pizzini a non finire, ma che minchia ne sapete voi?».
Un modo per ridere e deridere il potere dei padrini dalla voce “vera” di Bernardo P.
L’incontro si svolgerà a Roma alle ore 18 presso la libreria Gocce d’inchiostro, via Agostino Bertani 11.

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