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La
duratura insensatezza, di Rossana Rossanda |
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Il documento é stato inviato
da Mario Boccia, al quale va il nostro ringraziamento
(foto di Enrico Natoli) |
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Quanti civili afghani devono morire
perché gli Stati uniti considerino pareggiato
il conto per le Torri? Non ne basteranno mai finché
bin Laden non sarà preso vivo o morto,
e a questo fine dispiegano portaerei, sommergibili,
cacciabombarbieri e forze speciali, e sguinzagliano
assassini autorizzati. Naturalmente non lo trovano
e non riescono a farselo consegnare.
Né a isolare politicamente i taleban, puntando
prima sull'Alleanza del Nord, poi piantandola,
e trafficando col re in esilio e col Pakistan,
dove reggono Musharraf come la corda regge l'impiccato.
Non sanno quanto sia vasta Al Qaeda, né
fin dove il nazionalismo fondamentalista, che
ogni loro bomba alimenta, sia terreno di terrorismo.
Né come evitare altri attacchi, perché
il jihad non si propone - come potrebbe? - di
sbarcare a Manhattan, e può colpire soltanto
con il terrore.
Fa paura che bin Laden o chi per esso sembri agire
più lucidamente degli Stati Uniti. Voleva
metter fine alla percezione di invulnerabilità
degli Usa e c'é riuscito. Voleva che si
impaludassero in Afghanistan e c'é riuscito.
Contava su bombardamenti crudeli quanto inutili,
che aumentano il dolore e la collera contro di
loro, e così avviene. Non é un guerrigliero
isolato come quelli dell'America latina, gente
che non avrebbe ucciso neanche un gatto, cui per
fare la festa bastavano i rangers. Nuota nella
sua acqua, ha grandi mezzi, si é lungamente
preparato negli States e mira esplicitamente a
metter le mani sul potere e sul petrolio della
regione, sorretto da un nazionalismo umiliato
e furente.
Provocati, gli Usa si sono mossi con assai maggior
confusione. Possibile che nessuno abbia fatto
le considerazioni di cui sopra? Che il Pentagono
punti su un potenziale militare che gli consenta
di vincere qualunque esercito, ma non una organizzazione
nascosta in un territorio ostile e abituata alla
guerra? Che non abbia creduto ai russi quando
hanno detto che per terra l'Afghanistan é
pressoché imprendibile e per via aerea
bisognerebbe abbattere montagne su montagne? Che
non abbia pensato come non fosse facile stringere
d'assedio i taleban, ben armati e istruiti contro
l'Urss, anche perché la loro fonte sta
nel Pakistan e nei wahkhabiti dell'Arabia saudita?
Possibile infine che ci sia voluto questo disastro
perché Washington si sia accorta che permettere
a Israele di colonizzare i territori e non costringerla
a rientrare nei confini del 1967, avrebbe portato
a una nuova Intifada, e che a un certo punto sarebbe
sfuggita al controllo di Arafat come Sharon sfugge
al controllo loro?
A meno che nel calcolo di Bush non entri in conto
che, se non porta a una rapida vittoria, una guerra
lunga ha preziosi effetti indiretti, come l'economia
di guerra contro la minaccia di recessione, e
l'utilità di collocarsi stabilmente in
Afghanistan, che si trova giusto accanto alla
Russia, all'Iran e alla Cina, oggi tutti fervidamente
amici, ma domani chissà.
Sta di fatto che i corruschi media, che fino a
ieri gridavano guerra guerra, accusando di ogni
ignominia chi nutriva dei dubbi, parlano oggi
di vicolo cieco. Qui siamo, a meno di due mesi
dal massacro delle due Torri. E non si vede uno
sbocco di pace, al contrario. Il signor Rumsfeld,
che somiglia al matto di American Beauty, non
esclude l'uso dell'atomica. Dobbiamo sperare che
non la usi perché ce l'hanno anche il Pakistan,
l'India e la Cina? Non sarebbe l'ora che dalla
flebile Europa una voce dicesse che di "duratura"
non c'é ormai che l'insensatezza? |
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