Carlo Giuliani - Poem
inviato da Marco Ciriello
 

Quanti colori ci sono in una foto che annuncia la morte?
Quanta luce c'è in un attimo prima del buio?
Quanta energia c'è in un giovane esile corpo che si fa icona della rabbia?
Quanta violenza c'è dietro gli otto grandi im-potenti?
Che cosa c'è dietro la religione dell'offesa, da loro praticata?
Quante zone rosse ci sono nel mondo?
E quante zone di non ritorno come piazza Alimonda?***
Gira forte la giostra del dolore,
lasciandosi alle spalle colori senza luce
e ragazzi senza vita.
- Straordinario viaggio - cavalcando l’illusione,
entrando in una realtà senza ragione:
così eravamo arrivati a Genova, -
correte gente correte, affrettatevi a combattere il pensiero unico,
non riempite il nero bidone della ragione senza fondamenti
- Rosso fuoco, verde ambiente
sono i motivi della nostra protesta,
conducendoci in fondo alla città delle luci,
enormi onde colorate ci accolgono,
galleggiamo su di una scatola vuota dal fondo fiorito,
camminiamo fra elmi, scudi, bandiere, telefoni, telecamere ed obiettivi,
tutti pronti a guadare,
pochi disponibili a vedere.
Con fatica seguo le capriole delle parole
senza raggiungere la logica voluta dalla realtà,
tagliata in mezzo dalle forbici
che
volteggiano sullo sfondo di cartapesta,
eseguendo strampalati ordini
gridati da una macchina per scrivere.
Per giocare al tavolo delle esecuzioni c’è bisogno della normalità.
Guardano - Guardiamo.
Senza afferrare lo scopo del giallo.
Davanti alle porte dell’illusione si spara
e le pallottole stanno ingoiando i colori,
senza chiedersi cosa diranno né dove andranno a finire
dopo la pausa inattesa.
Esiste un contenitore, un custode o un pianeta per i loro pensieri?
Chi si ricorderà dei loro sorrisi?
Ma il viaggio continua,
la macchina corre
e non importa che ci sia luce a sufficienza
né l’aiuto di una buona compagna,
il vuoto è un ottimo testimone
quando la destinazione
ha come traguardo il nulla.***
Ci sono foto che non hanno bisogno dei colori per parlare
e foto che parlano attraverso i colori.
Quella dell'uccisione di Carlo Giuliani è emblematica.
Lui ha,
e rappresenta diversi colori,
chi spara uno solo.
Lui è blu passamontagna,
rosso estintore,
rosa carne,
bianco canottiera,
il carabiniere è nero pistola avvolto dal buio.
I movimenti di Carlo
ricordano il balletto del giovane di piazza Tienanmen,
lento si avvicina alla jeep,
felini i suoi movimenti,
inconsapevole preda della sua irruenza,
vittima della paura di un cacciatore spaventato
dalla rabbia legittima di un'animale
che
non riconosce il suo habitat.
Veloce e lungo
il dolore entra nella foto
e nella storia,
veloce cancella colori e sfumature,
lento condanna ingiustamente al gelo e al buio
il giovane sole,
ingannato da un orizzonte beffardo.
Il resto è rosso dolore,
disegnato dal sangue sulla faccia,
nero sul grigio: quello delle parole sui giornali,
la faccia di Fini per l'indifferenza.

MARCO CIRIELLO

> torna su
Politica
Sociale
Informazione
Documenti
Eventi
Culture