Il disegno di legge
che ratifica la convenzione tra Italia e Svizzera
in materia giudiziaria e che piu' in generale
disciplina le rogatorie internazionali è
oggetto di furiose polemiche da parte dell'opposizione.
Due sono gli aspetti piu' contestati: l'inutilizzabilita'
degli atti trasmessi senza rispetto delle regole
e l'applicabilita' del principio ai processi in
corso
1. ''L'inutilizzabilita' - ha spiegato
Gaetano Pecorella, presidente della commissione
Giustizia di Montecitorio - fa riferimento non
a violazioni formali, ma a violazioni che riguardano
accordi tra gli Stati. In particolare al fatto
che ormai, in violazione di queste convenzioni,
non si rispettano piu' le regole minime per garantire
la genuinita' della prova. E le forme, rispetto
alle prove, sono anche sostanza''.
''L'inutilizzabilita' degli atti - conferma l'on.
Niccolò Ghidini - e' strettamente correlata
alla violazione di norme gia' contemplate nella
Convenzione europea del 1959 e in altri accordi
internazionali. Nella legge esaminata non c'e'
nulla di nuovo, il legislatore vieta soltanto
l'uso di testimonianze e prove raccolte in violazione
di accordi internazionali. Non vedo quale sia
lo scandalo anzi e' un garanzia in piu' per il
cittadino. E poi se la rogatoria e' stata fatta
male puo' sempre essere rifatta, senza compromettere
alcun processo''.
E a quanti accusano che tale norma favorirebbe
Silvio Berlusconi, Ghidini rileva che "l'estraneita'
di Berlusconi ai fatti contestati e' gia' conclamata
dall'incartamento processuale che contiene le
prove della sua innocenza''.
2. La scelta di applicare le nuove norme ai
processi in corso è un principio affermato
dalle sezioni unite della Cassazione. Conferma
Pecorella:"Solo una prova legittima nel nostro
ordinamento puo' essere utilizzata per condannare
o assolvere. Nessun 'colpo di spugna' su alcuni
processi. Stiamo facendo leggi in linea con lo
standard europeo o, comunque, che recuperano garanzie
che cinque anni del governo precedente hanno mandato
al macero. Non è neppur vero vero che la
nuova legge sulle rogatorie ritardi
le procedure. Semmai, e' prevista la possibilita'
che le parti, i magistrati si trasmettano direttamente
gli atti''.
A PROPOSITO DELLE CRITICHE DELL'OPPOSIZIONE.
''L'opposizione - ha detto ancora Pecorella -
ha scelto la strada di bloccare qualunque tipo
di riforma e quindi naturalmente trovera' per
ogni occasione modo di dire che le leggi vengono
fatte per favorire questo o quello o addirittura
per danneggiare questo paese: mi pare grottesco.
Per quanto riguarda i contenuti, poi, si tratta
di disposizioni che prevedono che il mancato rispetto
delle norme sulla formazione e acquisizione della
prova comporti la inutilizzabilita' della prova
medesima qualora sia raccolta all'estero. E' un
principio talmente elementare che maggioranza
e opposizione hanno votato assieme l'art.111 della
costituzione che si basa proprio su questo. D'ora
in poi bastera' che i magistrati si attengano
alle indicazioni dei trattati tra Stati".
Comunque Pecorella ha anche affermato di avere
intenzione di studiare un provvedimento che proroghi
i termini della custodia cautelare per il tempo
necessario a richiedere nuovamente la rogatoria.
IN MERITO ALLE CRITICHE DEI MAGISTRATI.
''Penso che i magistrati - sostiene Pecorella
- considerino ogni regola come un laccio che impedisce
loro di procedere a mani libere nel rispetto o
non rispetto delle norme di legge. Ormai l'atteggiamento
della magistratura italiana, che ha avuto possibilita'
di intervenire senza incontrare nessuna resistenza,
per situazioni che tutti conosciamo, negli anni
scorsi, e' ogni volta che e' stabilita una regola
a garanzia della parti e della verita' questa
regola ci infastidisce, ci impedisce di fare il
nostro mestiere. Quasi che il mestiere della magistratura
non sia quello di applicare le norme e di ricercare
la verita' attraverso la rigorosa applicazione
delle norme". |