L'ematoibrido
inviato da Turan Rahimzadeh  
 

Dopo anni in cui mi interrogo su me stessa, anni passati a scavare nelle pieghe dei miei ricordi, delle esperienze vissute, delle stanze mai aperte, dopo tutti questi anni in cui il mio corpo si immolava alla speranza di un futuro sereno, scopro che tutti i miei sforzi sono stati inutili. Mai potrò ricucire uno strappo che mi porto dentro per una questione che trascende le “psico-questioni”, ma che è meramente e miseramente genetica. Il mio dna è ibrido, il mio sangue misto, i globuli rossi occidentali sono probabilmente sempre in lotta con i miei globuli bianchi musulmani e per questo integralisti, terroristi e decisamente culturalmente inferiori.

Se me lo avessero detto subito! Quanta fatica mi sarei risparmiata! Ma la maestra delle elementari non poteva spiegarmelo? Forse non lo sapeva neanche lei? Accidenti però… queste scuole italiane, occidentali, cattoliche (già, perché era anche una sposa di Cristo) e superiori mi sembrano un po’ carenti….

Ora la questione è: potrà essere sufficiente attaccarmi ad una macchina per la dialisi o assumere qualche antibiotico super efficiente (ovviamente prodotto in un laboratorio occidentale protetto dagli attacchi dei virus islamici) per eliminare da me questo sangue impuro ed inferiore o dovrò rassegnarmi a continuare a portare quest’onta genetica? Ho due passaporti e due identità ematiche. Ma in fondo il passaporto islamico e terrorista potrei bruciarlo. Ma con il sangue la questione è diversa. Non parliamo poi del cervello!

Se è vero che un emisfero è deputato all’analisi e all’elaborazione delle masturbazioni mentali (leggi raziocinio) mentre l’altro è iscritto all’Accademia delle Belle Arti (leggi creatività), se ciò è vero (e non ho motivo di dubitarne, visto che quasi tutti gli studi di neurofisiologia, fatte poche eccezioni, vengono dal mondo occidentale) il mio cervello come funziona? Ha due emisferi o ne ha quattro? Un quarto razional-superiore, un quarto razional-inferiore, un quarto creativo-superiore e un quarto creativo-inferiore. Deve essere per questo che non ho mai saputo scegliere con decisione se preferissi fare bricolage e giardinaggio piuttosto che leggere un libro.

Mi torna in mente Calvino e il suo Visconte dimezzato. Chissà se anche lui era il risultato dell’infelice incontro tra una occidentale superiore ed un mediorientale inferiore, integralista e terrorista. Quindi la cannonata che l’ha diviso in due altro non era che il frutto della lotta tra i suoi globuli bianchi ed i suoi globuli rossi. Sono un visconte dimezzato anche io…. deve proprio essere così, anche se non me ne sono mai accorta. Le mie due metà vagano per il mondo ma curiosamente alla fine entrambe inneggiano alla guerra. Guerra santa da una parte, guerra per la libertà duratura dall’altra. Potevo rimanere intera e fare la guerra comunque. Il risultato non cambia, in fondo e mi risparmiavo questo doloroso strappo che mi porto dentro.

Ma di fatto sono così, magari più che visconte sono solo una contessina dimezzata. Ecco. Deve essere così. In fondo lo dice il capo della nazione più “in” degli ultimi secoli, lo dice una scrittrice di cui ho sempre avuto stima, lo dice persino il nostro presidente del consiglio. Ed io ho fiducia nelle istituzioni, mi hanno insegnato così nella mia scuola cattolica e occidentale. Quindi deve essere così. Mio padre è un terrorista di razza inferiore. E tutti i ricordi che ho di lui che giocava a barbie con me devono essere frutto di un successivo lavaggio del cervello (ma qui torna il dubbio: di quale emisfero?), probabilmente invece erano fucili e pupazzetti di kamikaze con lo slip doppio. Deve proprio essere così. Meno male che c’è qualcuno che finalmente me lo ha detto, altrimenti avrei continuato ad andare in analisi ancora per chissà quanto tempo. In fondo conoscere il problema è il primo è passo per risolverlo. Ora io conosco il mio problema, troverò una soluzione.

Fin qui tutto bene, non fosse per un piccolo dettaglio. Ho sempre trovato molto ingombrante il mio cognome… è difficile stare in fila in un qualsiasi ufficio occidentale e, alla fatidica domanda “Come si chiama?” , dover rispondere “Aspetti. Le dico una lettera per volta” (anche perché per lo più pensavano che li stessi prendendo per cretini e si arrabbiavano molto, e allora la mia parte terrorista saltava fuori e glielo sparavo così com’è, nudo e crudo, godendo non poco all’inevitabile step successivo “Dopo la R cosa c’è?”).

Un cognome tanto ingombrante che più di una volta ho pensato di affiancare o sostituire con quello di mia madre, decisamente più occidentally correct. Il piccolo dettaglio è che dalla notte dell’11 settembre sono improvvisamente diventata fiera del mio ingombrante cognome. Da quella volta in cui non l’ho più trovato al suo posto, sul citofono (quanto disturbo per un ematoibrido dimezzato come me!). In quel preciso istante ho riscoperto il piacere di secoli di storia, di letteratura e di poesia che avevo dimenticato mente studiavo Catullo, Leopardi e D’Annunzio. In fondo se ho quattro emisferi, potranno anche soggiornarci cose diverse, no?

La verità è che tutte le cose che sto sentendo in questi giorni stridono con la mia esperienza personale. Non mi tornano i conti. La famiglia di mio padre, così biologicamente mediorientale, mi è sempre sembrata (mi scuso anticipatamente per l’improprio utilizzo di termini tanto occidentali in riferimento ad appartenenti ad una cultura inferiore) molto più illuminata ed illuminista di quella di mia madre, italiana purosangue con tanto di pedigree. E qui il complesso edipico c’entra poco.

C’entra invece la mia storia personale, quella a cui mi sento di dare la dignità che spetta di diritto ad una persona che cerca, nel suo piccolo, di non dimenticare mai il rispetto per il prossimo. E questo senso del rispetto non l’ho trovato sotto un cavolo. Me l’ha insegnato mio padre. me l’ha insegnato negli anni di silenzio davanti alla dominazione barbarica di una famiglia matriarcale occidentale. Silenzio che era amore, rispetto, riguardo, per sua moglie e le sue due figlie femmine. Già, perché mio padre avrebbe dovuto proprio buttarci giù dalla rupe… due inutili femmine… invece ci ha amato, e ci ha accudito, come solo alcuni padri occidentali che io ho conosciuto hanno saputo fare. Insieme a mia madre ha cresciuto due figlie che non mi risultano essere terroriste, ma solo due persone.

E allo stesso modo, mentre la mia nonna italiana mi insegnava l’arte della crema pasticcera e dell’ascolto degli altri, il mio nonno persiano mi ha aperto gli occhi sulla delicatezza di un’opera d’arte, sulle meraviglie che ci possono essere in un fiore. E mio nonno era decisamente musulmano… come si fa a non essere musulmani chiamandosi Alì?
Come faccio a spiegare cosa si prova a sentir scorrere nelle proprie vene millenni di culture diverse, guardarsi allo specchio e pensare che il tuo occhio ha fatto un viaggio di migliaia di km prima di venirsi a stampare sulla tua faccia? Vorrei spiegarlo…. perché è una bella sensazione essere ematoibridi.
Come tutti i bambini cresciuti in Italia ho letto il Vangelo. E ricordo con chiarezza una cosa: non fate agli altri ciò che non volete sia fatto a voi. Ma ancora non mi tornano i conti, perché questo è esattamente ciò che mio padre, musulmano e quindi inferiore, mi ha insegnato. Chissà, forse aveva letto anche lui il Vangelo da piccolo? O forse è solo questione di buon senso, mentre il resto è solo una grande crisi premestruale collettiva.

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