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Totti
e Nesta no war |
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Il documento é stato inviato
da Mario Boccia, al quale va il nostro ringraziamento
(foto di Enrico Natoli) |
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Il mondo dello sport si schiera
decisamente per la pace. 246 atleti, in gran parte
calciatori, ma anche campioni olimpici e mondiali
di altre discipline, hanno sottoscritto un appello
che viene diffuso proprio oggi che il Parlamento
é chiamato a decidere sui destini del nostro
paese.
Ecco il testo. "In questi momenti é
difficile parlare di pace senza essere fraintesi,
ma ugualmente noi atleti intendiamo lanciare attraverso
Emergency un appello perché questa guerra
finisca e non ne nascano altre. Volere la pace
non significa mancare di rispetto alla memoria
di chi é morto negli attentati. Confidare
nella pace non significa non aver pianto per le
migliaia di vittime innocenti. Chiedere la pace
non significa non opporsi con fermezza a ogni
forma di terrorismo. Sperare nella pace significa
credere nell'uomo di ogni razza o religione. Dialogo
e integrazione possono ottenere più di
qualunque arma".
Tra le adesioni la plurivincitrice della scherma
Valentina Vezzali, l'ex olimpionica Deborah Compagnoni,
la coppia dorata del pattinaggio artistico Barbara
Fusar Poli e Maurizio Margagli, le medaglie d'oro
di Sydney Josefa Idem (canoa) e Antonella Bellutti
(ciclismo) oltre al portabandiera, il cestista
Carlton Myers, la sciatrice Isolde Kostner, il
primatista dei 400 ostacoli Fabrizio Mori, il
pallavolista Pasquale Gravina, il campione di
motociclismo Marco Melandri e quello di Formula
1, Jarno Trulli.
E tantissimi calciatori, da Ronaldo a Totti, il
brasiliano Adriano e il coreano Ahn, quasi tutta
la squadra della Roma (Antonioli, Assuncao, Balbo,
Batistuta, Cafu, Candela, Cassano, Cufré,
Emerson, Fuser, Montella, Panucci, Pelizzoli,
Siviglia, Tommasi, Zago, Zebina) e molti della
Lazio (Nesta, Crespo, Couto, Stankovic, Marchegiani,
Castroman, Simeone) altri nazionali (Vieri, Cannavaro),
e stranieri (Nakata, Bolano, Vryzas, Djetou, Samereh,
Appiah).
"Speriamo che questo appello porti consiglio
ai rappresentanti dei cittadini che debbono decidere
se fare entrare l'Italia o non in guerra - ha
detto Teresa Sarti, la presidente di Emergency,
l'associazione umanitaria che gestisce un ospedale
di pronto soccorso nella valle del Panshir, nel
nord dell'Afghanistan - Questo vorrebbe dire che
degli italiani potrebbero anche uccidere dei civili,
la maggior parte dei quali donne e bambini. Per
questo vogliamo poter dire di essere contrari,
e vogliamo che si veda quanti sono quelli che
non credono alla guerra come strumento di risoluzione
dei conflitti: chiediamo dunque a tutti di usare
un pezzo di stoffa bianca appeso alla borsetta
o attaccato alla porta di casa, al balcone, all'antenna
della macchina, al guinzaglio del cane. Uno straccio
di pace". |
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