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Primavere
diverse |
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di Marco Ciriello
(foto di Enrico Natoli) |
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Sta per arrivare la primavera,
da una parte del mondo porta fiori dall'altra
proiettili. Ieri mattina non c'era nuvole basse
in medioriente, di quelle che ti fanno rimandare
gli impegni. E così i carrarmati di Sharon
dopo aver rastrellato i villaggi dei territori
hanno continuato. Questa volta sotto i loro proiettili
sono finiti tre fotografi: due europei e uno egiziano.
Fra i due europei c'era un italiano ed è
morto. L'altro era francese ed è stato
ferito ad una gamba. Il terzo aveva un giubbotto
antiproiettile che gli ha salvato la vita. Il
reporter si chiamava Raffaele Ciriello ed ora
il suo obiettivo è rotto, la sua telecamera
spenta, la sua curiosità annegata nel sangue.
Era un medico che da dodici anni aveva deciso
di andare a "vedere" ciò che
accade nei posti dove la primavera non porta nulla
di nuovo. Fare il fotografo di guerra è
molto più difficile di scrivere di guerra.
Il pezzo si può scrivere anche lontano
dalle battaglie, la foto no. La foto si ruba fra
le piogge di proiettili, la foto richiede la presenza.
Richiede l'occhio. Andate a vedere le foto di
Raffaele sul sito www.ciriello.com.
Fare foto significa guardare le cose con ingenuità
e stupirsi come un bambino. Il suo sito dice che
sono cartoline dall'inferno. Beh visto che il
brutto lo ha già fotografato.
Ora lo aspettano terre di pace e foto senza malinconia.
Eppure, nella notte di ieri, il Consiglio di Sicurezza
dell'Onu ha approvato una risoluzione che indica,
in Medio Oriente, l'esistenza di "una regione
nella quale due Stati, Israele e la Palestina,
vivano fianco a fianco". Il testo approvato
"esige", inoltre, "la fine immediata
degli atti di violenza, comprese tutte le forme
di terrorismo, di provocazione, di incitamento
e di distruzione".
Il giorno dopo però i carrarmati israeliani
continuavano le loro imprese ai danni di bambini
donne e uomini indistintamente, e in più
vietano la circolazione della ambulanze, mentre
gli ospedali palestinesi non hanno farmaci, sangue
e attrezzature a sufficienza per medicare i feriti.
Raffaele è morto da "palestinese",
pagando la libertà di documentare azioni
illegali che sanno di vera e propria guerra, e
condizioni alle quali è sottoposto il popolo
palestinese. Due domeniche fa avevo lamentato
le condizioni del popolo palestinese su questo
giornale, sperando in un intervento delle nazioni
unite, una forte presa di posizione europea e
un cambio di rotta americano.
L'Onu per ora si è limitato al voto che
arriva tardi, l'Europa a delegazioni di parlamentari
che vanno da Arafat e guadagnano le prime pagine
dei giornali e l'America ad un timido cambio di
rotta. Mi chiedo cosa fa il premio nobel Kofi
Annan? Come mai non interviene? Come mai non va
in Palestina anche simbolicamente? Che cosa stiamo
aspettando? L'unica notizia buona da quei posti
è arrivata ieri. Kim Teldam, una bambina
israeliana di 6 anni, ha aperto trattative di
pace indipendenti con i palestinesi, scrivendo
una lettera in ad Arafat. Ha più cervello
e coraggio del suo governo. |
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