Cerchi che si stringono?
26 gennaio 2002

"Si stringe il cerchio intorno a Bernardo Provenzano". Così titola repubblica.it in merito ad un'operazione di Polizia che ha portato all'arresto di una trentina di persone, tra le quali alcuni parenti del boss latitante da un'eternità.

Senza aggiungere nulla, quasi con l'intenzione di sbarazzarsi dell'argomento appena possibile, sui tg la notizia viene riportata con le stesse parole, in un rituale che di nuovo sembra avere davvero molto poco.
Passa la formula: "si stringe il cerchio", e intanto sui mezzi di informazione la lotta alla mafia e alla criminalità organizzata conquista le prime pagine e i titoli dei tg solo quando c'é di mezzo questo nome ormai leggendario.
Del consigliere comunale campano a cui hanno messo una bomba sotto casa perché ha invitato i commercianti, con una lettera aperta, a ribellarsi al racket e all'usura, ci toccherà leggere nei trafiletti.
Del sindaco di Gela che si dimette per il rischio di "inquinamento mafioso" nel consiglio comunale ci toccherà leggere nei trafiletti.

Nel frattempo l'esperimento di Cuntrastamu continua. Sebbene gli aggiornamenti al sito siano stati pochi nel mese di Gennaio, e i forum siano quasi deserti (e questo ci dispiace al punto che ci chiediamo se tenerli in linea oppure toglierli), stiamo cercando di realizzare alcune iniziative, "reali" e non solo "virtuali".

Abbiamo contattato una compagnia teatrale proponendo di mettere in scena uno spettacolo che parli della mafia. Gli spunti possibili sono tanti, e quello che ci sembra più interessante e universale é quello che riguarda "la lotta alla mafia che é dentro ognuno di noi", come scriveva la giovane Rita Atria, che nel 1992 aveva diciassette anni e che vedendosi ammazzati padre e fratello, decise di dire ai giudici quello che sapeva.
Incontrò Paolo Borsellino e iniziò a collaborare con la giustizia. Quando il giudice fu ammazzato, lei, entrata nel programma di protezione che viene offerto ai collaboratori, sentì di non avere nessun altro riferimento possibile al mondo. Si uccise due settimane dopo.

Stiamo aspettando il permesso del Comune di Roma per effettuare dei sit-in in ricordo delle vittime di mafia e distribuire documenti alle persone che interverranno: ci farebbe un enorme piacere che questa idea fosse diffusa in tutta Italia, che fosse realizzata non sotto delle bandiere politiche o religiose, ma da cittadini e cittadine uniti da un desiderio di cambiare le cose e le persone a partire da noi stessi.

Inoltre stiamo cercando di organizzare degli incontri con autori di libri sulla mafia e sull'antimafia: vi terremo aggiornati sugli sviluppi di queste iniziative. Anche per noi alcuni cerchi iniziano a chiudersi...
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