Guerra del 2001

di Paola Bernasconi
 

Bombe sull'Afganistan, aerei su New York, o viceversa. L'ordine non ha importanza perché un ordine non c'è. Allora a crearne uno, di diverso significato, sono gli uomini, quelli che ordinano il fuoco. Un comando dettato dalla propria coscienza a chi questo comando eseguirà. Coscienza guidata da una forte credenza, che altro non è che ragione; da un lato o dall'altro. Ragione indiscutibile per parti, ma opposta. E il mondo si divide in tre: chi comanda, chi esegue e chi subisce.

Ma è unico sotto l'aspetto della ragione, questo Dio che controlla dall'alto le diverse ed infinite interpretazioni che dal basso si possono elaborare. Non ci stupisca la guerra, così come non c'è da stupirsi se una parte si ribella e se un'altra si difende ed offende. Non ci scandalizzi la sorpresa di una morte violenta ­ o di mille di queste morti: l'uomo non sopporta la pace; la tranquillità uccide più del conflitto, uccide lo spirito.

E il potere? Si misura pur sempre attraverso la forza, che rimane un concetto astratto se non lo si quantifichi in materiale bellico, in possibilità di distruzione. Sono più forte nel momento in cui posso distruggere più di quanto tu possa fare.

La novità di questo conflitto, dove i Talebani non fanno la guerra ma compiono atti terroristici - e i termini sono importanti ­ sta nel fatto di aver colpito non con le solite armi perfezionate da secoli di lavoro, quelle attraverso le quali siamo soliti misurare la nostra forza, ma con un mezzo del nostro progresso per il benessere, della nostra vita civile e non militare. Sono due piani diversi, si stanno combattendo due battaglie diverse, è come rispondere ad una domanda diversa da quella che ti è stata posta. E qui la debolezza è dimostrata, l'occidente riesce a pensare in un solo modo, non accorgendosi che gli interlocutori sono altri e che stanno parlando un'altra lingua: la loro, e sono gli unici a conoscerle entrambe.

Il potente e superiore occidente, chiuso nella propria esclusività sta, attraverso i propri capi, praticando una sorta di onanismo bellico in cui altro non vede che se stesso nella convinzione di trarne giovamento. Che vincano ancora le vecchie armi o che si parli ancora la vecchia lingua è probabile, ma che il mondo sia esclusivamente occidentale è, ed è evidente, impossibile.