Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo 3 luglio 2003
Per chi non abbia confidenza con la comunicazione in chat, il primo impatto può essere disorientante. Alcune testate in rete organizzano incontri mediati da un "moderatore", che legge le domande dei lettori e le sottopone all'ospite di turno selezionandole prima che le domande stesse appaiano in rete.

Nel nostro primo esperimento di incontro in chat abbiamo pensato che la figura del moderatore fosse in qualche modo un limite per i lettori.
Certo, il moderatore offre più ordine nella sequenza delle domande e risposte, ma nell'offrire ai lettori la possibilità di porre domande "in diretta" a degli ospiti, speriamo che i lettori si comportino come se stessero assistendo a un incontro pubblico. Avendo quindi la pazienza di aspettare il momento opportuno per porre la propria domanda e cercando di non "alzare la voce" per imporsi. In qualche modo un esercizio di autocontrollo e rispetto altrui, che in questo caso ha funzionato abbastanza bene.

Ciò che ha funzionato meno bene è stata la nostra chat, che non ha retto il numero di accessi dei lettori che volevano "incontrare" Bellavia e Palazzolo.
Di questo ci scusiamo con tutti, ospiti e lettori, e promettiamo una chat più efficiente per i prossimi incontri. Per noi è stato comunque positivo aver "rotto il ghiaccio": abbiamo riscontrato un interesse all'iniziativa forse superiore alle nostre aspettative.

Quello che segue quindi è un estratto della conversazione che ha avuto luogo nella nostra chat. Buona lettura!


L 'attualità: le indagini sulla procura di Palermo sui rapporti tra il boss Guttadauro, l'assessore Miceli e il presidente della Regione Cuffaro.


mannux
> che dici, salvo, da dove cominciamo?

salvo_palazzolo > prosegue l'indagine su Cuffaro...

zaza > salvo ma se è innocente cuffaro

enrico_bellavia > ho appena finito una delle puntate del governatore inquisito: nuovo interrogatorio per l'assessore in carcere

raffaele > che dice l'assessore?

enrico_bellavia > deve chiarire se Cuffaro sapesse o no dei suoi rapporti con Cuffaro. Naturalmente volevo dire dei suoi rapporti con Guttadauro, il boss.

topo > beh, Cuffaro è capace di dire di non conoscersi, perchè stupirsi?

mannux > allora? in che sede deve chiarirlo?

enrico_bellavia > Cuffaro dice che non sapeva che Miceli incontrasse il boss, quanto a Guttadauro dice di averlo conosciuto come medico e nient'altro. Secondo me deve chiarirlo intanto ai magistrati poi alla gente che lo ha eletto, deve spiegare perchè Miceli è stato candidato, e poi messo a capo di una grossa società di precari, poi designato assessore.

cuntrastamu > l'interrogatorio com'è andato enrico? che impressione avete voi?

enrico_bellavia > la faccenda è difficile, il clima è teso ne sapremo di più al deposito di nuove carte al tribunale del riesame, domani intanto Cuffaro va in aula, all'Ars (Assemblea Regionale Siciliana, ndr) a spiegare le proprie ragioni. Chiederà una specie di voto di fiducia.

andy_gass > e questo e' una cosa schifosa e fanno bene ds e margherita a non partecipare. Si cerca di legittimare un imputato con un voto di fuducia.

enrico_bellavia > legittimarlo, sì, scusate la pedanteria, ma è solo indagato. I ds non parteciperanno al voto

maria > ma il voto all'Ars è scontato, no?

andy_gass > chiaro che e 'scontato

enrico_bellavia > rispondo a topo: Cuffaro è il prodotto di un certo modo di fare politica, clientelare se vogliamo, ma non necessariamente mafioso.

topo > capisco, cioè in realtà non capisco: che differenza c'è fra voto clientelare e voto mafioso?

maurizio > senti enrico..il cuffaro sai con chi venne dalle mie parti 2 anni fa durante la campagna elettorale..? sai che potere ha un assessore regionale al territorio e ambiente in sicilia?

enrico_bellavia > cuffaro ha un archivio prodigioso, conosce ogni bisogno dei suoi potenziali elettori, li assiste e li coccola e naturalmente provvede. Questo crea consenso clientelare. La mafia, abbiate pazienza è una cosa un pò diversa: non chiede, pretende e fa prima.

raffaele > DOMANDA PER ENRICO: QUALI SONO PRECISAMENTE LE ACCUSE, I CAPI DI IMPUTAZIONE, LE FONTI DI PROVA? PER QUANTO SE NE POSSA SAPERE...

enrico_bellavia > Le prove: le intercettazioni tra Miceli e Guttadauro. Non c'è affare, raccomandazione, istanza che i due non discutessero in relazione a un interessamento di Cuffaro. Non c'è prova che Cuffaro abbia dato corso alle istanze sapendo chi ci fosse dietro...

maria > politica clientelare, non necessariamente mafioso: questo mi pare un punto per capire

massimoserini > proporrei un tema meno incentrato sul caso Cuffaro...

andy_gass > il potere clientelare lo esercitavano anche i democristiani in veneto che erano tutt otranne che mafiosi

pizza > quando parleremo della mafia in veneto, ditemelo

cuntrastamu > anch'io, se non avete nulla in contrario. chiederei a enrico di rispondere a quello che gli hanno chiesto e poi sposterei il discorso sul vostro libro

andy_gass > il potere clientelare lo esercitava pecoraro scanio che non e' mafioso

maurizio > ascolta...il potere di avere un archivio con i tuoi clienti elettori sai benissimo che ti deve essere concesso dalla mafia...quindi è mafia anch'essa

topo > appunto, fino a che punto in sicilia si può tenere un confine fra clientela e mafia, se la mafia E' il potere?

enrico_bellavia > Non banalizziamo tutto. Se per mafia intendiamo un modo di pensare e di agire, allora va bene, qui parliamo di mafia come Cosa nostra, una struttura organizzata, di potere, ma una struttura, non l'unica.

maurizio > in sicilia non c’è potere di cui la mafia non ha pieno controllo e potere...

topo > siamo di nuovo al non poteva non sapere?

raffaele > tecnicamente politica clientelare e mafiosa sono compatibili, se la clientela in questione è aggregata da capibastone mafiosi e il politico ricambia con scelte finalizzate ad avvantaggiare la mafia con appalti, assunzioni di soggetti segnalati, ecc.

massimoserini > la mafia oggi limita il suo raggio d`azione agli appalti ed altri business, o presiede anche alla distribuzione di droga,al pizzo, alla prostituzione , al gioco ? ci sono connessioni fra la mafia e la tratta dei clandestini?

maurizio > è mafia un potere di cui la mafia ha potere. enrico gl'asini non volano ..e in sicilia non ragliano se lamafia non vuole

raffaele > risposta per maurizio: le presunzioni a sfondo ambientale non sono una prova...le scelte politiche convenienti alla mafia possono pure venire imposte con la forza, In questo caso non sei un mafioso, ma caso mai, una mezza vittima!

enrico_bellavia > mi pare che raffaele abbia inquadrato la faccenda e non ci torno. Della mafia in Veneto so quello che ho letto sui giornali. Senti Maurizio, non credo affatto che gli asini volino, però se restiamo ai fatti e non alle opinioni ne usciamo.
Mi chiedete dei clandestini, credo che Cosa nostra non se ne occupi direttamente, ma localmente imponga pizzi. Appalti e droga sono ancora un affare redditizio, la prostituzione, almeno in Sicilia è un mercato debole.
Se fa pagare e non ci sono molti indizi, fa pagare ai traghettatori con i quali importa dall'Africa droga leggera.
Altra cosa sono le organizzazioni straniere che gestiscono il traffico, sono in qualche modo mafie e ovviamente fanno pagare i clandestini.

raffaele > per quanto riguarda la camorra, non penso si occupi dei clandestini; se non per farli fuori quando turbano la pax mafiosa con traffici che attirano le forze dell'ordine su territori dove i camorristi devono poter riscuotere 'tranquillamente' i pizzi!

topo > immagino che l'affare lo faccia appaltando le braccia, dopo


baol > ricordo un pezzo di rumiz che intervistava un mercante, grosso, di persone, e da come parlava mi sembrava che insomma di pagasse per passare e che c'erano barche e barche, appunto come dici tu, alcune passano, entrano e altre invece non arrivano, o no?

enrico_bellavia > sui clandestini lavorano ancora mafie insediate in Italia ma fatte da stranieri. Gli extracomunitari entrano nel ciclo mafioso locale da spacciatori di droga.


Il libro di Bellavia e Palazzolo. Le stragi e gli interrogativi aperti: solo mafia? Quale il ruolo dei servizi segreti? A che punto sono indagini e processi?

massimoserini > la mafia e` piu` forte ora o ai tempi dell`assassinio di Falcone?

maria > la domanda di massimo introdurrebbe il vostro libro, enrico. ce ne parli? perchè avete deciso di scriverlo?

enrico_bellavia > la mafia al tempo delle stragi era una mafia che aveva deciso di fare la guerra per trattare la pace da posizioni di forza, credo che la pace sia arrivata. Questo è il motivo per cui abbiamo scritto il libro

maria > se non fosse arrivata la pace, cosa sarebbe successo?

enrico_bellavia > lo stato avrebbe vinto

baol > come è arrivata la pace? solo con la morte dei giudici o anche con altro( accordi, promesse)

topo > lo stato ha veramente avuto la possibilità di vincere? non credo

raffaele > QUALCHE FRONTE DI GUERRA MI PARE SIA ANCORA APERTO? RICORDATEVI DELLO STRISCIONE ALLO STADIO SU BERLUSCONI E IL 41 BIS E DEL RAPPORTO MORI SUL RISCHIO ATTENTATI PER PREVBITI E DELL'UTRI!

enrico_bellavia > la morte dei giudici era forse la condizione per avviare il negoziato. Raffaele ha ragione, credo che c'entrino con la lunga trattativa.

nino > ma il negoziato non è partito alla fine del 1991 con la riunione di Enna? La trattativa con il ROS di Mori è qualcosa in aggiunta.

baol > come mai un uomo di carisma e che da tempo si batte contro la mafia, come fava, non riesce a vincere? è vero che repubblica a catania non ha l'edizione locale per non disturbare?

topo > scusa enrico ma non riesco a vedere un tavolo di trattative con i rappresentanti dello stato e dall'altra cosa nostra, neanche fosse un tavolo sindacati/confindustria

enrico_bellavia > il libro, partendo da dati processuali, prova a illuminare in quale scenario è maturata la scelta di cosa nostra di passare allo stragismo. Riina è o no uno stratega? Poteva non prevedere una reazione, è andato avanti comunque...

isa > ciao enrico senti non so se te lo hanno già chiesto ma secondo te è importante il ruolo della società civile nella lotta alla mafia?

enrico_bellavia > certo che è importante

raffaele > il ruolo della società civile è fondamentale! Pensate che da noi un gregario camorrista guadagna quanto un bidello e corre molti più rischi. Evidentemente c'è ancora una pedagogia camorrista/mafiosa, un sistema di valori che funziona!

maria > ci parli della trattativa, della precondizione (le stragi)?

raffaele > è interessante che il fronte si sia spostato dalle battaglie per ottenere riforme processuali (dichiarazioni dei pentiti e loro valutazione) a quello penitenziario! Evidentemente sul primo piano qualcosa devono averla ottenuta (il cd. giusto processo ecc.

enrico_bellavia > Provo a fare ordine: crediamo che le stragi facessero parte di un progetto di Riina. Con Riina arrestato, il negoziato non si è fermato, ma è proseguito con Provenzano, con la tregua e un pressing politico vecchio stile.
Raffaele coglie un punto importante: cosa fare dei boss in carcere che si sono spesi per le stragi? Questo è il problema che ha Provenzano.

isa > raffaele e come cercare di ricoinvolgere la società civile?

raffaele > partirei dalla comunicazione. Qui ci sono giornali che ti raccontano gli omicidi di camorra con toni da epopea. E poi la sequela di arresti/assoluzioni di molti camorristi e mafiosi di rango raccontata da cronisti locali che fungono da ufficio stampa di avvocati e pubblici ministeri in cerca di pubblicità disorienta! Amici professori mi raccontano di ragazzi casalesi che nelle scuole commentano le nostre sentenze con l'ironia di chi conosce veramente i fatti e sfotte i giudici!

maria > Riina, Provenzano, la trattativa: forse dobbiamo cominciare a pensarli come "statisti", o no?

enrico_bellavia > in qualche modo sono statisti, lavorano per fare affari e conseguire impunità.

maria > enrico, ci parli di via d'amelio e del castello Utvegio?

enrico_bellavia > hanno un'organizzazione che controlla gli appalti e la realizzazione delle opere pubbliche, hanno forza e potere. custodiscono segreti e ci sono le nuove generazioni pronte a proseguire... al processo è emerso da fonte attendibile che al castello operava una cellula dei servizi, almeno uno degli stragisti fu in contatto con un'utenza del castello nei giorni antecedenti la strage. Il castello domina anche il teatro della strage... é stato ipotizzato anche che il castello rappresentasse un punto di osservazione.

maria > i servizi dunque hanno un ruolo accertato nelle stragi?

enrico_bellavia > sulla collina dalla quale i sicari premettero il telecomando di Capaci è stato trovato un biglietto con l'indicazione di un numero di una sede romana dei servizi. Questi che ho riferito sono fatti processuali che autorizzano a proseguire per verificare se e chi sapesse che la mafia aveva deciso di passare al tritolo

maria > Enrico, a questo punto quali sono le verità accertate, le responsabilità dirette per le stragi?

enrico_bellavia > Finora ci si è limitati al ruolo di cosa nostra, questo è l'unico elemento certo. Ci sono altre indagini in corso, quella sui mandanti occulti, in cui figuravano Berlusconi e Dell'Utri è stata archiviata.


La chat a questo punto va molto lenta, Bellavia e Palazzolo non riescono a connettersi. Il dibattito prosegue tra i lettori.

raffaele > per isa: dicevo che mi pare fondamentale partire dalla comunicazione. Il divario tra verità processuale e i fatti conosciuti da chi vive nelle terre della mafia e della camorra disorienta, soprattutto perché è mediato da fogli locali che ti raccontano i fatti di sangue con toni epici e che, anziché spiegarti le ragioni tecniche perché il tizio arrestato qualche mese prima, poi è stato assolto recepiscono acriticamente le versioni di comodo di avvocati e pubblici ministeri in cerca di pubblicità!

brunella > raffaele, è una critica pesante al mondo dei media, questo?

isa > beh grazie per il quadro disegnatomi, da ciò ho dedotto che è veramente ora di fare qualcosa

baol > raffaele ma in che parte della campania stai?

raffaele > a Caserta, nella zona dei Casalesi e di una miriade di altri clan confederati con loro.

baol > come mai sono stati ingoiati i rappresentanti politici che nel 92 incarnavano la rinascita? come mai non c'è una forte voce politica che contrasta, denuncia e si fa sentire?( non hai risposto alla mia domanda sull'edizione di repubblica a catania)

brunella > come se ci fosse una sorta di presunzione da parte del mondo della comunicazione in base alla quale il popolo non è in grado di capire le vere ragioni dietro le cose e va stordito a botte di sensazionalismi?

taddeo > il discorso sulla comunicazione è più complesso probabilmente

isa > raffele conosci la situazione di casal di principe? mi hanno detto che la camorra vieta la prostituzione e i traffici di droga nella sua città ma poi ne gestiscono loro fuori solo per garantarsi il favore del paese dove lavorano

andy_gass > non mi pare di vedere i media piegati alle logiche della mafia

raffaele > per brunella: al tempo dei Borboni le sentenze dei giudici si vendevano a 'vil prezzo' perché fosse controllabile l'esercizio della giurisdizione! Sarebbe il caso di tornare a qlcosa di simile o almeno reclutare in cronaca giudiziaria gente capace

salvo_palazzolo > purtroppo i veri problemi sono nelle redazioni!!

brunella > detto così pare piuttosto una critica all'elitismo della magistratura

baol > tux credo che raffaele si riferisse ai giornali locali campani

raffaele > Per isa: è vero! la conservazione dell'ordine pubblico è uno degli atout della camorra vicncente! Ci sono omicidi di camorra commessi per eliminare spacciatori, sfruttatori e etste calde varie

giudista > niente di più probabile, isa...è un classico: la malavita organizzata aspira sempre a porsi come garante della sicurezza e della tranquillità dei propri cittadini...per questo si usa il termine antistato

andy_gass > chiaro che e'vero, se si ha da gestire un potere lo si fa nella maniera migliore e piu'funzionale

isa > il brutto è che la gente poi crede realmente di essere in buone mani

mannux > scusa, raffaele, ma perchè come si vendono oggi le sentenze, purtroppo...

andy_gass > mica vanno a scannare gente in strada

taddeo > raffaele questa mi pare sia una continuità storica del ruolo delle organizzazioni criminali

raffaele > l'elitismo della magistratura è per lo + imposto dalle regole di valutazione della prova che non lasciano spazio alle intuizioni e al sapere comune! Ricordati Pasolini 'Io so chi sono i mandanti delle stragi...so xké sono un intellettuale..ma non ho prove

mannux > non so, raffaele...i magistrati spesso hanno argomenti e strumenti..ma se i lacci e lacciuoli giuridici li impantanano sempre più...io averi già perso ogni pazienza...

andy_gass > lacci e lacciuoli? si chiamano garanzie e dobbono valere per tutti

raffaele > alcuni di quei lacci sono una garanzia per tutti...a nessuno di noi farebbe piacere essere indagato sulla base delle dichiarazioni di un pentito pluriomicida...

raffaele > sarebbe interessante parlare di un effetto collaterale del pentitismo: l'atrofizzazione della cultura delle indagini!

taddeo > prima è stato fatto un riferimento alle difficoltà interne alle redazioni. Il giornalismo d'inchiesta in Italia ha giocato un ruolo non secondario nella comprensione dei fenomeni eversivi e dello stragismo (non solo mafiosi)

mannux > scusate se sono retorica e esco dal tema...ma Sofri è inchiodato sulla base delle dichiarazioni di un pentito...voglio dire: lacci e lacciuoli funzionano secondo chi ha il potere di attivarli...o non vi sembra?

raffaele > X taddeo: i ragazzi dell'entroterra casertano o palermitano non leggono i grandi giornali, ma fogli locali spesso finanziati da imprenditori in odore di camorra!

mannux > mi veniva in mente un'altra cosa..vi ricordate quando è nata la legge sul pentitismo? non c'entrava con la mafia...

raffaele > i pentiti sono necessari se vuoi capire le logiche interne di un'organizzazione...ma non tutti i pubblici ministeri sono FALCONE!

taddeo > sì raffaele, sono d'accordo. lavoro nella comunicazione, conosco il problema. ma anche peppino impastato lavorarava in una piccola radio locale. Però destabilizzava. Oggi sarebbe lo stesso, o il pubblico è più assuefatto?

raffaele > ...E NON TUTTI I PENTITI SONO BUSCETTA!

cuntrastamu > ragazzi, salvo e enrico non riescono a scrivere, ce li abbiamo al telefono. ci chiedono di replicare la serata... lo faremo quando avremo un server più potente. scusateci ancora, grazie per la partecipazione e ovviamente restate pure

mannux > certo che i pentiti sono importanti...ma quanto si può contare su di loro, voglio dire...possono accreditare una fonte, non costituirla...

mannux > sì, cmq grazie agli autori...

raffaele > x taddeo: Oggi sarebbe lo stesso ma sarebbe inutile se l'obiettivo è quello di farti diventare un cittadino senza essere costretto ad essere un eroe! E' difficile cambiare una cultura diffusa proponendo dei modelli 'perdenti'!

sergio_b > grazie cuntra, e ringrazia enrico e salvo

raffaele > grazie a tutti e ciao!


Le domande giunte a Cuntrastamu via e-mail per gli autori


Marco > La corte d'appello di Caltanissetta ha recentemente reso note le
motivazioni della sentenza Borsellino bis dove sono indicati con chiarezza
tre moventi dell'accelerazione della strage di Via D'Amelio: l'intervista
di Borsellino del 21 maggio 1992, la trattativa tra Mori e Vito Ciancimino,
la candidatura di Borsellino a Procuratore nazionale antimafia da parte del
min. Scotti.
Vorrei chiedere ai due giornalisti un commento su questo punto: condividete
le conclusioni della corte? C'è secondo voi un movente fra i tre che ha
pesato maggiormente? Ci potrebbero essere altri moventi?

salvo_palazzolo > Come ogni delitto eccellente anche la strage di via D’Amelio non ha una causale unica, ma un concorso di moventi e soprattutto una convergenza di interessi. In questo caso, ciò che rende ancora più difficile l’analisi del movente è un vuoto di conoscenza su una circostanza basilare: i tre processi fin qui celebrati non hanno ancora individuato i nomi degli esecutori materiali. Non sappiamo chi era presente quel giorno in via d’Amelio, chi azionò il telecomando dell’esplosivo, dove erano posizionati i killer. Le indagini hanno messo in risalto molte cose strane, molte presenze in via d’Amelio che non sono proprio di mafia ma puzzano di mafia e servizi segreti. I pentiti che hanno parlato della strage, Cancemi e Ferrante, hanno avuto strani vuoti di memoria su quel pomeriggio. Bisogna dunque continuare a chiedere verità e giustizia sulla strage Borsellino..

2) La quinta sezione della Corte di Cassazione ha recentemente annullato
il principio di corresponsabilità dei componenti della cupola in merito alle
decisioni sugli omicidi Falcone e Lima. Mi sembra che oggi dovesse essere
discussa in cassazione la sentenza d'appello di via D'Amelio. Ne sapete
qualcosa? Cosa pensate del cambio di rotta della cassazione rispetto allla
sentenza del 30 gennaio 1992?

salvo_palazzolo > La Cassazione ha chiuso una stagione, quella del teorema Buscetta, che tanti passi in avanti aveva consentito nell’azione giudiziaria dello Stato contro la mafia.
Certo, non si può non tenere conto della sollecitazione posta dalla Suprema Corte: dicono i giudici che responsabile di un omicidio, in qualità di mandante, è colui che ha partecipato alla riunione deliberativa, o ne è stato informato, condividendone i contenuti. Giusto, sano principio di civiltà giuridica. Però, bisogna pure considerare le regole dell’agire mafioso. Operare una distinzione tra falchi e colombe di Cosa nostra può essere un utile percorso di ricerca, ma l’organizzazione mafiosa, non dimentichiamolo, è sempre unita nelle sue finalità.
Prendete il caso di Pietro Aglieri, ritenuto una colomba, assolto dal delitto Lima, il primo atto della strategia stragista del ’92. Il boss è stato di recente condannato definitivamente per la strage Borsellino. Allora probabilmente Aglieri non era una colomba! Le sentenze finiranno per mettere in rilievo le contraddizioni del criterio suggerito dalla Cassazione. Il cosiddetto teorema Buscetta è in realtà ancora valido, suggeriscono molti magistrati, nonostante Cosa nostra sia cambiata e non sia più quella degli anni Ottanta. Le decisioni importanti continuano ad essere prese da un organismo di vertice, che si chiami Cupola o direttorio poco importa.

Una lettrice del sito chiede perchè si parla così poco di ciò che accade
in puglia in termini di criminalità organizzata. Qual è la situazione attuale
a Bari?

salvo_palazzolo > Oggi, in Italia, si parla troppo poco di mafia. Il tema sembra essere scomparso dai grandi giornali nazionali, che se ne occupano con frammentarietà e scarso approfondimento. Ecco perché è necessario intensificare un tipo di informazione alternativa, come quella fatta da Cuntrastamu. Internet può essere la risposta all’approssimazione dilagante dei media nazionali.

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