La paura delle proposte
15 dicembre 2001

Inizia a prendere corpo la sezione delle Proposte, quei progetti - grandi o piccoli che siano, concepiti dai lettori o dagli autori del sito - che attraverso Cuntrastamu possono contribuire alla costruzione (o al sostegno) di realtà di pace, di comprensione reciproca, di sviluppo della legalità.

L'idea ci sembra davvero bella. Se riusciremo a realizzare progetti alla portata di ognuno di noi, uno degli obiettivi di questo sito potrà dirsi raggiunto.
In questa fase é davvero molto faticoso per noi riuscire a trovare persone che partecipino a questi progetti.
Ci scontriamo spesso con risposte nette, seppur sofferte: "Non ho tempo", "Tanto non serve a niente", "Chi ve lo fa fare".
E, nella peggiore delle ipotesi, ci scontriamo con la paura delle persone di decidere, per se stesse prima che per gli altri, che il tempo può e deve essere trovato, che a qualcosa questo servirà.

Molte persone spesso hanno paura di capire che - se qualcosa va cambiato - non possiamo aspettarci molto, oggi, dalle istituzioni politiche o religiose.

La paura é un'arma davvero letale. Potendo toccare potenzialmente tutta la popolazione, viene usata in maniera efficace da chi ha tutto l'interesse che il popolo se ne stia lì, buono buono, a non pensare: o peggio, a sentirsi inerme, impotente.

Se c'é un'arma che bin Laden ha potuto usare in questi mesi, questa é stata la paura. Del clima di terrore generale creato dalle stragi dell'11 settembre ha potuto approfittare qualcuno per spargere nuova ansia, morte e dolore attraverso l'antrace.
Non sapremo mai, probabilmente, chi ha usato l'antrace. Ma pensiamo di poter dire che ha fatto leva su questo clima di paura generale.

In questo, però, crediamo che bin Laden non abbia detto nulla di nuovo.
I boss mafiosi, ad esempio - in genere persone intelligenti e non quei mostri analfabeti come a volte vengono descritti - hanno sempre saputo che il primo passo per il controllo di un territorio, di un'attività, é quello di incutere paura.

Facciamo di questo sito un luogo dove il ragionamento e il dialogo prevalgano sulla paura della diversità, dove la determinazione di mettere in pratica prevalga sulla paura del sentirsi inadeguati, dove il progetto prevalga sul voltare le spalle.
Non concediamo ai terroristi, ai mafiosi, a quei politici assetati di potere, a quei giudici corrotti, a quegli imprenditori per i quali il denaro vale più di una vita umana, anche il vantaggio della nostra paura: di vantaggi ci sembra che ne abbiano già abbastanza.
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