Per chi non abbia confidenza con la comunicazione
in chat, il primo impatto può essere disorientante.
Alcune testate in rete organizzano incontri mediati
da un "moderatore", che legge le domande
dei lettori e le sottopone all'ospite di turno selezionandole
prima che le domande stesse appaiano in rete.
Nel nostro primo esperimento di incontro in chat
abbiamo pensato che la figura del moderatore fosse
in qualche modo un limite per i lettori.
Certo, il moderatore offre più ordine nella
sequenza delle domande e risposte, ma nell'offrire
ai lettori la possibilità di porre domande
"in diretta" a degli ospiti, speriamo
che i lettori si comportino come se stessero assistendo
a un incontro pubblico. Avendo quindi la pazienza
di aspettare il momento opportuno per porre la propria
domanda e cercando di non "alzare la voce"
per imporsi. In qualche modo un esercizio di autocontrollo
e rispetto altrui, che in questo caso ha funzionato
abbastanza bene.
Ciò che ha funzionato meno bene è
stata la nostra chat, che non ha retto il numero
di accessi dei lettori che volevano "incontrare"
Bellavia e Palazzolo.
Di questo ci scusiamo con tutti, ospiti e lettori,
e promettiamo una chat più efficiente per
i prossimi incontri. Per noi è stato comunque
positivo aver "rotto il ghiaccio": abbiamo
riscontrato un interesse all'iniziativa forse superiore
alle nostre aspettative.
Quello che segue quindi è un estratto della
conversazione che ha avuto luogo nella nostra chat.
Buona lettura!

L 'attualità:
le indagini sulla procura di Palermo sui rapporti
tra il boss Guttadauro, l'assessore Miceli e il
presidente della Regione Cuffaro.

mannux > che dici, salvo, da dove cominciamo?
salvo_palazzolo > prosegue l'indagine
su Cuffaro...
zaza > salvo ma se è innocente
cuffaro
enrico_bellavia > ho appena
finito una delle puntate del governatore inquisito:
nuovo interrogatorio per l'assessore in carcere
raffaele > che dice l'assessore?
enrico_bellavia > deve chiarire
se Cuffaro sapesse o no dei suoi rapporti con Cuffaro.
Naturalmente volevo dire dei suoi rapporti con Guttadauro,
il boss.
topo > beh, Cuffaro è capace
di dire di non conoscersi, perchè stupirsi?
mannux > allora? in che sede deve chiarirlo?
enrico_bellavia > Cuffaro dice
che non sapeva che Miceli incontrasse il boss, quanto
a Guttadauro dice di averlo conosciuto come medico
e nient'altro. Secondo me deve chiarirlo intanto
ai magistrati poi alla gente che lo ha eletto, deve
spiegare perchè Miceli è stato candidato,
e poi messo a capo di una grossa società
di precari, poi designato assessore.
cuntrastamu > l'interrogatorio com'è
andato enrico? che impressione avete voi?
enrico_bellavia > la faccenda
è difficile, il clima è teso ne sapremo
di più al deposito di nuove carte al tribunale
del riesame, domani intanto Cuffaro va in aula,
all'Ars (Assemblea Regionale Siciliana, ndr)
a spiegare le proprie ragioni. Chiederà una
specie di voto di fiducia.
andy_gass > e questo e' una cosa schifosa
e fanno bene ds e margherita a non partecipare.
Si cerca di legittimare un imputato con un voto
di fuducia.
enrico_bellavia > legittimarlo,
sì, scusate la pedanteria, ma è solo
indagato. I ds non parteciperanno al voto
maria > ma il voto all'Ars è
scontato, no?
andy_gass > chiaro che e 'scontato
enrico_bellavia > rispondo a
topo: Cuffaro è il prodotto di un certo modo
di fare politica, clientelare se vogliamo, ma non
necessariamente mafioso.
topo > capisco, cioè in realtà
non capisco: che differenza c'è fra voto
clientelare e voto mafioso?
maurizio > senti enrico..il cuffaro
sai con chi venne dalle mie parti 2 anni fa durante
la campagna elettorale..? sai che potere ha un assessore
regionale al territorio e ambiente in sicilia?
enrico_bellavia > cuffaro ha
un archivio prodigioso, conosce ogni bisogno dei
suoi potenziali elettori, li assiste e li coccola
e naturalmente provvede. Questo crea consenso clientelare.
La mafia, abbiate pazienza è una cosa un
pò diversa: non chiede, pretende e fa prima.
raffaele > DOMANDA PER ENRICO: QUALI
SONO PRECISAMENTE LE ACCUSE, I CAPI DI IMPUTAZIONE,
LE FONTI DI PROVA? PER QUANTO SE NE POSSA SAPERE...
enrico_bellavia > Le prove:
le intercettazioni tra Miceli e Guttadauro. Non
c'è affare, raccomandazione, istanza che
i due non discutessero in relazione a un interessamento
di Cuffaro. Non c'è prova che Cuffaro abbia
dato corso alle istanze sapendo chi ci fosse dietro...
maria > politica clientelare, non necessariamente
mafioso: questo mi pare un punto per capire
massimoserini > proporrei un tema meno
incentrato sul caso Cuffaro...
andy_gass > il potere clientelare lo
esercitavano anche i democristiani in veneto che
erano tutt otranne che mafiosi
pizza > quando parleremo della mafia
in veneto, ditemelo
cuntrastamu > anch'io, se non avete
nulla in contrario. chiederei a enrico di rispondere
a quello che gli hanno chiesto e poi sposterei il
discorso sul vostro libro
andy_gass > il potere clientelare lo
esercitava pecoraro scanio che non e' mafioso
maurizio > ascolta...il potere di avere
un archivio con i tuoi clienti elettori sai benissimo
che ti deve essere concesso dalla mafia...quindi
è mafia anch'essa
topo > appunto, fino a che punto in
sicilia si può tenere un confine fra clientela
e mafia, se la mafia E' il potere?
enrico_bellavia > Non banalizziamo
tutto. Se per mafia intendiamo un modo di pensare
e di agire, allora va bene, qui parliamo di mafia
come Cosa nostra, una struttura organizzata, di
potere, ma una struttura, non l'unica.
maurizio > in sicilia non c’è
potere di cui la mafia non ha pieno controllo e
potere...
topo > siamo di nuovo al non poteva
non sapere?
raffaele > tecnicamente politica clientelare
e mafiosa sono compatibili, se la clientela in questione
è aggregata da capibastone mafiosi e il politico
ricambia con scelte finalizzate ad avvantaggiare
la mafia con appalti, assunzioni di soggetti segnalati,
ecc.
massimoserini > la mafia oggi limita
il suo raggio d`azione agli appalti ed altri business,
o presiede anche alla distribuzione di droga,al
pizzo, alla prostituzione , al gioco ? ci sono connessioni
fra la mafia e la tratta dei clandestini?
maurizio > è mafia un potere
di cui la mafia ha potere. enrico gl'asini non volano
..e in sicilia non ragliano se lamafia non vuole
raffaele > risposta per maurizio: le
presunzioni a sfondo ambientale non sono una prova...le
scelte politiche convenienti alla mafia possono
pure venire imposte con la forza, In questo caso
non sei un mafioso, ma caso mai, una mezza vittima!
enrico_bellavia > mi pare che
raffaele abbia inquadrato la faccenda e non ci torno.
Della mafia in Veneto so quello che ho letto sui
giornali. Senti Maurizio, non credo affatto che
gli asini volino, però se restiamo ai fatti
e non alle opinioni ne usciamo.
Mi chiedete dei clandestini, credo che Cosa nostra
non se ne occupi direttamente, ma localmente imponga
pizzi. Appalti e droga sono ancora un affare redditizio,
la prostituzione, almeno in Sicilia è un
mercato debole.
Se fa pagare e non ci sono molti indizi, fa pagare
ai traghettatori con i quali importa dall'Africa
droga leggera.
Altra cosa sono le organizzazioni straniere che
gestiscono il traffico, sono in qualche modo mafie
e ovviamente fanno pagare i clandestini.
raffaele > per quanto riguarda la camorra,
non penso si occupi dei clandestini; se non per
farli fuori quando turbano la pax mafiosa con traffici
che attirano le forze dell'ordine su territori dove
i camorristi devono poter riscuotere 'tranquillamente'
i pizzi!
topo > immagino che l'affare lo faccia
appaltando le braccia, dopo
baol > ricordo un pezzo di rumiz che
intervistava un mercante, grosso, di persone, e
da come parlava mi sembrava che insomma di pagasse
per passare e che c'erano barche e barche, appunto
come dici tu, alcune passano, entrano e altre invece
non arrivano, o no?
enrico_bellavia > sui clandestini
lavorano ancora mafie insediate in Italia ma fatte
da stranieri. Gli extracomunitari entrano nel ciclo
mafioso locale da spacciatori di droga.

Il libro di Bellavia
e Palazzolo. Le stragi e gli interrogativi aperti:
solo mafia? Quale il ruolo dei servizi segreti?
A che punto sono indagini e processi?

massimoserini > la mafia e` piu` forte
ora o ai tempi dell`assassinio di Falcone?
maria > la domanda di massimo introdurrebbe
il vostro libro, enrico. ce ne parli? perchè
avete deciso di scriverlo?
enrico_bellavia > la mafia al
tempo delle stragi era una mafia che aveva deciso
di fare la guerra per trattare la pace da posizioni
di forza, credo che la pace sia arrivata. Questo
è il motivo per cui abbiamo scritto il libro
maria > se non fosse arrivata la pace,
cosa sarebbe successo?
enrico_bellavia > lo stato avrebbe
vinto
baol > come è arrivata la pace?
solo con la morte dei giudici o anche con altro(
accordi, promesse)
topo > lo stato ha veramente avuto la
possibilità di vincere? non credo
raffaele > QUALCHE FRONTE DI GUERRA
MI PARE SIA ANCORA APERTO? RICORDATEVI DELLO STRISCIONE
ALLO STADIO SU BERLUSCONI E IL 41 BIS E DEL RAPPORTO
MORI SUL RISCHIO ATTENTATI PER PREVBITI E DELL'UTRI!
enrico_bellavia > la morte dei
giudici era forse la condizione per avviare il negoziato.
Raffaele ha ragione, credo che c'entrino con la
lunga trattativa.
nino > ma il negoziato non è
partito alla fine del 1991 con la riunione di Enna?
La trattativa con il ROS di Mori è qualcosa
in aggiunta.
baol > come mai un uomo di carisma e
che da tempo si batte contro la mafia, come fava,
non riesce a vincere? è vero che repubblica
a catania non ha l'edizione locale per non disturbare?
topo > scusa enrico ma non riesco a
vedere un tavolo di trattative con i rappresentanti
dello stato e dall'altra cosa nostra, neanche fosse
un tavolo sindacati/confindustria
enrico_bellavia > il libro,
partendo da dati processuali, prova a illuminare
in quale scenario è maturata la scelta di
cosa nostra di passare allo stragismo. Riina è
o no uno stratega? Poteva non prevedere una reazione,
è andato avanti comunque...
isa > ciao enrico senti non so se te
lo hanno già chiesto ma secondo te è
importante il ruolo della società civile
nella lotta alla mafia?
enrico_bellavia > certo che
è importante
raffaele > il ruolo della società
civile è fondamentale! Pensate che da noi
un gregario camorrista guadagna quanto un bidello
e corre molti più rischi. Evidentemente c'è
ancora una pedagogia camorrista/mafiosa, un sistema
di valori che funziona!
maria > ci parli della trattativa, della
precondizione (le stragi)?
raffaele > è interessante che
il fronte si sia spostato dalle battaglie per ottenere
riforme processuali (dichiarazioni dei pentiti e
loro valutazione) a quello penitenziario! Evidentemente
sul primo piano qualcosa devono averla ottenuta
(il cd. giusto processo ecc.
enrico_bellavia > Provo a fare
ordine: crediamo che le stragi facessero parte di
un progetto di Riina. Con Riina arrestato, il negoziato
non si è fermato, ma è proseguito
con Provenzano, con la tregua e un pressing politico
vecchio stile.
Raffaele coglie un punto importante: cosa fare dei
boss in carcere che si sono spesi per le stragi?
Questo è il problema che ha Provenzano.
isa > raffaele e come cercare di ricoinvolgere
la società civile?
raffaele > partirei dalla comunicazione.
Qui ci sono giornali che ti raccontano gli omicidi
di camorra con toni da epopea. E poi la sequela
di arresti/assoluzioni di molti camorristi e mafiosi
di rango raccontata da cronisti locali che fungono
da ufficio stampa di avvocati e pubblici ministeri
in cerca di pubblicità disorienta! Amici
professori mi raccontano di ragazzi casalesi che
nelle scuole commentano le nostre sentenze con l'ironia
di chi conosce veramente i fatti e sfotte i giudici!
maria > Riina, Provenzano, la trattativa:
forse dobbiamo cominciare a pensarli come "statisti",
o no?
enrico_bellavia > in qualche
modo sono statisti, lavorano per fare affari e conseguire
impunità.
maria > enrico, ci parli di via d'amelio
e del castello Utvegio?
enrico_bellavia > hanno un'organizzazione
che controlla gli appalti e la realizzazione delle
opere pubbliche, hanno forza e potere. custodiscono
segreti e ci sono le nuove generazioni pronte a
proseguire... al processo è emerso da fonte
attendibile che al castello operava una cellula
dei servizi, almeno uno degli stragisti fu in contatto
con un'utenza del castello nei giorni antecedenti
la strage. Il castello domina anche il teatro della
strage... é stato ipotizzato anche che il
castello rappresentasse un punto di osservazione.
maria > i servizi dunque hanno un ruolo
accertato nelle stragi?
enrico_bellavia > sulla collina
dalla quale i sicari premettero il telecomando di
Capaci è stato trovato un biglietto con l'indicazione
di un numero di una sede romana dei servizi. Questi
che ho riferito sono fatti processuali che autorizzano
a proseguire per verificare se e chi sapesse che
la mafia aveva deciso di passare al tritolo
maria > Enrico, a questo punto quali
sono le verità accertate, le responsabilità
dirette per le stragi?
enrico_bellavia > Finora ci
si è limitati al ruolo di cosa nostra, questo
è l'unico elemento certo. Ci sono altre indagini
in corso, quella sui mandanti occulti, in cui figuravano
Berlusconi e Dell'Utri è stata archiviata.

La chat a questo punto
va molto lenta, Bellavia e Palazzolo non riescono
a connettersi. Il dibattito prosegue tra i lettori.
raffaele > per isa: dicevo che mi pare
fondamentale partire dalla comunicazione. Il divario
tra verità processuale e i fatti conosciuti
da chi vive nelle terre della mafia e della camorra
disorienta, soprattutto perché è mediato
da fogli locali che ti raccontano i fatti di sangue
con toni epici e che, anziché spiegarti le
ragioni tecniche perché il tizio arrestato
qualche mese prima, poi è stato assolto recepiscono
acriticamente le versioni di comodo di avvocati
e pubblici ministeri in cerca di pubblicità!
brunella > raffaele, è una critica
pesante al mondo dei media, questo?
isa > beh grazie per il quadro disegnatomi,
da ciò ho dedotto che è veramente
ora di fare qualcosa
baol > raffaele ma in che parte della
campania stai?
raffaele > a Caserta, nella zona dei
Casalesi e di una miriade di altri clan confederati
con loro.
baol > come mai sono stati ingoiati
i rappresentanti politici che nel 92 incarnavano
la rinascita? come mai non c'è una forte
voce politica che contrasta, denuncia e si fa sentire?(
non hai risposto alla mia domanda sull'edizione
di repubblica a catania)
brunella > come se ci fosse una sorta
di presunzione da parte del mondo della comunicazione
in base alla quale il popolo non è in grado
di capire le vere ragioni dietro le cose e va stordito
a botte di sensazionalismi?
taddeo > il discorso sulla comunicazione
è più complesso probabilmente
isa > raffele conosci la situazione
di casal di principe? mi hanno detto che la camorra
vieta la prostituzione e i traffici di droga nella
sua città ma poi ne gestiscono loro fuori
solo per garantarsi il favore del paese dove lavorano
andy_gass > non mi pare di vedere i
media piegati alle logiche della mafia
raffaele > per brunella: al tempo dei
Borboni le sentenze dei giudici si vendevano a 'vil
prezzo' perché fosse controllabile l'esercizio
della giurisdizione! Sarebbe il caso di tornare
a qlcosa di simile o almeno reclutare in cronaca
giudiziaria gente capace
salvo_palazzolo > purtroppo
i veri problemi sono nelle redazioni!!
brunella > detto così pare piuttosto
una critica all'elitismo della magistratura
baol > tux credo che raffaele si riferisse
ai giornali locali campani
raffaele > Per isa: è vero! la
conservazione dell'ordine pubblico è uno
degli atout della camorra vicncente! Ci sono omicidi
di camorra commessi per eliminare spacciatori, sfruttatori
e etste calde varie
giudista > niente di più probabile,
isa...è un classico: la malavita organizzata
aspira sempre a porsi come garante della sicurezza
e della tranquillità dei propri cittadini...per
questo si usa il termine antistato
andy_gass > chiaro che e'vero, se si
ha da gestire un potere lo si fa nella maniera migliore
e piu'funzionale
isa > il brutto è che la gente
poi crede realmente di essere in buone mani
mannux > scusa, raffaele, ma perchè
come si vendono oggi le sentenze, purtroppo...
andy_gass > mica vanno a scannare gente
in strada
taddeo > raffaele questa mi pare sia
una continuità storica del ruolo delle organizzazioni
criminali
raffaele > l'elitismo della magistratura
è per lo + imposto dalle regole di valutazione
della prova che non lasciano spazio alle intuizioni
e al sapere comune! Ricordati Pasolini 'Io so chi
sono i mandanti delle stragi...so xké sono
un intellettuale..ma non ho prove
mannux > non so, raffaele...i magistrati
spesso hanno argomenti e strumenti..ma se i lacci
e lacciuoli giuridici li impantanano sempre più...io
averi già perso ogni pazienza...
andy_gass > lacci e lacciuoli? si chiamano
garanzie e dobbono valere per tutti
raffaele > alcuni di quei lacci sono
una garanzia per tutti...a nessuno di noi farebbe
piacere essere indagato sulla base delle dichiarazioni
di un pentito pluriomicida...
raffaele > sarebbe interessante parlare
di un effetto collaterale del pentitismo: l'atrofizzazione
della cultura delle indagini!
taddeo > prima è stato fatto
un riferimento alle difficoltà interne alle
redazioni. Il giornalismo d'inchiesta in Italia
ha giocato un ruolo non secondario nella comprensione
dei fenomeni eversivi e dello stragismo (non solo
mafiosi)
mannux > scusate se sono retorica e
esco dal tema...ma Sofri è inchiodato sulla
base delle dichiarazioni di un pentito...voglio
dire: lacci e lacciuoli funzionano secondo chi ha
il potere di attivarli...o non vi sembra?
raffaele > X taddeo: i ragazzi dell'entroterra
casertano o palermitano non leggono i grandi giornali,
ma fogli locali spesso finanziati da imprenditori
in odore di camorra!
mannux > mi veniva in mente un'altra
cosa..vi ricordate quando è nata la legge
sul pentitismo? non c'entrava con la mafia...
raffaele > i pentiti sono necessari
se vuoi capire le logiche interne di un'organizzazione...ma
non tutti i pubblici ministeri sono FALCONE!
taddeo > sì raffaele, sono d'accordo.
lavoro nella comunicazione, conosco il problema.
ma anche peppino impastato lavorarava in una piccola
radio locale. Però destabilizzava. Oggi sarebbe
lo stesso, o il pubblico è più assuefatto?
raffaele > ...E NON TUTTI I PENTITI
SONO BUSCETTA!
cuntrastamu > ragazzi, salvo e enrico
non riescono a scrivere, ce li abbiamo al telefono.
ci chiedono di replicare la serata... lo faremo
quando avremo un server più potente. scusateci
ancora, grazie per la partecipazione e ovviamente
restate pure
mannux > certo che i pentiti sono importanti...ma
quanto si può contare su di loro, voglio
dire...possono accreditare una fonte, non costituirla...
mannux > sì, cmq grazie agli
autori...
raffaele > x taddeo: Oggi sarebbe lo
stesso ma sarebbe inutile se l'obiettivo è
quello di farti diventare un cittadino senza essere
costretto ad essere un eroe! E' difficile cambiare
una cultura diffusa proponendo dei modelli 'perdenti'!
sergio_b > grazie cuntra, e ringrazia
enrico e salvo
raffaele > grazie a tutti e ciao!

Le domande giunte a
Cuntrastamu via e-mail per gli autori
Marco > La corte d'appello di Caltanissetta
ha recentemente reso note le
motivazioni della sentenza Borsellino bis dove sono
indicati con chiarezza
tre moventi dell'accelerazione della strage di Via
D'Amelio: l'intervista
di Borsellino del 21 maggio 1992, la trattativa
tra Mori e Vito Ciancimino,
la candidatura di Borsellino a Procuratore nazionale
antimafia da parte del
min. Scotti.
Vorrei chiedere ai due giornalisti un commento su
questo punto: condividete
le conclusioni della corte? C'è secondo voi
un movente fra i tre che ha
pesato maggiormente? Ci potrebbero essere altri
moventi?
salvo_palazzolo > Come ogni
delitto eccellente anche la strage di via D’Amelio
non ha una causale unica, ma un concorso di moventi
e soprattutto una convergenza di interessi. In questo
caso, ciò che rende ancora più difficile
l’analisi del movente è un vuoto di
conoscenza su una circostanza basilare: i tre processi
fin qui celebrati non hanno ancora individuato i
nomi degli esecutori materiali. Non sappiamo chi
era presente quel giorno in via d’Amelio,
chi azionò il telecomando dell’esplosivo,
dove erano posizionati i killer. Le indagini hanno
messo in risalto molte cose strane, molte presenze
in via d’Amelio che non sono proprio di mafia
ma puzzano di mafia e servizi segreti. I pentiti
che hanno parlato della strage, Cancemi e Ferrante,
hanno avuto strani vuoti di memoria su quel pomeriggio.
Bisogna dunque continuare a chiedere verità
e giustizia sulla strage Borsellino..
2) La quinta sezione della Corte di Cassazione
ha recentemente annullato
il principio di corresponsabilità dei componenti
della cupola in merito alle
decisioni sugli omicidi Falcone e Lima. Mi sembra
che oggi dovesse essere
discussa in cassazione la sentenza d'appello di
via D'Amelio. Ne sapete
qualcosa? Cosa pensate del cambio di rotta della
cassazione rispetto allla
sentenza del 30 gennaio 1992?
salvo_palazzolo > La Cassazione
ha chiuso una stagione, quella del teorema Buscetta,
che tanti passi in avanti aveva consentito nell’azione
giudiziaria dello Stato contro la mafia.
Certo, non si può non tenere conto della
sollecitazione posta dalla Suprema Corte: dicono
i giudici che responsabile di un omicidio, in
qualità di mandante, è colui che
ha partecipato alla riunione deliberativa, o ne
è stato informato, condividendone i contenuti.
Giusto, sano principio di civiltà giuridica.
Però, bisogna pure considerare le regole
dell’agire mafioso. Operare una distinzione
tra falchi e colombe di Cosa nostra può
essere un utile percorso di ricerca, ma l’organizzazione
mafiosa, non dimentichiamolo, è sempre
unita nelle sue finalità.
Prendete il caso di Pietro Aglieri, ritenuto una
colomba, assolto dal delitto Lima, il primo atto
della strategia stragista del ’92. Il boss
è stato di recente condannato definitivamente
per la strage Borsellino. Allora probabilmente
Aglieri non era una colomba! Le sentenze finiranno
per mettere in rilievo le contraddizioni del criterio
suggerito dalla Cassazione. Il cosiddetto teorema
Buscetta è in realtà ancora valido,
suggeriscono molti magistrati, nonostante Cosa
nostra sia cambiata e non sia più quella
degli anni Ottanta. Le decisioni importanti continuano
ad essere prese da un organismo di vertice, che
si chiami Cupola o direttorio poco importa.
Una lettrice del sito chiede perchè si
parla così poco di ciò che accade
in puglia in termini di criminalità organizzata.
Qual è la situazione attuale
a Bari?
salvo_palazzolo > Oggi, in
Italia, si parla troppo poco di mafia. Il tema
sembra essere scomparso dai grandi giornali nazionali,
che se ne occupano con frammentarietà e
scarso approfondimento. Ecco perché è
necessario intensificare un tipo di informazione
alternativa, come quella fatta da Cuntrastamu.
Internet può essere la risposta all’approssimazione
dilagante dei media nazionali. |