Novembre 2001: usura e racket, forse non esistono

novembre 2001

Pretendevano tassi di interesse anche del 120% e per terrorizzare le vittime spedivano a casa anche i crisantemi. Tredici di loro sono finiti in manette 2 giorni fa per ordine della Procura di Nola che indaga sui reati di usura, estorsione e abusivo esercizio di attività di finanziamento. L’inchiesta è partita dalle denuncie delle vittime che continuavano a ricevere intimidazioni per far ritrattare le accuse. Questa la cronaca recente.

Come recente è la notizia della rimozione di Tano Grasso a Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, destinata in altri momenti ad occupare le prime pagine di quotidiani e tg.

Noi non sappiamo valutare l’efficacia dell’azione di contrasto al fenomeno dell’usura che lo stato ha realizzato in questi anni, né intendiamo mettere in discussione le capacità del nuovo commissario, il prefetto Monaco. Non sappiamo se si tratta di un formidabile successo l’aumento delle denuncie per usura del 21% e quelle per pizzo del 22 in un solo anno (www.antiracketusura.it), ma certo il dato non sembra trascurabile.

Possiamo soltanto immaginare che per un commerciante taglieggiato Tano Grasso fosse davvero un punto di riferimento, un simbolo: anche lui ne fu vittima ma si ribellò organizzandosi con altri commercianti. Grasso non è soltanto un simbolo di resistenza ai criminali ma soprattutto di capacità propositiva nei confronti dello stato e di alternativa per le vittime.

Noi non diremo che questo atto del Governo è una mano tesa alla delinquenza organizzata (come ha dichiarato il capogruppo DS, Luciano Violante), ma semplicemente rileviamo che mentre il rappresentate dei commercianti italiani protesta forse c’è qualcun altro che applaude, da ben altra sponda.


E vorremo sentire forte e chiara la voce dello stato (quello stesso che decide le nomine) dire che si impegnerà a fondo, con determinazione e perseveranza, nella lotta contro il crimine e lo sfruttamento, nella difesa delle vittime, nella salvaguardia di tutti coloro che per questo sono più esposti. Costi quello che costi. E snocciolare dati di successo in questa guerra per non udire più quel sordido brusio che vuole la mafia come una realtà con cui convivere.

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