Mondragone, chi ha ucciso Federico Del Prete?
di Sergio Nazzaro
l'articolo è tratto dal sito www.clorofilla.it, che ringraziamo per la segnalazione

22 febbraio 2002


Morte di un sindacalista. Federico Del Prete, venditore ambulante nei mercatini delle province di Napoli e di Caserta, è stato ammazzato lunedì sera nel suo piccolo ufficio di Casal di Principe, comune famoso per l'altissima presenza camorristica. E' stato crivellato di colpi, per fermare la sua lotta solitaria a difesa dei deboli, di quei lavoratori di cui neanche i sindacati federali si occupano: gli ambulanti.

I suoi funerali sono stati celebrati nella più totale assenza sia dell'istituzioni che dell'informazione, in una chiesa che ha visto soltanto il dolore straziante dei parenti e di qualche ambulante che lascia una firma illeggibile sul registro delle presenze. Firma illeggibile non per nascondersi, per paura,  ma perché il tempo di studiare a queste lavoratori è stato sempre negato da un lavoro durissimo. I banchi riservati alle autorità sono rimasti vuoti, chiaro segno delle loro intenzioni in una terra che vede soltanto morire chi si oppone con forza ai poteri predominanti.

Il rito funebre è stato officiato da don Franco Picone, successore di don Peppino Diana ammazzato sempre a Casal di Principe, per aver alzato la voce contro la camorra. Federico del Prete è morto nell'indifferenza anche e soprattutto dell'informazione nazionale, perché non fa ascolto la morte di un lavoratore che ha cercato di difendere con i denti il suo lavoro e quello di tanti come lui, fino a giungere alla fondazione di un sindacato autonomo per i venditori ambulanti.

La sua prima vittoria l'aveva ottenuta al mercatino di Taverna del Ferro a Napoli, dopo che la sua opposizione alla richiesta del "pizzo" aveva mobilitato tutti gli ambulanti in una serrata che ha portato la circoscrizione ad una bella manifestazione contro la camorra per poi finire lì nel dimenticatoio. Ma Federico Del Prete girava molto con il suo lavoro, e dove incontrava ingiustizia lì si alzava la sua voce. Si è esposto personalmente, denunciando il vigile urbano Mattia Sorrentino, e facendolo arrestare. Il vigile urbano riscuoteva le tangenti per la famiglia di Mondragone, comune del casertano affacciato sul litorale domizio.

Ora in questo comune si è scatenata la solita rissa politica. Il deputato Ds Lorenzo Diana ha chiesto che vi sia una commissione di indagine prefettizia, in poche parole ha richiesto lo scioglimento del Consiglio comunale per possibile infiltrazione camorristica.

Mattia Sorrentino è il padre di un consigliere di maggioranza in quota Forza Italia. Ma anche Amato Lamberti, presidente della provincia di Napoli è intervenuto sia con un durissimo editoriale sul "Mattino" sia con i suoi ricordi di campagna elettorale a Mondragone, quando durante un incontro pubblico fu affrontato dalla madre del boss. Amato Lamberti ha dichiarato in un incontro a Caserta, che a Mondragone non si può essere eletti senza il sostegno della criminalità. Questo è il collegio elettivo dell'attuale portavoce di Alleanza nazionale Mario Landolfi.

Un'affermazione molto forte quella di Amato Lamberti, che ha aggiunto: "Bisognerebbe fare un'analisi del voto e vedere dov'è risultato più forte". Ma ha anche ribadito: "Se non ci fosse stato un candidato di disturbo all'interno del centrosinistra, io stesso sarei stato eletto". Ma tutto questo è solo la conseguenza delle parole semplici di un uomo semplice, ma pieno di coraggio come Federico Del Prete. Forse le beghe politiche ci allontanano dal ricordare questa figura preziosa in una società che ne ha bisogno ma che non li sa difendere.

Un solo uomo ha potuto così tanto, e allora c'è da interrogarsi perché miriadi di poliziotti, carabinieri, prefetti, sindacalisti, politici, e tutti coloro che si dichiarano servitori dello stato non riescono a cambiare una terra che muore ogni giorno di più. Forse sono troppo impegnati a disinteressarsi di chi lo fa veramente. Federico Del Prete ricorda un altro sindacalista, Placido Rizzotto. A cui hanno dedicato un film, passato sotto silenzio per esplicita volontà in Sicilia.

La mafia e la camorra non uccidono soltanto, ma cercano anche di cancellare la memoria, con la paura e l'intimidazione. Ma noi ci risvegliamo in un paese che vede le parti politiche impegnate a dividersi le poltrone Rai e i sindacati che lasciano passare di tutto sull'articolo 18. I sindacati non hanno mai sentito il bisogno di un uomo come Del Prete?

A questo possono rispondere le parole del fratello di Federico: "Io glielo dicevo, vuoi fare il sindacalista? Ma tu non lo sai fare come quelli che ci campano sopra. Chi te lo fa fare? Fatti i fatti tuoi, a te ti ammazzano". Purtroppo ha avuto ragione.
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