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| "Dovremo
combatterla ancora a lungo, ma non per l'eternità" |
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| di Isabella
Perugini |
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È facile dire "non
mi riguarda". È facile dire "tanto
non cambierà nulla". È facile voltare
le spalle quando il problema è a noi così,
apparentemente, distante. È facile nascondersi
dietro il silenzio di tanti per paura di esporsi.
Robin Williams diceva in un film "NON SARÀ
UNA COSA FACILE, MA TUTTO QUELLO PER CUI VALE LA PENA
(lottare) È DIFFICILE".
Non bisogna aspettare nuovi attentati per tornare a parlare
di mafia.
Non dobbiamo cullarci nella nostra indifferenza.
La mafia, mettiamocelo in testa, è anche un nostro
problema, la mafia è
ovunque, è nelle istituzioni, s'introduce negli
appalti e ora è anche
al parlamento.
La mafia estorce il pizzo al nostro negoziante sotto casa,
minaccia il
nostro vicino.
La mafia mina la nostra libertà e noi che facciamo?
Con il nostro silenzio diventiamo i complici più
fedeli di una criminalità organizzata che ha capito
che per avere più sicurezza è meglio diventare
invisibile e vivere nel SILENZIO.
È ora di tornare a "lottare", di
coinvolgere tutta la società in
questa "lotta", l'unica nostra arma sarà
"LA PAROLA", l'arma più temuta
dalla mafia.
Come diceva Falcone: "DOVREMO COMBATTERLA ANCORA
A LUNGO, MA NON PER L'ETERNITÀ" , dovrebbe
essere questo il motto di una persona che dotata di coscienza
morale voglia ribellarsi all'illegalità.
Queste poche righe, sono solo una goccia in un bicchiere
d'acqua, un
bicchiere che con l'aiuto di molte persone potrebbe trasformarsi
in un
oceano tempestoso che travolga la mafia e tutti coloro
a cui il
silenzio fa comodo. |
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Storie
Le realtà condizionate dalla mafia viste dai lettori |
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Memoria
Storie legate a persone che hanno dato la vita per una società
più civile |
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Riflessioni
I cittadini e il rapporto con la realtà mafiosa |
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