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A Palermo hanno preso un meneghino per rappresentare
i loro interessi. La verità è che
se cade Berlusconi cade tutto il Polo, e al Nord
si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere:
perché sarà pure un figlio di buona
donna, ma è il loro figlio di buona donna,
e per questo lo tengono in piedi. |
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Bossi rincara la dose dal Congresso federale della
Lega:
il capo di Forza Italia parla meneghino ma nel cuore
è palermitano
«La Fininvest è nata da Cosa Nostra»
Lo tengono in piedi perché rappresenta i loro
interessi al Nord, è il loro "figlio di
buona donna"
Brescia
La guerra è aperta da tempo. Ma ora entra in
campo l'artiglieria pesante. E se alle accuse di mafia
che da tempo Bossi lancia contro Berlusconi, il Cavaliere
risponde col silenzio, adesso il Senatur ha deciso di
alzare il tiro.
«Tanto per essere chiari, per far capire alla
gente», replica ad un congressista che aveva criticato
la «politica dell'insulto» del segretario
leghista. L'attacco di Umberto Bossi a Silvio Berlusconi,
è durissimo. Il segretario della Lega Nord nel
corso del suo intervento al Congresso straordinario
del Carroccio, ha più volte dato del "mafioso"
a Berlusconi. Da tempo il leader leghista, durante gli
innumerevoli comizi, aveva indicato nel Cavaliere «l'uomo
di Cosa Nostra». Al congresso, la tesi è
diventata ufficiale. «L'uomo di Cosa Nostra»
viene citato decine e decine di volte. E con lui tutte
le aziende che fanno capo al leader di Forza Italia.
L'anomalia italiana è lì: se ne devono
convincere in primo luogo tutti i delegati, poi l'opinione
pubblica.
«La Fininvest - ha affermato Bossi - ha qualcosa
come trentotto holding, di cui sedici occulte. Furono
fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca
Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. E a Palermo
hanno preso un meneghino per rappresentare i loro interessi.
La verità è che se cade Berlusconi cade
tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma
non lo faranno cadere: perché sarà pure
un figlio di buona donna, ma è il loro figlio
di buona donna, e per questo lo tengono in piedi».
Se l'ex-Capo dello Stato Francesco Cossiga negli ultimi
due giorni è andato giù durissimo nei
confronti del Cavaliere, Bossi non è certo stato
da meno. Anzi, ha alzato il tiro, entrando anche nei
dettagli, quando ha parlato della Banca Rasini, delle
holding occultate, della nascita della prima tv berlusconiana,
del partito degli azzurri. «Un palermitano - ha
affermato Bossi - è a capo di Forza Italia. Perché
Forza Italia è stata creata da Marcello Dell'Utri.
Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono.
In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano
su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia
non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia,
sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia
di giovani, soprattutto al Nord».
Eppoi ancora, come in un crescendo: «Palermo ha
in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case
dei bravi e imbecilli cittadini del Nord»; «Silvio
è uomo della P2, cioè del progetto Italia»;
«La Banca Rasini è la banca di Cosa Nostra
a Milano»; «Berlusconi ha fatto ciò
che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in
barba perfino alla legge Mammì»; «Berlusconi
parla meneghino ma nel cuore è un palermitano».«L'uomo
di Cosa Nostra»: Bossi, nelle tre ore d'intervento,
ha indicato spesso il disegno dietro il palco in cui
era raffigurato alle spalle di Berlusconi, un sicario
siculo con lupara e coppola.Dopo aver ricordato i molti
«giovani del Nord morti per droga», Bossi
ha aggiunto: «Molte ricchezze sono vergognose,
perché vengono da decine di migliaia di morti.
Non è vero che "pecunia non olet".
C'è denaro buono che ha odore di sudore, e c'è
denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel
potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Ecco
il punto».
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