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Referendum:
perché votare sì
inviato da
Elvira
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SI' AL REFERENDUM SUL FEDERALISMO
Alla fine della scorsa legislatura Regioni, Province
e Comuni hanno chiesto concordemente al Parlamento
di approvare i principi fondamentali della riforma
federalista.
l'Ulivo ha approvato con i propri voti la riforma
che ora viene sottoposta a referendum.
Il tuo sì é ora determinante per confermare
definitivamente la riforma
Ecco come, con il tuo voto, la Costituzione e l'Italia
potranno cambiare: 1) Più autonomia
alle comunità locali e regionali
Il nuovo articolo 1 della Costituzione stabilisce
che la Repubblica é costituita dai Comuni,
dalle Province, dalle Città Metropolitane,
dalle Regioni e dallo Stato, con pari dignità
e con ambiti riconosciuti di autonomia. Niente più
leggi statali che invadono le competenze locali
e regionali, niente più controlli formali
sugli atti delle Regioni e degli enti locali.
2) Roma capitale
Viene conferito alla città di Roma lo status
di 'Capitale della Repubblica', con la possibilità
di un ordinamento speciale. 3)Più
potere alle Regioni
Viene capovolta la logica della ripartizione di
competenze tra Stato e Regioni:
lo Stato mantiene potestà legislativa esclusiva
in un limitato numero di materie (esteri, interni,
difesa, tesoro e finanza, giustizia, ambiente e
beni culturali)
in alcune materie (lavoro, istruzione, ricerca scientifica,
salute, sport, territorio, reti di trasporto, comunicazione,
energia) le Regioni hanno una potestà legislativa
concorrente con quella dello Stato, cui spetta il
compito di stabilire unicamente i principi fondamentali
in tutte le restanti materie (tra le altre formazione
professionale, turismo, industria, artigianato,
commercio, agricoltura, viabilità , trasporti
pubblici), le Regioni hanno potestà legislativa
esclusiva, con il solo vincolo di attenersi alla
Costituzione. Un traguardo uguale per
tutti, con velocità che possono differenziarsi
In un Paese così fortemente centralizzato
come l'Italia, il federalismo é un processo.
Ogni Regione a statuto ordinario, sentiti gli enti
locali, può proporre al Parlamento di assumere
la potestà legislativa esclusiva in tutte
le materie di legislazione concorrente, comprese
istruzione e sanità , oltre che nellíorganizzazione
della giustizia di pace, nell'ambiente e nei beni
culturali. Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia,
Trentino Alto Adige/Sudtirol (suddiviso nelle Province
Autonome di Trento e Bolzano), Valle d'Aosta/Valle
díAosta rimangono Regioni a statuto speciale.
Scuola e sanità
Cosa cambia in concreto per i cittadini? A tutti
éassicurata la stessa qualità dei
servizi dal momento che la determinazione dei livelli
essenziali da garantire su tutto il territorio nazionale
é di esclusiva competenza della legislazione
dello Stato. Ma ogni Regione potrà differenziare
in piena autonomia la loro organizzazione e le modalità
per la loro erogazione. Immigrazione
e sicurezza
Sono di competenza dello Stato, ma la legge deve
stabilire forme di coordinamento con le Regioni
e con gli enti locali che sono già responsabili
per tanti aspetti che concorrono a determinare sicurezza
e convivenza di una comunità. Il
federalismo fiscale e la solidarietà nei
confronti delle Regioni più deboli
I Comuni, le Province, le Città Metropolitane
e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata
e di spesa. Così inizia il nuovo articolo
della Costituzione che consente agli enti locali
di stabilire e applicare tributi propri, oltre a
poter partecipare al gettito di tributi erariali
riferibili al loro territorio. Lo Stato, però,
non esce di scena: ad esso é affidato il
compito di istituire un fondo perequativo per i
territori con minore capacità fiscale per
abitante. Lo Stato può intervenire anche
destinando risorse aggiuntive e attuando interventi
speciali.
Un'amministrazione più vicina ai cittadini
Il potere amministrativo é affidato in primo
luogo al Comune. Deve essere favorita líautonoma
iniziativa dei cittadini singoli o associati per
lo svolgimento di attività di interesse generale,
sulla base del principio di sussidiarietà.
Più spazio alle donne nelle istituzioni
La riforma attribuisce alle leggi regionali il compito
di promuovere piena parità di accesso tra
donne e uomini alle cariche elettive. |
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