Radiocuntra n. 0
Intervista a Maurizio De Lucia
di Enrico Natoli

Maurizio De Lucia: " . .bisogna continuare a spingere ed a premere perchè il momento è favorevole per arrivare ad una disarticolazione ancora più grande di questa organizzazione ma dire che questo è il colpo decisivo dell' organizzazione nella lotta a Cosa Nostra, sarebbe un errore gravissimo , Provenzano era il capo ma anche l' esponente di un' ala intera che aveva fatto determinate scelte di condotta criminale lui è stato catturato ma l' ala che lui rappresenta all' interno dell' organizzazione c' è ancora, eccome se c' è ancora"

Enrico Natoli: "In altri momenti della nostra storia quando è venuto a mancare un capo c' è stata una o diverse guerre fra clan, c' è questa possibilità in questo caso o è presto per poterne parlare?"

Maurizio De Lucia: "E' certamente presto, lo shock per quest'organizzazione certamente c' è, insomma è scomparso il loro capo solo da questa mattina, hanno dei problemi, quello che può accadere dopo è oggetto solo di previsioni; è possibile una cosa del genere, fra Clan, una lotta di predominio.
Provenzano però non era il dittatore incontrastato, è l' espressione della linea della "sommersione", del fare affari, dell' avere contatti con la politica, del continuare a riscuotere il pizzo, cose che sono convenienti per un' organizzazione mafiosa e dietro provenzano ci sono numerosi altri esponenti mafiosi che condividono quella linea.

La mafia nei decenni in cui la conosciamo, a parte il periodo stragista, ha cercato la via della collusione piuttosto che il contrasto aperto; non so se la cattura di Provenzano porterà ad una nuova guerra, esistono possibilità che l' organizzazione continui a rimanere in uno stato di "sommersione" che la rende più difficile da contrastare.

Enrico Natoli: "Sentite la cittadinanza vicina al vostro operato? Oppure notate indifferenza?"

Maurizio De Lucia: "Noi facciamo i magistrati quindi il nostro compito è quello di applicare la legge, individuare i fatti di reato, perseguire i responsabili dei fatti di reato stessi.
Ci sono dei momenti in cui la cittadinanza è più vicina a chi fa questo lavoro, altri in cui la tensione rallenta; Palermo in fondo ha l' ambizione di essere una città "normale", certo il rilassarsi non vuole e non deve essere ne rassegnazione allla presenza della Mafia ne fastidio per chi la lotta alla Mafia la fa, questo è un dato che ogni tanto si registra.
Palermo è così, ha gente fantastica che si vergogna della presenza della mafia e gente che per la propria tranquillità personale è disposta a convivere con la Mafia. "