Bernardo Provenzano "Il ragioniere di Cosa Nostra"

di Ernesto Oliva
Salvo Palazzolo


Rubbettino, 2006
€12,00
recensione di Giovanni Colussi
febbraio 2007

Scrivere su Bernardo Provenzano non è facile. Si tratta di un uomo che rappresenta, con la sua storia e con i suoi comportamenti, gli ultimi quarant'anni di Cosa nostra. Dentro le vicende di cui Provenzano è stato protagonista c'è tutta la complessità della mafia siciliana. Allora trovare un filo conduttore che tenga insieme l'universo dentro cui si è sviluppata la vicenda di Bernardo Provenzano riuscendo poi ad esporre il tutto al lettore con chiarezza e completezza rappresenta davvero una impresa di non poco conto. Ernesto Oliva e Salvo Palazzolo affrontano la questione senza timori, cercando una chiave interpretativa originale e mettendo a disposizione del lettore una notevole quantità di informazioni ricavate attraverso una lettura approfondita di decine di documenti originali. Gli autori infatti fanno parlare molto i protagonisti del mondo di Cosa nostra degli ultimi decenni riuscendo a far descrivere a loro, attraverso la narrazione di decine di episodi, lo sviluppo e i mutamenti di quel universo di cui Provenzano è protagonista.

La questione chiave da affrontare però, come detto, è quella della complessità. Come dare conto di un mondo criminale che è così immerso nel profondo delle dinamiche sociali, economiche e politiche della società dove opera da assumerne le mille sfaccettature? La risposta degli autori è quella di un libro circolare, dove ogni capitolo rappresenta un pezzo a se stante, autonomo anche se collegato agli altri. Il testo infatti è una sorta di puzzle dove ogni aspetto della personalità di Bernardo Provenzano viene inserito nel contesto delle vicende che il boss corleonese si trova ad affrontare durante il suo percorso criminale; un percorso che è anche quello di Cosa nostra degli ultimi decenni. In questo modo gli autori riescono a raccontarci di Provenzano e insieme di Cosa nostra facendoci capire che la storia di Provenzano è quella di Cosa nostra ma la storia di Cosanostra è anche quella di Provenzano.

Sono tanti i pezzi del puzzle che vanno a comporsi via via che si prosegue nella lettura. Si affrontano i tempi e i luoghi che vedono l'azione di Provenzano. I tempi sono quelli della gioventù del boss corleonese, di una Cosa nostra che affronta i mutamenti del boom economico e le opportunità edilizie del cosiddetto sacco di Palermo. I tempi del Provenzano u tratturi killer formidabile a fianco di Luciano Leggio detto Liggio, ma anche i tempi della maturità, del Provenzano ragioniere o addirittura professore, dell'amministratore accorto di un fondamentale   patrimonio economico e criminale dentro Cosa nostra fino ad arrivare all'uomo dei pizzini che comunica ordini, riflessioni e invoca i santi impartendo accorate benedizioni.

I luoghi sono le quinte tradizionali dell'agire mafioso, quelli che il lettore si aspetta, visti però sotto una luce originale. Corleone, prima di tutto, ma poi Bagheria, una realtà che non è stata ancora studiata a sufficienza, Cinisi, Villabate, Partitico, Palermo naturalmente, e poi, allontanandosi, il trapanese e l'agrigentino, fino ad arrivare dall'altra parte dell'isola per scatenare la guerra contro la stidda.

Oltre ai tempi e luoghi numerosissimi sono gli altri piani di lettura, gli aspetti di Provenzano affrontati, i pezzi di puzzle proposti. Ad esempio, il contrasto e la tensione tra innovazione e tradizione tipico delle organizzazioni criminali mafiose che in Provenzano trovano un esempio al massimo livello. Poi violenza e mediazione due poli che sono sempre presenti nella vita di Provenzano. Anche se nel testo gli autori presentano il rapporto tra Riina e Provenzano come segnato dalla propensione del primo verso la violenza mentre il secondo appare più incline alla mediazione. Situazione probabilmente corrispondente alla realtà dei fatti che però nel libro, secondo chi scrive, forse è presentata in modo troppo netto. Questa è anche l'opinione di Umberto Santino come espresso nella lunga e bella prefazione al volume. Altri aspetti affrontati quelli della vita personale e del ruolo pubblico. Con un bel ritratto della moglie Saveria Palazzolo a conferma che il detto che dietro un grande uomo si nasconde una grande donna non viene smentito nel mondo della criminalità mafiosa. Per arrivare infine a descrivere un Provenzano politico e un Provenzano uomo d'affari. Persona accorta nella affari, innovatrice nell'inserirsi in un mercato come quello delle forniture sanitarie molto prima che balzasse agli onori delle cronache come un settore economico nelle mire della criminalità. Un uomo capace di grande durezze ma anche di misurare in modo accorto il peso della sua pressione sul mondo degli affari, attento a fare in modo che tutti quelli che facevano parte del sistema rimanessero soddisfatti.

In conclusione: se l'obbiettivo del libro era quello di offrire una panoramica esauriente sul personaggio Bernardo Provenzano e sul mondo dove opera questo è stato, a mio avviso, raggiunto. L'unico ambito ancora da esplorare è ora quello del Provenzano anziano. L'uomo dei pizzini. Il "saggio" di Cosa nostra. Ma di questo si occuperanno altri libri o una nuova versione di questo.

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