Riflessioni
Se lo Stato non funzona, è lecito pensare che la mafia sia meglio dello Stato? Uno scambio di idee tra un lettore e Cuntrastamu.
di Oreste Pacelli
La lettera
Non sono un esperto di mafia e l'unica idea che mi sono fatto di questa organizzazione è che essa è una associazione dedita principalmente al taglieggiamento di cittadini che cercano di aumentare il benessere loro e dei loro collaboratori intraprendendo iniziative di lavoro.
Quando rifletto su alcuni atteggiamenti che lo Stato ha verso i suoi cittadini, alle tasse che esige da essi senza dare in cambio eque prestazioni, alla tracotanza dei suoi funzionari, al funzionamento della magistratura i cui componenti possono operare nella più assoluta mancanza di controlli e senza tema di dover rispondere ad alcuno della onestà del loro operato (il tutto cantabbandato come garanzia di imparzialità verso il cittadino) e si potrebbe richiamare una casistica varia e numerosa per sostenere questa tesi a partire dal caso Tortora ad altri casi che, pur non avendo avuto conseguenze tanto gravi hanno comunque l'effetto di inserire una barriera di sfiducia tra stato e cittadino, .....quando rifletto su tutto ciò mi chiedo se non è più delinquente lo stato della stessa mafia.

Oreste Pacelli



La risposta di Cuntrastamu
Caro signor Pacelli,
neanche noi siamo esperti di mafia. Cerchiamo di informarci e di informare attraverso il sito.
Ciò che Lei scrive è opinione di molti, e in alcune parti mi trova abbastanza d'accordo.
Lo Stato che ci rappresenta, per il quale eleggiamo nostri rappresentanti in Senato e in Parlamento, sembra spesso più interessato a gestire il potere spartendolo che ad amministrare in maniera "giusta".
Non farei un discorso troppo generico, però. Così come esistono magistrati senza scrupoli, ce ne sono altri che lavorano seriamente. Ci sono politici che si impegnano davvero, ci sono sindacalisti che rimangono uccisi pur senza andare sulle prime pagine dei giornali. E' il caso di Federico Del Prete, ucciso quest'anno dalla camorra, del quale trova notizie nel nostro sito.
Quando penso a queste persone, credo che più che chiederci se lo Stato sia più o meno delinquente rispetto alle mafie, faremmo meglio ad accorgerci del lavoro di queste persone, a star loro vicini, a far sì che il loro lavoro sia facilitato dalla nostra consapevolezza. E' un percorso difficile, ma forse è l'unico possibile.
La ringrazio di aver visitato il nostro sito, mi scuso per averLe risposto così in ritardo e colgo l'occasione per chiederLe se possiamo pubblicare la Sua lettera nella sezione "Contributi".



La replica

Dò il mio consenso alla pubblicazione sia della mia lettera che della risposta. Rimango comunque nelle mie convinzioni e, allo scopo di fornirle qualche argomento che le insinui almeno qualche dubbio sulla rispettabilità della istituzione giudiziaria, le invio il file (in formato .doc, 34k, ndr) nel quale descrivo un episodio occorsomi tempo fa. E' solo l'ultimo di una serie di episodi e, dal momento che non mi ritengo un delinquente abituale ma un cittadino medio, un "quisque de populo", ritengo che fatti del genere siano capitati alla maggior parte dei miei concittadini. Inoltre quello che descrivo è solo uno dei casi. Se fosse interessato potrei documentarle una serie di casi anche di maggior gravità. Orbene, secondo lei una organizzazione che si comporta come si comporta la giustizia italiana, quale considerazione si aspetta di avere dal cittadino? Per completezza, pubblichi anche questa parte.

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