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| Scioglimento
del consiglio comunale di S. Maria La Carità (Napoli) |
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fonte: cittadinolex.kataweb.it,
8 febbraio 2002
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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
8 febbraio 2002
Scioglimento del consiglio comunale di Santa Maria La
Carita' e nomina della commissione straordinaria.
Considerato che il consiglio comunale di Santa Maria La
Carita' (Napoli), rinnovato nelle consultazioni elettorali
del 16 aprile 2000, presenta collegamenti diretti ed indiretti
tra parte dei componenti del civico consesso e la criminalità'
organizzata, rilevati dai competenti organi investigativi;
Constatato che tali collegamenti con la criminalità'
organizzata espongono gli amministratori stessi a pressanti
condizionamenti, compromettendo la libera determinazione
dell'organo elettivo ed il buon andamento dell'amministrazione
comunale di Santa Maria La Carità';
Rilevato, altresì', che la permeabilità'
dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalità'
organizzata arreca grave pregiudizio allo stato della
sicurezza pubblica e determina lo svilimento delle istituzioni
e la perdita di prestigio e di credibilità' degli
organi istituzionali;
Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave
inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale,
si rende necessario far luogo allo scioglimento degli
organi ordinari del comune di Santa Maria La Carità',
per il ripristino dei principi democratici e di libertà'
collettiva;
Visto l'art. 143 [1] del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione
e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte
integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 7 febbraio 2002; Decreta:
Articolo 1
Il consiglio comunale di Santa Maria La Carità'
(Napoli), e' sciolto per la durata di diciotto mesi.
Articolo 2
La gestione del comune di Santa Maria La Carità'
(Napoli) e' affidata alla commissione straordinaria composta
da: dott.ssa Mariagabriella Pazzanese, viceprefetto aggiunto;
dott.ssa Simonetta Calcaterra, viceprefetto aggiunto;
dott.ssa Rosanna Trinchillo, direttore amministrativo
contabile; Articolo 3
La commissione straordinaria per la gestione dell'ente
esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari
a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio
comunale, alla giunta ed al sindaco nonché ogni
altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma, addi' 8 febbraio 2002
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Scajola, Ministro dell'interno Allegato
Al Presidente della Repubblica
Il consiglio comunale di Santa Maria La Carità'
(Napoli), rinnovato nelle consultazioni amministrative
del 16 aprile 2000, presenta forme di condizionamento
da parte della criminalità' organizzata che compromettono
la libera determinazione e l'imparzialità' degli
organi elettivi, il buon andamento dell'amministrazione
ed il funzionamento dei servizi.
Invero, a seguito di rilevate interferenze nella vita
amministrativa dell'ente da parte della criminalità'
organizzata, massicciamente presente nell'area dei comuni
vesuviani, alla quale e' contiguo il territorio del comune
di Santa Maria La Carità', il prefetto di Napoli
ha disposto l'accesso presso la suddetta amministrazione,
ai sensi dell'art. 1, quarto comma, del decreto-legge
6 settembre 1982, n. 629, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726, e successive modificazioni
e integrazioni.
Gli accertamenti svolti tanto dalle competenti autorità'
investigative quanto dalla commissione d'accesso avvalorano
la sussistenza di fattori di inquinamento dell'azione
amministrativa dell'ente locale, a causa dell'influenza
della criminalità' organizzata fortemente radicata
sul territorio che, da tempo, attraverso persone di propria
fiducia, si e' inserita nella gestione del comune.
Risultanze investigative, cui sono pervenute recentemente
le competenti autorità' giudiziarie, suffragano
la sussistenza di una condizione di contiguità'
tra alcuni amministratori, già presenti nelle precedenti
gestioni, e gli ambienti della locale consorteria. I due
candidati alla carica di sindaco cui facevano capo le
uniche due liste presentatesi alle ultime consultazioni
elettorali, risultano, infatti, aver ricoperto più'
volte in passato cariche amministrative ed essere già'stati
oggetto di indagini giudiziarie, che hanno messo in rilievo
un'amministrazione dell'ente con metodi e procedure finalizzati
prioritariamente alla tutela di interessi personali e
di personaggi a vario titolo orbitanti intorno alle consorterie
malavitose, a discapito degli interessi pubblici.
Uno dei due candidati, eletto consigliere comunale alle
ultime elezioni amministrative, e' stato recentemente
raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in quanto
ritenuto responsabile a vario titolo di associazione per
delinquere di tipo mafioso finalizzata al voto di scambio,
per aver promesso di operare in seno all'ente a vantaggio
di imprese legate all'organizzazione criminale in cambio
dell'appoggio elettorale.
Dalle medesime indagini e' emerso, altresì', come
anche l'altro candidato abbia ottenuto sostegno elettorale
da un personaggio di spicco del locale clan camorristico,
recentemente raggiunto da ordinanza di custodia cautelare
per associazione a delinquere di stampo mafioso. I predetti
provvedimenti giudiziari hanno pertanto dimostrato quanto
la criminalità' organizzata fosse particolarmente
interessata all'esito elettorale per conseguire il controllo
e il condizionamento della vita amministrativa dell'ente
e come di fatto li avesse determinati. Nel consiglio comunale
in carica figurano tra l'altro anche parenti del predetto
noto ed influente esponente del clan locale.
Come ampiamente esposto nella relazione conclusiva dell'accesso,
cui si rinvia integralmente, i settori in cui e' emerso
segnatamente l'utilizzo della pubblica amministrazione
per personali tornaconti affaristici, sono quelli dell'edilizia
e degli appalti pubblici. I condizionamenti operati dalla
criminalità' organizzata nel settore edilizio resi
ancora più' gravi dai vincoli ambientali cui e'
sottoposto l'intero territorio comunale di Santa Maria
La Carità', emergono, in particolare, dall'accertata
omissione dell'attività' di repressione degli abusi
edilizi. In particolare, risulta che gli edifici abusivi,
la cui titolarità' e' riconducibile al menzionato
esponente mafioso, non siano mai stati demoliti ne'acquisiti
al patrimonio comunale pur in presenza dei presupposti
giuridici.
Analoga inerzia ha caratterizzato l'atteggiamento dell'ente
nei confronti di manufatti per i quali anche il TAR Campania
aveva respinto la domanda di sospensiva di efficacia dei
dinieghi di concessione di sanatoria. Omissioni e ritardi
da parte dell'amministrazione avrebbero pertanto in più'
di un occasione consentito all'esponente mafioso di mantenere
la disponibilità' del manufatto realizzato in difformità'
dalla normativa vigente e di provvedere perfino alla sua
ultimazione.
Altre vicende, ampiamente esposte nella relazione commissariale,
oltre a quelle attinenti al settore edilizio, evidenziano
un'accentuata propensione dell'amministrazione comunale
a deviazioni dal sistema di legalità', che la rende
particolarmente vulnerabile alle pressioni esercitate
dall'esterno.
Nel riscontrare una sostanziale paralisi dell'azione amministrativa
dell'ente, la commissione d'accesso ha infatti evidenziato
che le recenti indagini investigative hanno dimostrato
come l'accaparramento degli appalti pubblici da parte
dell'organizzazione criminale locale costituisse, in prospettiva,
il corrispettivo dell'appoggio elettorale assicurato alle
ultime consultazioni.
Un chiaro segno dell'incapacità' del consesso decidere
autonomamente in quanto ingessato dalle pretese e dagli
interessi della criminalità', e' connesso alla
mancata definizione delle procedure relative alla realizzazione
dei piani di insediamenti industriali e di altre importanti
opere pubbliche, per i quali l'ente attendeva cospicui
finanziamenti. Nel primo sommario elenco di ditte interessate
alle assegnazioni dei lotti industriali, stilato dall'amministrazione
comunale, figurano infatti imprese intestate ad amministratori,
dipendenti, malavitosi e loro parenti.
Nonostante l'esigua attività' amministrativa, la
commissione ha rilevato procedure disinvolte in materia
di aggiudicazione di pubbliche forniture e servizi pubblici,
evidenziando che la gestione non e' stata quasi mai ispirata
a principi di tempestività', correttezza e trasparenza
delle scelte al fine di garantire la libera ed efficace
concorrenzialita' tra gli operatori per il bene pubblico.
Emblematici di tale atteggiamento sono la proroga del
servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani
ed il rinnovo tacito dell'appalto del servizio di trasporti
funebri, in contrasto con la vigente normativa in materia
di attività' negoziale della pubblica amministrazione.
L'amministratore della ditta affidataria di quest'ultimo
servizio, risulta, fra l'altro, legato da vincoli di parentela
a persone rinviate a giudizio perché imputate del
reato di cui all'art. 416-bis del codice penale.
Un ulteriore segnale della soggezione dell'apparato politico
e gestionale a scelte rispondenti ad interessi estranei
a quelli dell'ente e' dato dal rilascio di autorizzazioni
per l'esercizio di rimessa per veicoli e per attività'
di commercio, in assenza delle necessarie verifiche istruttorie,
in favore di pluripregiudicati contigui alla criminalità
organizzata. La penetrazione dell'attività criminosa
nell'ente ha favorito il consolidamento di un sistema
di connivenze e collusioni che di fatto priva la comunità'
delle fondamentali garanzie democratiche e pone, indirettamente,
in pericolo lo stato generale della sicurezza pubblica.
Il delineato clima di grave condizionamento e degrado
in cui versa il comune di Santa Maria La Carità',
la cui capacita' di determinazione risulta compromessa
per le influenze delle locali organizzazioni criminali,
l'inosservanza del principio di legalità' nella
gestione dell'ente e l'uso distorto delle pubbliche funzioni,
hanno compromesso le legittime aspettative della popolazione
ad essere garantita nella fruizione dei diritti fondamentali,
minando la fiducia dei cittadini nella legge e nelle istituzioni.
La descritta condizione di assoggettamento esige un intervento
risolutore da parte dello Stato, mirato a rimuovere i
legami tra esponenti dell'ente locale e la criminalità'
organizzata, a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.
Per le suesposte considerazioni si ritiene necessario
provvedere, con urgenza, ad eliminare ogni ulteriore motivo
di deterioramento e di inquinamento della vita amministrativa
e democratica dell'ente, mediante provvedimenti incisivi.
Il prefetto di Napoli, con relazione del 14 dicembre 2001,
che si intende integralmente richiamata, ha dato avvio
alla procedura di scioglimento del consiglio comunale
ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo n. 267
del 18 agosto 2000.
La valutazione della situazione in concreto riscontrata,
in relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza
criminale, rende necessario che la durata della gestione
commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Ritenuto, per quanto esposto, che ricorrano le condizioni
indicate nell'art. 143 del decreto legislativo l8 agosto
2000, n.267, per lo scioglimento del consiglio comunale
di Santa Maria La Carità' (Napoli), si formula
rituale proposta per l'adozione della misura di rigore.
Roma, 31 gennaio 2002
Il Ministro dell'interno: Scajola |
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