(ANSA) - PRATO, 23 FEB ~ Potrebbe
essere avvenuta per
assorbimento di uranio impoverito la morte di
Antonio Vargiu, il
giovane sardo di origine poi trasferito a Prato
e Firenze
deceduto nel giugno scorso a 25 anni, dopo essere
rimasto
colpito da linfoma "non Hodgkin". Il
sospetto che la morte sia
da collegarsi al periodo, fra il 1995 e l'inizio
del '96, in cui
Vargiu fu militare di leva nel poligono di Salto
di Quirra
Perdasdefogu nei pressi di Villaputzu, in Sardegna,
è sorto di
recente fra i parenti del giovane che vivono nell'isola.
"Negli ultimi giorni hanno letto sui giornali
dell'aumento
delle morti sospette nella zona di Quirra che
hanno interessato
residenti e alcuni militari e si sono messi in
allarme,
coinvolgendo anche me", racconta Maria Letizia
sorella di
Antonio, che abita a Prato assieme al marito e
alla figlia e che
ha raccontato la vicenda alla stampa. "Il
timore - prosegue -
è che il decesso di mio fratello sia collegato
alle attività
militari che si svolgono a Perdasdefogu dove stando
alle notizie
di stampa verrebbe fatto uso di uranio impoverito".
Antonio Vargiu, originario della provincia di
Cagliari,
accusò i primi sintomi del male dopo il
congedo dal servizio
militare e il trasferimento dalla sorella a Prato
in cerca di
lavoro. In Toscana trovò lavoro in un hotel
fiorentino. "Per
ora - fa sapere Maria Letizia Vargiu - ci siamo
limitati ad
aderire a un'associazione che si batte su questo
problema. Non
abbiamo presentato denunce a nessuna autorità.
Noi non
cerchiamo risarcimenti di sorta: vogliamo che
il caso di Antonio
aiuti a fare chiarezza per evitare altre morti
simili alla
sua". (ANSA). |
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