Cartolina dal Sud
inviato da Marco Ciriello
 
cartolina dall'inferno

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Italo Calvino

Lo straordinario vento del 1992 si è stemperato di fronte ai baroni del niente che di nuovo imperano, non è riuscito a spazzarli via, è stato ingoiato dal buco nero della memoria che ciclicamente colpisce l'Italia.
Se il Cristo di Levi era riuscito almeno a raggiungere Eboli il nostro vento d'innovazione politica si è fermato molto molto prima del Garigliano.
Terra di sconfitte la nostra, sconfitte ed umiliazioni, terra di frontiera, che accoglie diseredati ed esporta disperati. Terra dove il silenzio ha vinto sulla ragione e sui sentimenti, dove nemmeno più gli intellettuali parlano e denunciano, terra di smemorati e di ricattati, dove il lavoro non ha un domani, dove le occasioni sono privilegio di pochi. Terra di conquista, terra di dolore, terra in bianco e nero, dove anche i colori hanno deciso di non albergare di non condividere l'eterno sorgere dello stesso sole, quello dei gattopardi (come li chiamava Tomasi di Lampedusa) quello dei Luigini (come li chiamava Levi) quello di chi sta sempre dalla parte della ragione, di chi è sempre maggioranza anche senza avere i numeri e le doti, di chi non perde mai, di chi riesce sempre a farcela. Di chi sa sempre quale stella guardare, da quale parte entrare, di chi sta sempre da tutte le parti e mai da una parte sola. Chi sono? Quelli che accusava Pasolini, l'intera classe dirigente forzaitaliota ora, democristiana prima, quelli che hanno ucciso anche solo a parole Pio La Torre, Peppino Impastato, i giudici Falcone e Borsellino, quelli che hanno permesso di far proliferare mafia e camorra, dandogli numerosi appigli, quelli che hanno permesso che si sfregiasse il nostro paesaggio pur di poter barattare un pugno di voti con un posto in fabbrica, quelli che hanno permesso e permettono che le campagne elettorali si basino sul ricatto, quelli che hanno costruito le proprie ascese politiche sui bisogni delle nostre terre, sfruttandole fino all'inverosimile. Le pale dei nostri mulini, non girano più perché il vento non è arrivato, e non arriverà, chi è gramigna mai diventerà rosa, quello che era grano ora è deserto nonostante l'enorme quantità di letame.

Marco Ciriello
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