3 ottobre 2001
Sono usciti due dati in quest'ultima settimana, due
numeri che fanno piuttosto male a chiunque ritenga che
i mezzi per sconfiggere la mafia ci sarebbero...
36.000
Sono i miliardi annui che "spendono" le imprese di commercianti
per pagare taglieggiatori, usurai, ricattatori, mafiosi
di ogni genere.
Ricordiamocelo tutti quanti che questa cifra investe
tutta la collettività. Per saperne di più
potete visistare il sito della confesercenti.
La manovra finanziaria appena illustrata dal governo
per l'anno 2002 sarà di 33.000 miliardi... nei
capitoli di spesa nessun incentivo a chi denuncia il
racket. E così in Italia si va avanti con uno
Stato che lascia le persone in difficoltà nella
più completa solitudine. Gente comune che diventa
un gruppo di martiri e "eroi" sconosciuti e involontari.
E' lecito chiedere qualcosa in più ai nostri
governanti, che non una frase prontamente smentita secondo
la quale "con la mafia bisogna convivere"? Per noi sì,
e per voi?
5.266
Sono le persone morte per vicende legate alla criminalità
organizzata dal 1983 ad oggi. In questo numero ci sono
giudici, poliziotti, carabinieri, commercianti, vittime
casuali, mafiosi, camorristi, giovani, anziani, donne,
bambini, giornalisti, preti.
A noi sembra una cifra intollerabile da pagare per
uno stato "democratico", che ci avvicina più
alla martoriata Colombia che all'agognata Comunità
Europea. E ci viene da interrogarci su una classe politica
che vuol farci credere che viviamo in un paese "normale":
lo esprimeva a parole, questo concetto, l'ex Presidente
del Consiglio D'Alema e lo ha ribadito l'attuale Presidente
Berlusconi con il suo volto sorridente e rassicurante
della campagna elettorale.
Scusate, a noi questo numero di morti non sembra né
rassicurante né normale. E il silenzio delle
Istituzioni su questi dati ci inquieta ancora di più.
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