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Lora
di religione
(Il sorriso
di mia madre)
film di Marco Bellocchio
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| recensione di
Rosso di Sera |
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Il campanello della religione suona
alla porta di Ernesto (Sergio Castellitto). Il pittore
ateo che vive a Roma si trova di fronte un messo
del Vaticano e un processo di beatificazione per
la madre. La pia donna che è stata uccisa
dal figlio Egidio, un bestemmiatore ma soprattutto
uno psicopatico.
Ernesto scopre che il processo per la beatificazione
va avanti da tre anni. Tutti i componenti della
famiglia lo sanno, tutti tranne lui. Non è
un incubo, ma linizio di una resa dei conti
con leducazione cattolica ricevuta. Con un
passato rifiutato e mai del tutto superato. Il viaggio
in cui si addentra Ernesto lo porta a scontrarsi
con i mille volti della religione. Con lambizione
e il cinismo di chi vuole speculare sulla santificazione
di una donna, lincoerenza di tutti coloro
che non credono nella sua santità, ma sperano
di ottenere qualcosa dal sacro processo.
Marco Bellocchio si scaglia contro la forma peggiore
del cattolicesimo e per farlo non ricorre solo allobiettivo,
ma anche ai dialoghi, a battute fulminanti e a situazioni
paradossali. La caratterizzazione di alcuni personaggi
può sembrare esasperata, ma in fondo esprime
una situazione non lontana dalla realtà.
La realtà del conformismo che spesso spinge
a dire una cosa e a farne unaltra.
Lora di religione è un film
sul quale si può discutere e non essere daccordo,
ma a cui è quasi impossibile restare indifferenti.
Ancora una volta, Bellocchio, con il suo cinema,
squarcia il velo delle finte sicurezze e costringe
a riflettere. Rosso di sera
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