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Beni confiscati, arrivano gli elogi della stampa russa
gazzetta del sud
PALERMO – «Un esperimento dalle caratteristiche uniche, uno strumento per umiliare la mafia e indebolirne il potere, una dimostrazione che lo Stato può riuscire a essere più forte». Così è stato descritto in due servizi giornalistici su Palermo, pubblicati nei giorni scorsi dalla Novaya Gazeta di Mosca, il sistema applicato in Italia, e soprattutto in Sicilia, per l'uso a fini sociali dei beni confiscati alla mafia. Autore degli articoli, Yuri Shchekochikhin, vice direttore del giornale e deputato al parlamento russo, dove ricopre gli incarichi di Vice Presidente della Commissione sulla Sicurezza e componente della Commissione sulla lotta alla corruzione negli enti governativi.
Insieme ad altri esperti del proprio paese e della Georgia, il deputato russo aveva partecipato il mese scorso ad un seminario organizzato dal Comune di Palermo, in collaborazione con l'associazione «Libera» e con un centro americano di studi sulla criminalità transnazionale.
La delegazione aveva avuto modo di aggiornarsi sulla nuova legislazione italiana in materia di confisca dei beni mafiosi, e di osservare direttamente, a Palermo e in altri centri siciliani, alcuni progetti di utilizzazione a scopi sociali dei beni confiscati. «I servizi pubblicati – spiegano i promotori dell'iniziativa – sono una riprova di quanto siano state giudicate positive ed efficaci, anche a livello internazionale, le finalità della innovativa legislazione italiana al riguardo, sia sotto l'aspetto simbolico, e cioè l'umiliazione inflitta alla mafia, sia dal punto di vista concreto, e cioè occasioni di lavoro per cooperative, assistenza a bambini handicappati e così via».
Nello stesso tempo l'autore, citando tra l'altro la tanta gente incontrata «stanca di aver paura della mafia» e i tanti giovani che in vari modi «testimoniano la loro rivolta contro la cultura mafiosa», dà atto del clima di rinnovamento che si può riscontrare oggi a Palermo. «Sono ancora pervaso – commenta Shchekochikhin al riguardo – dal senso di giustizia etica che nasce dal constatare con quanto impegno si combatta la mafia proprio nel posto che era diventato più famoso al mondo per la presenza mafiosa».
2002-11-14
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