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| Un'altra occasione
perduta |
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15 ottobre 2001
Noi siamo piccoli.
Noi non abbiamo la certezza di un riferimento politico
preciso, per il semplice fatto che in Italia la lotta
politica ci sembra essere soprattutto lotta per il potere;
né tantomeno ci sentiamo di ripararci sotto la
presenza rassicurante - per alcuni - di un'ideologia.
Aver partecipato alla Marcia della Pace, per noi che abbiamo
progettato questo sito, era una sorta di conseguenza alle
parole che scriviamo qui, un percorso naturale.
Non é stato piacevole camminare tutto il giorno
per poi vedere a sera nei telegiornali, in stragrande
maggioranza, interviste a D'Alema, Rutelli, Bertinotti.
E noi che eravamo lì per manifestare per la pace
e non per litigare tra le diverse sinistre Italiane? In
questo senso vorremmo sottolineare le responsabilità
dei media, che lavorano troppo spesso cercando di dar
voce a polemiche e discordie piuttosto che concentrando
l'attenzione su chi era in marcia in pace con tutti.
Riteniamo che la guerra scatenata da Bin Laden - e poi
contro Bin Laden da Bush - sia anch'essa una conseguenza
naturale della politica mondiale. Ma questo sito serve
anche per poter proporre un'idea alternativa a questo
modello, ossia che le diplomazie lavorino alacremente
in tempo di "pace" per garantire che nessuno
fornisca armi a Bin Laden, e che magari - se proprio devono
- bombardino le piantagioni di oppio invece che le case
dei civili.
Ricordiamo sempre che il modello di pace che noi vogliamo
proporre parte da noi stessi: una pace costruita ogni
giorno, con fatica e volontà, a partire da quando
usciamo di casa la mattina a quando torniamo a casa la
sera.
Per questo abbiamo colto tutte le contraddizioni della
Marcia di ieri, che appartengono in questo caso più
agli altri che a noi: una Marcia con presenze politiche
di una parte sola diviene per forza di cose una Marcia
connotata politicamente; una Marcia con vessilli della
sinistra politica esclude per forza di cose chi, a destra,
non vede di buon occhio la gestione politica degli eventi
italiani e mondiali.
Per questo abbiamo espresso, seppure in ritardo, l'appello
a manifestare in pace senza vessilli. Perché riteniamo
la pace un patrimonio di tutti. Le manifestazioni sui
grandi temi che riguardano tutti, a nostro parere, non
possono avere più un colore politico.
Invitiamo chiunque entri in questo sito a lasciare la
propria opinione in proposito, a cercare di farci capire
se ciò di cui parliamo sia pura utopia oppure se
abbiamo colto, seppur nel nostro piccolo, nel segno.
E a chiunque non sia andato alla Marcia, vogliamo comunque
cercare di trasmettere il senso della nostra partecipazione:
abbiamo visto persone di tutte le età, di tutte
le razze, di diversa estrazione sociale, marciare insieme,
per la Pace. Senza la forte connotazione politica sarebbe
stata una Marcia davvero perfetta, bellissima. Ci teniamo
stretta questa sensazione, dunque, e state certi che riproporremo
il nostro appello anche l'anno prossimo: chissà
che non ci vada meglio. |
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