L'appello degli intellettuali palestinesi
aprile 2002
di Mahmud Darwish

"Dovete muovervi, alzare la voce e trasmettere questo grido di dolore”. Questa l’accorata preghiera che gli intellettuali palestinesi hanno rivolto ai loro omologhi arabi e a tutti noi. Perché la loro terra sta bruciando…
"Noi scrittori, artisti e letterati rivolgiamo il nostro appello agli intellettuali arabi, chiedendo loro di muoversi, di alzare la voce e di trasmettere questo grido di dolore agli scrittori, artisti e pensatori di tutto il mondo, affinché siano solidali con noi, intellettuali palestinesi, e con tutto il popolo palestinese, che sta resistendo alle forze della terribile occupazione israeliana.

Stiamo assistendo alla distruzione e alla rioccupazione delle nostre città, paesi e campi, all'uccisione e all'annientamento dei civili, alla distruzione di scuole, edifici, istituti, centri culturali, luoghi di culto, insomma di tutte quelle costruzioni importanti per la società palestinese, all'odio e all'umiliazione, all'arresto dei nostri giovani che vengono trasferiti in campi di concentramento, oppressi, terrorizzati, affamati.

In più, le forze israeliane impediscono agli ospedali e alle unità sanitarie di svolgere le loro attività e i loro compiti umanitari, impediscono alle autoambulanze di trasportare i feriti e alle vittime di essere seppellite, tanto che le celle frigorifere degli ospedali non riescono più ad accogliere nuovi corpi.
Ed ora la situazione all'interno delle città, dei paesi e dei campi non cessa di peggiorare, stiamo assistendo ad una escalation di tragedie e catastrofi.
Gli scrittori, gli artisti, i letterati palestinesi, assediati con il loro popolo, in tutte le città, i paesi, i campi palestinesi, lanciano questo appello ai loro fratelli e alle organizzazioni arabe interessate, chiedendo loro di muoversi velocemente e di fare tutto quello che è nelle loro capacità, per condannare l'occupazione e svelare la natura terroristica e malata del governo Sharon e del suo apparato militare e di sicurezza. Chiediamo anche loro che questa nostra istanza arrivi a tutti gli uomini di cultura del mondo intero.

Accerchiati, lottiamo con il nostro popolo. Viviamo continuamente minacciati, privati di acqua, elettricità e senza mezzi per poter comunicare. Non possiamo far altro che desiderare, sperare e resistere.

Agli uomini di cuore e di intelletto, a tutti coloro che sono liberi nei paesi arabi e nel resto del mondo, diciamo: noi abbiamo bisogno di voi, del vostro aiuto e del vostro appoggio".

 

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