Silete
di Marco Ciriello

(foto di Enrico Natoli)
 
Quando l'onorevole Silete arrivò nello studio e salutò con una smorfia, senza dire parole, il conduttore si accorse che la serata sarebbe stata dura. Continuò a rispondere annuendo o non alle domande di rito del conduttore. Dove vuole sedersi? Le vanno bene queste domande? È abbastanza comoda la poltrona? Sa dove guardare? Ha altre esperienze televisive? E quando lo lasciò per chinarsi dinanzi all'esponente della maggioranza, guardandolo dal basso gli chiese: ma dove l'hanno preso?

E l'elegante rappresentante del governo, grande esperto di tv, ci stava praticamente più che in parlamento, rispose serafico: per me uno vale l'altro e poi io non guardo mai da quella parte in parlamento, le loro facce mi rovinano i pasti. Accortosi di aver urtato la suscettibilità del rappresentate del governo, il conduttore gli disse: su questa domanda crolla e lei può infierire, indicandogli, deferente, la cartella con le domande. La Storia funziona sempre nessuno ci fa caso, si presta alle rivisitazioni e la percentuale di pubblico che si ricorda ancora qualcosa non ci guarda. Praticamente un'imboscata.

E poi l'ha visto quello che ci hanno mandato, un nuovo paladino che però non dice nulla? Strano vero. Il ministro aveva smesso di ascoltarlo da tempo e si era tuffato in un enorme cesto di frutta. Intanto l'onorevole Silete era già al suo posto, con lo sguardo perso in qualche altro mondo, di sicuro migliore di questo.

Cominciò la trasmissione. Il conduttore presentò velocemente il bravo generoso uomo del governo, che tra tanti impegni era venuto a comunicare il pensiero della sua larga enorme maggioranza che stava rendendo civile il paese. E con due parole accennò all'onorevole Silete che, tranquillo abbozzò l'ipotesi di un sorriso ma la telecamera stava di nuovo sul largo elegante rappresentante del governo. Il conduttore dopo aver ricordato gli sponsor generosi che permettevano alla democrazia di comunicare con la gente, cominciò naturalmente con il rappresentante del governo: allora ministro che riforme avete portato a termine oggi?

Abbiamo varato delle proposte vantaggiose per i pensionati e per i precari ma la burocrazia del parlamento ci farà vedere gli ottimi risultati, che confermano la buona fede del governo e l'impegno a mantenere le promesse elettorali, solo fra qualche anno. E lei onorevole Silete che dice in proposito? Silenzio assoluto solo una bella faccia che basta a far capire che proprio no, lui non ha nulla da spartire con quelle parole. Le rughe, e i capelli fuori posto confermano la sua ragione. Subito incalzante il rappresentante del governo. A dire la verità visto il comportamento dell'onorevole Silete non c'è fretta, il silenzio c'è in abbondanza basta solo romperlo.

Non parlate perché non avete nulla da dire sull'ottimo trasparente operato del governo, al quale mi onoro di appartenere. Dall'altra parte ormai la familiare faccia dell'onorevole Silete con la salita di una guancia disapprova.

Pubblicità, sia sa la democrazia costa cara. Nell'intervallo lo studio accoglie le imprecazioni del conduttore, che con violenza si scaglia contro l'insolito deputato che calmo ascolta le urla. A voi la parola l'ha tolta la storia. Ma il conduttore è smentito gli indici della trasmissione sono altissimi, il singolare comportamento dell'onorevole Silete paga.

Si ritorna in studio con un primo piano del rappresentante del governo che parte all'attacco sulla guerra. Dovevamo farla era un obbligo bisognava combattere chi attenta alla democrazia e al progresso. Chi non capisce che noi siamo la parte avanzata del mondo. Il conduttore per scrupolo chiede all'onorevole Silete che cosa vuole dire.

E lui come un Bartleby nostrano, silenzioso lo guarda. Guarda la telecamera con lo stesso stupore dei bambini bombardati dalle civili bombe della democrazia. Si prosegue su altri temi. Dalle pensioni agli scioperi senza trascurare nulla. Silete silenzioso scivola via. Quando la telecamera si volta per cogliere le sue non-risposte trova la rossa poltrona vuota. Sopra spicca un grosso foglio che denuncia le mille pieghe per stare nelle tasche di una giacca.

Sul bianco del foglio a grossi caratteri neri c'è scritto: avrei preferenza di NO