Dialoghi e affini
Il documento é stato inviato da Marco Ciriello, al quale va il nostro ringraziamento
(foto di Enrico Natoli)
 
Mentre si consuma la spartizione della Rai come un bottino di guerra, tra una gag e l'altra del nostro presidente del consiglio e di molto altro, la vita politica scorre. A dispetto di quello che gli elettori chiedono: cioè opposizione dura e nessun accordo su niente con una maggioranza che dire "barbara" è un complimento, scopriamo che l'onorevole Minniti (Ds) dialoga con profitto con l'onorevole Previti.

Lo confesso non sopporto Minniti e quelli come lui, ma ci sono e ce li teniamo non so fino a quando e a che prezzo visto quello che fanno. Non lo sopporto da quando rispose in politichese ad un ragazzo della mia età che ammalato di leucemia chiedeva lumi sull'uranio impoverito, il ragazzo era di ritorno dal Kossovo, lui era sottosegretario. Facevo già fatica a sopportare il fatto di militare nello stesso partito di Minniti e proprio quando me ne ero fatto una ragione, mi arriva una mail di Emergency che spiega cosa stanno facendo l'onorevole Minniti e l'onorevole Previti. Insieme distruggono la legge 185/90.

Ma come mi sono detto mentre Moretti urla, la base dei Ds è in rivolta e Fassino fa di tutto per farci credere che le cose migliorano Minniti si conferma? Si ho controllato Minniti si conferma. Invece di occuparsi dei deboli come certe idee vorrebbero per la sinistra, il nostro che fa? Si preoccupa della forte lobby delle armi che non contenta di una legislazione stretta per i traffici, chiede di chiudere un occhio e lasciare fare. Alla demolizione della legge 185/90 manca solo la ratifica delle camere.

Sono stati bravi e solerti i nostri onorevoli. La colpa della legge è di consentire un controllo parlamentare sui i traffici di armi. La legge era stava varata per evitare che le armi fabbricate nel nostro paese finissero nelle mani delle organizzazioni mafiose e terroristiche e alle nazioni in guerra. Ma come non stavamo dando la caccia ai terroristi?

La legge 185/90 fu voluta dalle associazioni della società civile (gruppi missionari, religiosi, pacifisti) che sono sempre state in prima linea contro tutti i traffici di morte e i torbidi retroscena che essi nascondono (vendita di navi italiane a Saddam Hussein e Gheddafi, armamento dei Talebani con i micidiali lanciamissile Stinger da parte delle passate amministrazioni Usa). La legge 185/90 non piaceva però ai mercanti di armi perché poneva delle "ragioni etiche" al di sopra delle ragioni del profitto. Da tempo i mercanti di armi chiedevano più libertà di commercio e la fine delle norme "etiche" giudicate troppo restrittive.

L'attacco alla legge 185/90 è stato lanciato pochi giorni fa dall'on. Previti il quale ha presentato un disegno di legge per "facilitare" l'esportazione di armi. Tra le tanti ragioni dell'onorevole vi è il fatto che è membro del consiglio di amministrazione dell'Alenia, che fabbrica armi. E Minniti che fa? ha definito il disegno di Previti di "grande rilievo" e lo ha considerato uno "straordinario passo in avanti" è arrivato ad esprimere "apprezzamento per gli alti contenuti del disegno di legge" presentato dall'on. Previti; ne ha addirittura rivendicato la paternità di contenuti in quanto essi, come sostiene l'on. Minniti, costituiscono il coronamento di accordi già da lui sottoscritti in sede europea in qualità di sottosegretario del governo D'Alema.

L'unico appunto che l'on. Minniti fa al governo Berlusconi è quello di non aver acquistato gli aerei europei militari da trasporto, i costosissimi A400M. Vorrei che i dirigenti del mio partito si pronunciassero su questo tema. E vorrei che ne impedissero la modifica attraverso i propri gruppi parlamentari. Nei mesi scorsi ho sentito e letto molte critiche (ingiuste) a gente come Gino Strada, sarà che lui parla alla sinistra e fa cose di sinistra e quelli che si fanno investire ed eleggere per nome e conto della sinistra fanno altro. Da oggi quando qualcuno mi dirà sono di sinistra chiederò rispetto a chi.

MARCO CIRIELLO