Il giustizialismo degli ingenui
inviato da Maria Mazzei
 
 
Ne parlavano già da un pezzo che quando sono diventate d’attualità mi ero già andata a leggere sul vocabolario la definizione: rogatorio, agg. concernente la richiesta (com. detta la rogatoria) che un’autorità giudiziaria rivolge ad un’altra per il compimento di atti processuali che esulano dalla propria giurisdizione. (diz. Le Monnier)

Mi riferisco ai giorni caldi che ha visto il nostro Parlamento durante le votazioni per la legge che ratifica un trattato internazionale, tra
l’Italia e la Svizzera.
La prima volta alla Camera viene respinto il disegno di legge del governo e attraverso lo scrutinio segreto e i franchi tiratori la maggioranza perde, nonostante i suoi 356 seggi. E’ in effetti clamoroso che con 525 presenti, 523 votanti e 2 astenuti i deputati si siano espressi 293 per il si e 231 per il no (per recepire un emendamento proposto dall’opposizione).

Ieri al Senato con 273 presenti, 272 votanti il governo (che poteva contare su 183 voti favorevoli) ha battuto decisamente l’opposizione con 161 a 111, con la sola (clamorosa) astensione del vice Presidente del Senato Domenico Fisichella. Alle proteste dell’opposizione per la inedita procedura adottata dal Presidente Pera, l’ex Ministro Franco Bassanini dice che “ha magari ragione sulla questione delle commissioni e delle convocazioni, ma ha sbagliato sulla modifica dell’ordine del giorno. In tutte le assemblee, dai Parlamenti alle riunioni di condominio, ci vuole la maggiornaza qualificata per cambiare l’ordine del giorno”; e Renzo Gubert (cdu), della maggioranza, "Bassanini ha proprio ragione".

Ieri mattina il Senato ha comunque finalmente fatto passare una legge con la quale d’ora in poi nessuno verrà più condannato sulla base di documenti incerti: sì, perché risultato di una rogatoria, svolta dall’autorità giudiziaria svizzera per il compimento di atti processuali ma non recanti tutti i timbri e contro-timbri, visti e contro-visti che comunque un altro paese democratico non ritiene necessari ai fini della validità del documento. Ma noi siamo contenti che il nostro Paese diventi più garantista, soprattutto da quando da più parti ci viene detto che dopo gli attentati di NY saremo ovviamente più controllati.

Il punto é un altro. Per i processi in corso significa ripartire da capo per l’acquisizione di quegl’atti, mentre i termini per la prescrizione dei reati (falso in bilancio, capitali illeciti all’estero, fondi neri) si avvicinano.
E che la burocrazia é maledettamente lenta lo sappiamo tutti. Si tratta cioé di mettere una pietra sopra ai processi in corso per mafia e tangenti perché i documenti sono ormai da cestinare e il tempo stringe. Se forse il governo avesse rinunciato alla retroattività del provvedimento qualcosa si sarebbe potuto salvare di quel lungo lavoro. Se solo avesse allungato i termini della prescrizione per i processi in corso anni di indagini internazionali non sarebbero stati sacrificati. Ma la storia non si fa sui "se".
Il beneficiario più illustre, più in vista, più importante di questo
sorprendente colpo di mano, che ha spaccato la maggioranza - e che potrebbe costarci un richiamo dall’ONU - é il sig. Silvio Berlusconi, che come me potrà gioire di tanto garantismo ma ben più di me per l’impunità che gliene deriverà personalmente.

Di questi tempi pensare così e sentirsi “a casa” é come essere addormentata e sognare di essere sveglia. E’ diventato normale, prassi corrente che i rappresentanti politici lavorino per sé, che curino i propri interessi in pericolo per reati penali. Addormentata tra gente sveglia perché ad eccezione di un’opposizione parlamentare, comunque colpevole di non aver votato questo provvedimento sei mesi fa, mi sembra che il Paese viva bene lo
stesso, che nessuno si indigni più per i nostri politici imputati
(rigorosamente bipartisan), per i loro tanti interessi che confliggono con la carica istituzionale.
E se la verità fosse al contrario di una sveglia tra i dormienti, vi prego datemi ospitalità.
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